Quatermass conclusion – La terra esplode

Quale tristezza!

Di: Piers Haggard
Con: John Mills, Simon MacCorkindale, Barbara Kellerman

Parlare di un film come questo richiede una certa sensibilità, e un certo rispetto. Perchè, contrariamente a quanti lo classificano nel filone fantascientifico, io credo che Quatermass conclusion sia un disperato grido d’aiuto dell’attore protagonista, John Mills, un curriculum sconfinato spalmato su mezzo secolo di onorata carriera. La trama, banale, mal scritta e non immediatamente comprensibile, è la seguente: l’umanità è nel caos, bande di criminali armati impazzano per le strade, USA e URSS sono in agonia. Lo scienziato inglese Bernard Quatermass, arzillo settantenne vistosamente stanco di recitare (ma non della vita: camperà fino al 2005, 97 anni; alè Johnny!), deve salvare la nipote Hettie da un misterioso raggio alieno, che attira i giovani in zone celebri del pianeta (Stonehenge e simili) per assorbirli (?). L’arguto scienziato, tra una discussione e l’altra, scopre che il raggio mira a distruggere la razza umana, e decide di combatterlo. Ovviamente ci riuscirà, grazie alla propria determinazione e ad una bomba atomica (??).
L’argomento del film è la vecchiaia: il protagonista, a suo tempo grande attore, si guarda intorno con l’aria di chi non ha nessuna voglia di essere lì, e neanche le vigorose discussioni politiche lo vedono minimamente coinvolto. La fretta con cui cerca la nipote è dovuta probabilmente alla voglia di concludere in fretta una pessima parentesi nella sua luminosa carriera. La sensazione di pressappochismo è resa evidente da una grafica sporca e sgranata, a tratti poco comprensibile. Il primo episodio della serie Quatermass è del ’55, e assicuro che si vede meglio (ma d’altronde Val Guest mica era un Piers Haggard qualsiasi). La sceneggiatura presenta lacune clamorose: non sapendo come rappresentare il degrado giovanile (le metafore si sprecano), ci vengono mostrate decine e decine di neo-hippies spingersi verso i luoghi di culto gridando “ah, rah, ah, rah, ah” senza un perchè. Che gli alieni ci vogliano morti può essere un’ipotesi, ma pure deficienti? Sarebbe poi interessante sapere come funziona il patetico stratagemma messo a punto dall’anziano dottore, ma non ci è concesso tanto onore. Taluni si sforzano nel tentativo di leggere il film in chiave sociale, politica, economica, parlando di un professore stanco e perplesso di fronte ai movimenti delle nuove generazioni (prodigi americani: il 1967, da quelle parti, è finito nell’80), ma chi ha visto il film sente puzza di fregatura. Quatermass conclusion non è sicuramente una vaccata apocalittica come ce ne sono tante, ma rispetto ai primi film il livello è drammaticamente basso.
PS: questo film risulta essere il condensato cinematografico di alcuni episodi dell’omonima serie tv; questo può in parte spiegare perchè non si capisca una cippa di niente degli sviluppi di sceneggiatura, ma ci porta ad una ulteriore domanda: c’era proprio bisogno di girare questo pastrocchio rovinando così l’immaginario di chi, magari, la serie tv l’aveva seguita con piacere?

Produzione: USA (1979)
Punto di forza: c’è un’atmosfera (non voluta) malsana e allucinatoria che gli conferisce un certo fascino.
Punto debole: non è ciò che pretende di essere, e cammina sul filo della distinzione tra Spielberg e Corman.
Come trovarlo: esiste in DVD, e vista la qualità della fotografia chi scrive sconsiglia di comprarlo.
Da guardare: da soli. Deprimendovi. Chiedendovi come sarete da vecchi.

Un piccolo assaggio: (questo è il tema della serie tv, e dobbiamo dire che non è affatto male!)

Pubblicato il gennaio 8, 2011, in 1970 - 1979, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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