Godzilla Contro I Robot (Godzilla VS Mechagodzilla)

Ne resterà uno solo!

Di: Jun Fukuda
Con: Masaaki Daimon, Kazuya Aoyama, Reiko Tajima, Akihiko Hirata

Questo delirante lungometraggio, girato forse sotto effetto di acidi, è il vertice artistico della carriera di Jun Fukuda. Ebbe insospettabilmente un certo successo. La trama è quanto di più improbabile si potesse ideare: un professore, una geisha e suo nonno, due fratelli, un’archeologa e due agenti dell’Interpol (perchè non della Digos, a questo punto?) devono risvegliare un demone-cane di nome Czar, o qualcosa del genere, perchè aiuti Godzilla (!) a salvare il Giappone dal malvagio Robogodzilla (o Mechagodzilla, secondo alcune traduzioni), imbarazzante macchinona a forma di dinosauro, creata da perfidi alieni scimmieschi mascherati da giapponesi, che hanno la loro base in una grotta dell’isola di Okinawa. Ecco, potremmo fermarci qui. Invece no, perchè alcune circostanze meritano di essere approfondite con più attenzione: dopo i lisergici titoli di testa la geisha, che solo alla fine scopriamo essere discendente di una qualche antica stirpe di nobili, intona un canto a metà tra il latrato e la smorfia di dolore. I due agenti dell’Interpol (ma dai!) spuntano fuori nei momenti più opportuni, come a tappare i vistosissimi buchi della sceneggiatura. Ma il meglio di sè Fukuda lo da con i due pupazzi. D’accordo, il film è del ’74. Ma nel 1968, Kubrick aveva girato il viaggio allucinante di 2001: Odissea Nello Spazio. E nel 1957, in Radiazioni BX, avevamo visto un uomo combattere un ragno gigante. Ma nulla di tutto ciò si avvicina anche solo lontanamente a quanto siamo costretti ad assistere in questa pellicola: il vero Godzilla è chiaramente un uomo travestito, e travestito male: si muove goffamente tra penosi modellini di città giapponesi e colpisce l’avversario a colpi di karate e a calci nel culo. Il robottone è invece assemblato con scatoloni, carta stagnola e alluminio di scarto. Quando l’imbarazzante demone canino viene umiliato da Mechagodzilla (cioè per tutto il film) il sauro si dimostra contrariato e lo rimprovera con inequivocabili gesti. Tra l’altro, è interessante notare come l’apparizione del bestio sembri rientrare nella routine giapponese (“ehi, ma è Godzilla!”, con il tono di chi vede un ex-compagno di scuola), e come i protagonisti sembrino conoscerlo piuttosto bene (“ma è impossibile, quel demone è amico di Godzilla!”). Una domanda sorge poi spontanea: come mai gli unici coinvolti nell’invasione aliena sono i protagonisti? A parte una ventina di comparse svogliate nella scena iniziale, le uniche persone che vediamo sono gli otto idioti già citati, oltre naturalmente ai biechi e scimmieschi alieni. Il film raggiunge l’apice della bruttezza durante l’epico scontro a tre finale, “all’americana” (Godzilla tiene fermo il robot e il cane lo picchia), durante il quale assistiamo ad una delirante sarabanda di musichette improbabili, raggi laser, fulmini e saette visibilmente disegnati sulla pellicola, finchè il terribile Mecha non viene decapitato con una specie di mossa di Wrestling. I due mostri bravi ritornano da dove sono venuti (uno a dormire in una roccia e l’altro in mare), il nonno della geisha la smette di sparare cazzate sulla vendetta giapponese e tutti sono felici e contenti (lo comprendiamo dai loro sorrisi alla melassa). Per pietà, non parlerò della pipa ionica. No, non vi dico cos’è. Dovete guardarlo.

Produzione: Giappone (1974)
Punto di forza: è l’unico film in grado di rivaleggiare (nei limiti del possibile) con Carnosaur.
Punto debole: qualche essere umano in più potevano assumerlo…
Come trovarlo: sembra incredibile, ma esiste in DVD.
Da guardare: come sottofondo consiglierei i Jefferson Airplane, o i CiboMatto. E, sul comò, Peyote.

Pubblicato il gennaio 19, 2011, in 1970 - 1979, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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