Xtro – Attacco alla Terra

L’inguardabile locandina.

Di: Harry Bromley Davenport
Con: Bernice Stegers, Philip Sayer, Simon Nash

Difficile trovare nella storia del cinema lungometraggio più delirante, sconclusionato e qualitativamente ignobile di questo Xtro, nome di fantasia che non indica assolutamente nulla; non gli alieni, non una razza extraterrestre, non il nome di un personaggio. Quattro lettere a caso, verrebbe da dire. Intanto, tutto il film è percorso da una musica a metà tra la classica più ardita e l’antifurto di un’automobile. In certi momenti, si prova un vero fastidio.

Xtro 1.jpg

Guardate quanto è bello questo alieno.

La prima scena ci mostra un bambino che gioca col padre, in campagna. Il padre lancia un bastone in aria, e il bastone esplode. Proprio così, esplode, boh. Ne scaturisce una luce che risucchia il padre. Tre anni dopo, un esilarante mostro simil-cagnesco atterra e aggredisce in cinque minuti una coppia (dopo la scena dell’incidente abbiamo avuto minuti di convulsioni per le risate) e una donna sola, che viene ingravidata e nel giro di cinque minuti partorisce il padre (integro e adulto) scomparso tre anni prima in un profluvio di sangue e budella. Questo è solo l’intro eh. Come è ovvio, il mostro andrà alla ricerca del figlio, doppiato malissimo e in romanesco, per trasmettergli i suoi poteri. I suoi ostacoli saranno la bonazza di turno (che pare faccia da baby-sitter al piccolo Satana) e un sosia di Renzo Bossi, il Trota (ci somiglia veramente tanto!). Non vi parlerò delle gelosie e dei disagi tra quest’ultimo e l’alieno-marito. Ovviamente, iniziano a succedere cose strane: il bimbo si risveglia coperto di sangue, l’alieno-marito si magna uova di serpente, il serpente in questione si trova senza un perchè nell’insalata della portinaia, che viene massacrata da un giocattolo animato (tutto vero!). Nessuno ne parlerà mai con la polizia. L’ultima mezz’ora andrebbe esposta fotogramma per fotogramma in un eventuale Museo del Trash: la baby-sitter bona viene imbozzolata e costretta a partorire disgustose uova verdi assolutamente sconnesse dal resto del film, il Trota viene liquefatto, il ragazzo della bonazza viene ucciso da un carrarmato giocattolo (non sto scherzando!) e il portinaio stalinista (meraviglia! Tiene un poster di Baffone appeso nella sua stanzetta!) si trova la gola squarciata da una trottola, il tutto in un trip allucinogeno del bambino che neppure i Pink Floyd sarebbero riusciti ad inventare.

Xtro 2

Ma questo è chiaramente Pippo Franco posseduto!

A un certo punto seguire la trama diventa uno sforzo inutile, probabilmente non ci riuscirebbero neanche gli autori: tanto vale lasciarsi andare al delirio e goderselo! Quanto alla penosa scena finale, non saprei quale significato attribuirgli. Ma d’altra parte, non credo che la parola “significato” sia mai passata per la testa di H. B. Davenport. Piccola curiosità: esistono 2 (due) sequel, Xtro 2 – Il ritorno dell’alieno (fantasia al potere!) e Xtro 3 – Watch the skies, in cui il mostro è completamente diverso e ancora più ridicolo. Non c’è limite al peggio. O forse sì.

Produzione: GB (1982)
Punto di forza: è, forse, il peggior film di fantascienza degli anni ’80. Vederlo è un obbligo morale.
Punto debole: non ho ancora capito metà dei punti della trama, ma quando ci riesco vi faccio un fischio.
Come trovarlo: il primo si trova in DVD, per i sequel vedi sopra.
Da guardare: ascoltando il “Live at Pompeii” dei Pink Floyd.

Un piccolo assaggio: (questa scena la guarderei in loop per delle ore)

Pubblicato il gennaio 24, 2011, in 1980 - 1989, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. L ho comprato a seguito della tua rece…ora mi apprestero’ all ardua visione😉

  2. Che poi i due seguiti (Xtro 2 mi capitava di vederlo sulle tv private, un bel po’ di annetti fa) non hanno proprio niente a che vedere con il primo capitolo. E per fortuna, mi viene da dire… una sola visione di questo incomprensibile “capolavoro” mi è bastata e avanzata😦

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