Terminator 2 – Shocking dark

Vi ricorda qualcosa?

Di: Vincent Dawn (Bruno Mattei)
Con: Cristofer Ahrens, Haven Tyler, Geretta Geretta

D’accordo, la colpa è mia. Ho sottovalutato i 3 fattori che avrebbero dovuto farmi intuire a cosa andavo incontro. Il primo è il nome dello sceneggiatore: Claudio Fragasso. Il suo stile, in effetti, è evidente. Il secondo è il nome del regista, pietosamente mascherato come Vincent Dawn perchè gli spettatori non capissero di avere di fronte l’ennesima boiata di Mattei. Il terzo, e qui il malefico duo si è superato, è il titolo: nonostante ne sia, per certi versi, un plagio, il film non è affatto un seguito del capolavoro di Cameron, e non ha nulla a che vedere con la bella Sarah Connor. Si tratta, nella sostanza, di una trama incomprensibile, con scene copiate (in modo vergognoso) da Aliens e Terminator, sconnesse tra loro e girate abbastanza male da far venire l’orticaria. In una Venezia post-disastro nucleare (o qualcosa del genere), un gruppo di soldati deve scoprire cosa ha ucciso una precedente spedizione. Incontrano dei mostri orribili inquadrati sempre di sfuggita perchè non si vedano i ridicoli costumi, e scoprono che tra loro si è insinuato un cyborg traditore (che prima di essere scoperto è assolutamente normale, poi inizia a muoversi in modo scattoso da buon robot!). Il terribile replicante verrà sconfitto nella Venezia di vent’anni prima con una macchina del tempo. Questo inguardabile patchwork pseudo-fantascientifico è un autentico capolavoro di masochismo: chi ha visto le sue “fonti ispiratrici”, come le chiamerebbe Mattei, è colto da un misto di rabbia e imbarazzo per il modo spudorato in cui il malefico duo copia interi dialoghi: uno per tutti, la celeberrima frase “mia madre diceva sempre che i mostri non esistono”, qui riproposta in un contesto patetico e senza la carica emozionale di una Sigourney Weaver. C’è poi l’immancabile bambina (che ha tipo 25 anni), personaggio insopportabile che sa dire soltanto  “Sarah!” e “moriremo!”, vera esperta informatica in grado, al momento giusto, di tirar fuori le prove del complotto finanziario: vi risparmio il delirante messaggio di presentazione\confessione. Tra depliant di Venezia, plagi, noiosissime ispezioni militari, vestiti e musiche orribilmente anni ’70, è come sprofondare in un abisso senza fondo. Subito dopo la scena finale, che piacerà agli appassionati di soap-operas, lo spettatore, colto da schizofrenia, getta il telecomando contro lo schermo, inveendo contro il clero e lasciando la stanza. Fidatevi, fa questo effetto.

Produzione: ITA (1990)
Punto di forza: è forse la miglior parodia involontaria di Terminator.
Punto debole: mortalmente noioso, e qualche volta i plagi sono troppo evidente persino per divertire.
Come trovarlo: reperibilità estremamente bassa. Consiglio di cercarlo in rete.
Da guardare: solo per MatteiManiaci.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=PjKTUABu-JU  (guardate quant’è copiato!)


Pubblicato il febbraio 9, 2011, in 1990 - 1999, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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