Invasion USA

Che tamarro!

Di: Joseph Zito
Con: Chuck Norris, Richard Lynch, Melissa Prophet

Ecco la grandezza dell’eroe, ecco l’ingloriosa opera d’arte che tutti aspettavamo, ecco Chuck Norris nel suo peggior film di sempre. Prima di vederlo, è necessaria una lunga preparazione che spieghi, almeno in parte, in cosa consiste la pellicola; non soltanto per una questione psicologica, ma proprio perchè le informazioni dateci non sono immediatamente comprensibili. Dunque, l’inizio ci mostra un barcone di esuli cubani in alto mare che vengono prima accolti e poi trucidati da una finta motovedetta della guardia costiera (non prima di aver gridato “viva l’America! Viva la libertà!”). Il motivo di tutto questo casino non ci viene mai spiegato. Appaiono i titoli di testa, in modo sbrigativo e perfettamente in linea con la fotografia tipicamente anni ’80. Sulla costa, una giornalista uguale a Cher negli anni peggiori litiga con dei poliziotti. Scena seguente: Chuck cattura coccodrilli insieme ad un sosia di Hulk Hogan (giuro!). Andiamo poi in una qualche grande città in cui assistiamo ad una strage tra spacciatori, altra scena abbastanza casuale (alla fine un nero mai visto prima prende una borsa e scappa: non lo vedremo più). Qui inizia la storia seria (si fa per dire): ci viene detto che in America è arrivato Rostov, cosa che inquieta il buon Chuck, che rimprovera il governo di non averlo lasciato fare in passato, e quindi di averlo lasciato in vita. Il suddetto cattivaccio ha poi un incubo in cui Chuck giura di ucciderlo (!). In seguito a ciò, decide inopinatamente di distruggere casa sua e di uccidergli l’amico (ma l’armadillo da compagnia cui è affezionato, e cui va tutta la nostra riverenza, si salva). Lui sopravvive, raggiunge in barca la sua auto (che aveva lasciato abbandonata in un parcheggio con finestrini giù e porte aperte) e parte in cerca di vendetta. Intanto, i cubani sbarcano in America, e lo fanno in modo discreto: decine di barconi in stile D-day e di furgoni, centinaia di uomini che iniziano a sparare alle case e ai comuni cittadini. Notare il sottofondo repubblican-moralista nella scena dei due giovani che incautamente si accoppiano in spiaggia, brutalmente assassinati. Travestiti da poliziotti, i malvagi (che sono cinesi, russi, cubani, vietnamiti, neri) seminano il panico, almeno finchè non arriva Lui. In qualche modo riesce ad essere dappertutto: seda rivolte, uccide violentemente cattivi, fa il provola con la giornalista, interroga sbandati usando la tortura, fa rally in mezzo alla città. Uccide anche il capo in seconda di Rostov, che apprendiamo chiamarsi “Coglio” (Coglio!). Temutissimo da tutti (“Non è umano, è un demonio!”, testuale), falcia meticolosamente tutti coloro che ostacolano il suo lavoro. Da almanacchi la frase di Rostov prima di sparare contro un albero di Natale: “ho sempre odiato questi simboli borghesi”. Tra l’altro, apprendiamo che il Natale in America si celebra d’estate, in maniche corte. Alla fine, con una ridicola trappola, i cattivi vengono attirati tutti, e sottolineo tutti, nel palazzone dove credono di trovare Chuck Norris ammanettato e indifeso (ma figurarsi!), e comincia la strage. Mentre all’esterno i marines sterminano gli invasori, e i quattro o cinque rimasti si arrendono, ai piani altri Chuck uccide Rostov a colpi di arti marziali (il mitico calcio rotante!) e di bazooka, quest’ultimo con uno sparo da tre metri tre di distanza (tra l’altro, i bazooka spuntano un pò come funghi per tutto il film, e vengono usati anche per i singoli omicidi. Non c’è altro da dire. Alziamoci in piedi. Che la banda suoni lo “Star Spangled Banner”, e che Dio conservi il Presidente Reagan. “From the halls of Montezuma to the shores of Tripoli…”

Produzione: USA (USA! USA! USA!, 1985)
Punto di forza: cult assoluto!
Punto debole: la pessima fotografia.
Come trovarlo: in DVD. Ma sulle reti Mediaset e su Rai1 e Rai2 lo trasmettono spesso. Chissà perchè.
Da guardare: in divisa, prima di partire per l’Iraq e l’Afghanistan, dove esportare la libertà, la democrazia e Chuck Norris.

Pubblicato il gennaio 11, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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