Leviathan

Si piglia molto sul serio…

Di: George Pan Cosmatos
Con: Peter Weller, Amanda Pays, Richard Crenna, Daniel Stern, Ernie Hudson

George Pan Cosmatos è noto ai più per averci regalato, tra tanti capolavori, un film come Cobra, un pò un mito per chi bazzica questo blog, e Rambo II. Non è insomma nuovo ai filmacci con molta azione, e anche questa pellicola, Leviathan, pur non essendo all’altezza degli altri, non sfigura tra le brutture cinematografiche, grazie anche ad una serie di discreti attori riciclati da altri film (Hudson da Ghostbusters, Weller da Robocop, Stern da Tuono blu). L’idea è anch’essa una scopiazzatura senza pudore da Alien, ma in chiave sottomarina: in una base ancorata all’abisso di una grande azienda nell’Atlantico (balle: in realtà è quasi tutto Adriatico) gli scienziati della Tri Oceanic trovano un  sottomarino russo abbandonato, con immancabile esperimento fuori controllo a bordo. A poco a poco, l’orribile sostanza assassina si impossessa dei corpi degli sventurati, trasformandoli in creature a metà tra il già citato Alien e una cotoletta mal tagliata. Soltanto in tre arriveranno alla fine, tra cui lo stereotipato nero simpatico, che per non farsi mancare nulla decide di farsi divorare da un branco di squali affamati, pronunciando l’unica battuta meritevole del film: “Che giornata di merda!”, la stessa che abbiamo detto noi.

Leviathan.jpg

Questa è copiata dalla Cosa di Carpenter, è evidente!

L’idea di partenza, un mistero negli abissi più profondi, era persino intelligente e assolutamente ben sviluppabile, come avrebbe dimostrato James Cameron. Tuttavia, Pan Cosmatos non dimentica le proprie umili origini, e tenta di inserirci sangue, squartamenti e pessime interiorizzazioni dei personaggi. Il punto è che Pan Cosmatos non è Cameron, non sono neppure parenti: il risultato è un filmetto godibile finchè si vuole, ma che si prende troppo sul serio: alla prima apparizione dei malefici tentacoli, lo spettatore, che dovrebbe spaventarsi, scoppia in risatine isteriche, convinto che “dopo verrà il meglio”. Non succede: il film va avanti per un’ora e fischia tra noia e colpi di scena scontatissimi, intervallati qua e là dalle carinerie delle protagoniste. Anche il motivo per cui l’equipaggio non riemerge è quanto di più idiota si possa immaginare: i capi della compagnia non gli credono e si inventano un inesistente uragano per prenderli in giro, sono proprio degli infamoni dai. Non ci viene spiegato il motivo di tanta cattiveria, e alla fine la voglia di godersi Abyss è molto, molto forte. E poi, diciamocelo, è tutto così terribilmente anni ’80!

Produzione: USA (1989)
Punto di forza: Ernie Hudson e l’idea, di per sè non particolarmente stupida.
Punto debole: troppo lungo e poco audace!
Come trovarlo: in DVD.
Da guardare: con i genitori, è un filmettino leggero. Se invece volete organizzare una serata con amici, un film come Carnosaur è assai più adatto.

Un piccolo assaggio: (notare che il nome di Ernie Hudson campeggia ovunque, è l’unico all’altezza)

Pubblicato il gennaio 7, 2011, in 1980 - 1989, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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