Grazie Padre Pio

L'inutile locandina!

Di: Amedeo Gianfrotta (?)
Con: Gigione, Jo Donatello

Avvertenza: questo film può causare ateismo e bestemmie. Definirlo “film” è improprio; primo, dura quaranta minuti, ma questa non è una caratteristica negativa. Secondo, il Morandini, Cinematografo e Wikipedia non ne fanno cenno: ci saranno pure dei motivi. In ogni caso, è d’obbligo una recensione, in quanto mai, e sottolineo mai, si avrà di nuovo l’occasione di autopunirsi a questo livello. Il film inizia presentando uno squallido spaccato napoletano. In soldoni, la trama è questa: Gigione parte per una tournèe di un mese, lasciando il figliuolo, di nome Jo Donatello (ma pensa te…) solo soletto a casa. Questo si fa coinvolgere, nell’arco di tre quarti d’ora, in un giro di corse clandestine, grazie ad un amico sfigato che vaga per la città in compagnia di due bellocce inespressive. Lui si mette a fare il provola con Sara, che però è troppo scossa dal pensiero di “tutta quella gggente che soffre e combatte quotidianamente per la libbertà” (no, non illudetevi; non sarà spiegato di che cazzo stia parlando). Sotto la protezione dell’ambiguissimo Don Franco, il prode Jo Donatello corre come un ghepardo sulla cattiva strada. Ma ecco che torna Gigione, che in breve lo riporta sulla retta via grazie anche all’intercessione del barbuto santo di Pietrelcina (ma perchè mai?).
La fotografia ricorda vagamente 4 carogne a Malopasso; le battute, oltre ad essere vistosamente lette sul gobbo, o su un qualche copione nascosto, sono incomprensibili: il “napulitanu strittu” non permette mezze misure. L’orribile Jo Donatello e il suo grasso e unto padre si impegnano nelle canzoni, convinti forse di recitare in Jesus Christ Superstar. Il risultato è ingiudicabile, indegno. Il fatto che questo “film” duri 40 minuti è l’unica nota positiva. E’ impossibile giudicarlo secondo i canoni cinematografici, perchè sfugge a tutti: certo, anche 2001: Odissea nello spazio. Ma non è la stessa cosa, ve lo assicuro. Chi ha avuto la dubbia fortuna di ascoltare qualche canzone di Gigione alle feste di paese, si risparmi una delusione: in questo film non compaiono i pezzi sporcaccioni che tanto ci fanno ridere. No, è tutta musica sacra squallida, cantata in napoletano, di quella che se esiste un Dio prima o poi giungerà la tremenda punizione. Vien quasi nostalgia di Mario Merola. La domanda è: perchè? Cosa ha spinto quest’uomo e il suo inutile figlio ad esporsi al pubblico ludibrio? Forse non lo sapremo mai.  Inguardabile. Davvero.

Produzione: Ita (2001)
Punto di forza: il ridottissimo minutaggio. E “tutta quella gggente che soffre e combatte quotidianamente per la libbbertà”.
Punto debole: da dove cominciamo?
Come trovarlo: reperibilità estremamente bassa. Pare ne esista una copia in divx, ma io consiglio la visione su Youtube.
Da guardare: in stati di allucinazione, astinenza, malesseri da alcool.

Pubblicato il gennaio 5, 2011, in Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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