Carnosaur

E’ tutto bellissimo.

Di: Adam Simon
Con: Diane Ladd, Raphael Sbarge, Jennifer Runyon

Signore e signori, se pensavate, con i Godzilla giapponesi, di aver esaurito la carica demenziale del filone mostruoso, bè, vi sbagliavate. Questo film distanzia di anni luce qualunque precedente bruttura, e rappresenta per la fantascienza ciò che 4 carogne a Malopasso rappresenta per il western. Il livello di idiozia qui presente è molto alto, e invitiamo pertanto alla cautela. Non credo di essere in grado di spiegare la trama, che è composta da episodi più o meno scollegati tra loro e da scene sovrapponibili e interscambiabili a proprio piacimento, colma di citazioni (leggi “copiare”) della filmografia horror-fantascienza classica. Una scienziata che vede ovunque grazie alle sue telecamere (anche nelle auto di privati cittadini!). Un alcolizzato guardiano di un cantiere che affronta gruppi di no-global hippies e si innamora di una di loro, dall’eloquente nome di Trash (non sto inventando nulla!). La scienziata che crea uova di dinosauro e le fa partorire da donne non incinte grazie ad un virus (?).

Carnosaur1.jpg

Quanto cazzo è bello il carnosauro.

Dinosauri che cambiano colore e forma ad ogni sequenza e squartano allegramente chiunque gli si pari davanti. Un gruppo di pezzi grossi che non fa una mazza per tutto il film e alla fine decide di sterminare tutti. Scritte lisergiche che appaiono ogni tanto a spiegare il luogo e la percentuale di “infected cells for 1 million”, ma cells di cosa, ma io non so. Diagrammi e radar visibilmente disegnati, inquadrature di polli e stragi di suddetti, anatomo-patologo orbo che opera come cucinasse uno stufato, poliziotto che ordina ai sottoposti di cercare una “cosa” non specificata (“lo riconoscerete vedendolo”: cazzo vuol dire?), scene in un bar puramente casuali, personaggi mai nominati ed evanescenti.
Questo è Carnosaur. L’orribile bestio è chiaramente un pupazzo mosso da qualche attrezzista, e non lo vediamo mai inquadrato insieme ad un essere umano; ogni volta che appare la telecamera si muove come se la manovrasse uno con il morbo di Parkinson, forse per non mostrarci il marchio Made in China del pupazzo. Le spiegazioni scientifiche sono lasciate alla fantasia dello spettatore, con un apice di imbecillità nell’ordine “covertigrare, distruggere uomo”, qui probabilmente i doppiatori italiani ci hanno messo del loro. Il protagonista recita come se fosse costretto, seguito a ruota dagli inutili comprimari (ebbene sì, c’è anche lo sceriffo nero che muore da eroe abbattendo a fucilate il pupazzesco dinosauro!), e la fotografia è talmente scura da provocare atroci dolori alle retine. Nel finale, assistiamo in sequenza al parto di un dinosauro da parte della scienziata (copiato da Alien), all’uccisione di alcuni pazienti-morenti (copiata da Zombi) e allo sterminio dei protagonisti (copiato da La notte dei morti viventi). Roger Corman produce, speriamo con un pizzico di vergogna, questa totalmente delirante, in cui il dottor Mureau è considerato “il mentore” dalla protagonista, che elabora una strampalata teoria riguardante le famose “uova cosmiche” (?) e la purezza del pianeta. La colonna sonora è composta da una canzone vergognosamente anni ’80 (quando i due si incontrano e sboccia l’amour) e da ritmi copiati dai film di Romero, che compaiono un pò a casaccio. La copertura usata dalla bieca dottoressa per i suoi loschi scopi è “un esperimento sui polli”.

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QUANTO CAZZO E’ BELLO IL CARNOSAURO.

Una nota di merito, infine, alla scena del primo parto cui assistiamo: una donna, tutt’altro che incinta, si sente malissimo e presenta tutti i sintomi dell’influenza nell’arco di otto secondi netti. La dottoressa la fa distendere, e la paziente, con un’improvvisa apertura delle gambe (quasi un angolo piatto) espelle un baby-sauro come se le esplodesse una bomba a mano in corpo. No, non preoccupatevi, non fa senso: le smorfie sono soffocate dalle risate. Che altro dire? Come per gli scoop e gli scandali politici, parlano i fatti: spinti da reverente rispetto per un simile delirio, non aggiungiamo altre parole. Buona visione.
“Leggi il romanzo da cui CARNOSAUR e basato. E dieci volte migliore del film, e precedeva Jurassic Park da sette anni” (i commenti degli utenti di Youtube riservano sempre enormi soddisfazioni)

Produzione: USA (1993)
Punto di forza: il mostro non ha eguali nella storia del genere. 79 minuti di risate assicurate. Tempi comici perfetti. E poi l’ha prodotto Roger Corman…
Punto debole: la pessima fotografia e il noiosissimo colloquio tra il protagonista e la dottoressa.
Come trovarlo: in videocassetta, per rispetto alla bassa qualità del film. Ma sospettiamo che farebbe schifo anche in 4K.
Da guardare: sarebbe piaciuto a quelle comunità di hippies che si riempivano di acidi nei primi anni settanta. Noi non vi stiamo consigliando di prendere degli acidi per vederlo, eh. Basta il film.

Un piccolo assaggio: (ma perchè qualcuno dovrebbe prendersi la briga di fare un video con tutti i morti del film? Boh, però gliene siamo grati. QUANTO CAZZO E’ BELLO IL CARNOSAURO)

Pubblicato il gennaio 9, 2011, in 1990 - 1999, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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