Jolly Blu

Puro trash anni '90!

Di: Stefano Salvati
Con: Max Pezzali, Dario Cassini, Natalia Estrada, Jovanotti (!), Nicole Grimaudo

Premessa: lo so, lo so, chiunque sia stato giovane negli anni ’90 ha apprezzato, quando non adorato, gli 883. Lo so, le canzoni di Max Pezzali non sono peggio di altre. Lo so, molti fan degli 883 hanno visto il film, e a qualcuno sarà addirittura piaciuto. Ma non mi è possibile evitare di recensirlo. Jolly Blu è una tragedia troppo grande per il cinema italiano. Quando Roger Waters volle realizzare un film, affidò saggiamente The Wall a Bob Hoskins, Bob Geldof e altri. Gli Who fecero lo stesso, ma commisero l’errore di inserirsi essi stessi nella pellicola, con il risultato che alcuni pezzi di Tommy sembrano estratti da un video della Pausini. Max Pezzali e i suoi inutili amici sono andati oltre: hanno realizzato un film in cui loro sono gli unici protagonisti. Il risultato è qualcosa che lascia perplessi. Chi legge mi perdonerà un certo disagio nel parlare di una simile catastrofe artificiale.
La trama è abbastanza evanescente. Si tratta in pratica di una serie di storielle che ruotano tutte intorno al seguente sillogismo pezzaliano: la donna è importante, gli amici e le moto insieme sono più importanti della donna, se hai moto, amici e donna sei messo ancora meglio. Intorno a questa saggia conclusione ruotano una serie di sketch tutti più o meno patetici, tenuti insieme con lo spago sulle note delle canzoni degli 883. Si va dall’amico creduto morto ma che in verità è vivo (pretesto perchè Max possa cantare “Se tornerai”) alle amiche belle che non la danno, agli amici fighi con le moto, alle amiche belle che non la danno (pretesto per cantare una serie quasi infinita di tormentoni pezzalian-repettiani). L’ho anche visto di recente, ma non mi viene in mente altro. La trama è tutta qui, giuro.
La pochezza della storiella è pari solo alla spaventosa vacuità tecnica con cui il bieco Stefano Salvati ci ammorba. Nei film musicali classici, le canzoni possono fare da colonna sonora a determinati momenti, o essere cantati dai protagonisti; in ogni caso, si richiede a questi ultimi un minimo di partecipazione e di capacità recitativa. Non è questo il caso: il prode Max costringe gli amici a recitare  parola per parola i suoi non sempre eccelsi testi, a sottolineare ogni termine con un penoso gesto delle mani. Gli attori, chiamiamoli così, fissano imbambolati la telecamera come se fosse una recita scolastica, esprimendosi in vergognose ed involontarie parodie di tutti gli stereotipi della gioventù anni ’90, fatto di per sè abbastanza discutibile se consideriamo che l’età media dei protagonisti supera la trentina. Condiscono il tutto alcune bellocce da schermo, quali la Merz e la Ferilli, e un cameo di Jovanotti, evidentemente a disagio. Apprendiamo da “Wikipedia” che Angelina Jolie fu scartata perchè “troppo sensuale”, un pò la prova del fiuto cinematografico di Salvati. Si tratta del tipico film in cui da un momento all’altro si pensa stia per succedere qualcosa, attesa che non verrà mai ripagata. Lo spettatore esce dalla stanza frastornato e deciso a rivalutare i Vanzina.
Produzione: ITA (1998)
Punto di forza: per chi è cresciuto negli anni ’90, e solo per questa categoria, le canzoni degli 883.
Punto debole: la povertà della sceneggiatura è tale da mettere in imbarazzo.
Come trovarlo: è presumibilmente reperibile in dvd, senza contare i vari divx. Ma il vero cultore ha la videocassetta comprata
Da guardare: in modo serio (se possibile), con un gruppo di nostalgici dei novanta, o nel modo più naturale, con gli amici, ridendo della pedestre recitazione dei protagonisti. Può essere divertente anche cantare e ripetere i banalissimi gesti, ma solo se si è un cultore del Dinamico Duo.

Pubblicato il gennaio 5, 2011, in 1990 - 1999, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. MAGARI la Ferilli, la bonazzona pettoruta è nientepopodimenoché Sabrina Salerno!
    Indimenticabili (nel senso deteriore del termine) sono anche i sottotitoli stile Merry Melodies con le parolacce censurate… un tripudio di assurdità!

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