Troll 2

Ma guardate che roba!

Ho dovuto mostrarvelo! Il gallinaccio!

Di: Drake Floyd (Claudio Fragasso)
Con: Michael Stephenson, George Hardy, Margo Prey, Connie Young, Deborah Reed

Recensione speciale per un film speciale: giudicato “il peggior film horror di tutti i tempi” da buona parte della critica americana, Troll 2 merita una recensione a quattro mani, scritta da me e mio fratello, innocente costretto ad assistere a tale supplizio. Girato durante le ferie del direttore della fotografia, un delirante collage di sequenze, effettacci, pseudo-messaggi ecologisti e un clima da LSD imperante, questo pattume cinematografico è divenuto, in America, un vero e proprio cult, mentre in Italia è stato giustamente ignorato. Definire la “trama” del film è alquanto difficile, in quanto non esiste logica narrativa, gli errori si contano a decine e la cazzata risulta essere la vera sostanza della storiella. Un bimbo, Joshua, è in contatto medianico con il nonno morto da pochi mesi, ed ha pure la sfiga di vivere con la famiglia più idiota di tutti i tempi: una madre dalle capacità recitative ai limiti del porno, un padre uguale a Max Tortora e una sorella squilibrata dedita all’aerobica. L’allegra famiglia di inetti parte per le vacanze nel paesino di Nilbog (“goblin” al contrario, un’idea talmente stupida che non viene neppure in mente agli spettatori!). Il nonno, apparso nelle vesti di vagabondo stradale lercio e barbuto, rivela a Joshua che il paese è infestato dai folletti e più in generale da forze maligne. A proposito, forse è meglio chiarire subito le cose: non si vede, in tutto il film, un solo troll. Il titolo è un’idea di Fragasso, che intendeva sfruttare il (presunto) successo della pellicola americana Troll, totalmente scollegata da questo ignobile  film. Gli abitanti di Nilbog sono tutti bifolchi inquietanti ed immobili, ma la recitazione di tutti, anche dei buoni, è talmente scarsa che risulta difficile distinguere i mostri informi (perchè questo sono, notare soprattutto il mascherone del gallinaccio!, copyright di mio fratello) dai buoni. Dopo una serie di omicidi assurdi, facciamo la conoscenza della strega locale, una pazza scatenata dalla patetica recitazione, che guida i mostri trasformando la gente in vegetali per farglieli mangiare. Sissignori, terroristi vegani! Ecco cosa sono! Esilarante il sermone del pastore, che invita tutti a tenersi lontani dalla carne, che porta “vesciche purulente, grappoli di emorroidi, escrementi vischiosi” (testuale). I familiari del piccolo idiota sono assai lenti nel comprendere la situazione, e solo il ritrovamento del cadavere di un goblin, e il conseguente assedio, li convincono ad evocare il nonno (armato di ascia, estintore e molotov!) in una seduta spiritica. Il vecchio bastardo porta il moccioso nel covo della strega, rivelando che per sconfiggere i mostri basta che persone armate di “bontà” tocchino la fantomatica “pietra magica dei folletti”, mai nominata prima di quel momento. Non fosse sufficiente, gli consegna l’arma segreta: un panino alla mortadella. Un panino. Alla mortadella. La scena finale, con la madre fatta a pezzi e il mostro che dice “ne vuoi un pezzo, Joshua?”, non fa che peggiorare le cose.
I dialoghi vanno da “lui è il tuo ganzo” a “questo paese è una cacatina”, al vergognoso “oh mio dioooo!” urlato dal giovane inetto nel covo della strega. I pochi e ignoranti difensori di questo putridume sostengono si tratti di una parodia horror ecologista. Ora, il messaggio ecologista si perde sin dai primi cinque minuti nel delirio; mio fratello (questa gli va riconosciuta, tanto descrive bene la cosa) definisce la pozione magica dei mostri “diarrea verde”, concetto estendibile più o meno a tutto il film. Notare la credibilità dei personaggi, soprattutto il viscido e inguardabile negoziante che regala al tizio del latte rancido, e quello lo beve!
PS: essendo inguardabile, il film è stato visto in due parti. Alla fine della prima, mio fratello si è addormentato, o ha fatto finta di dormire per non proseguire. Alla seconda, ha cercato di coprirsi gli occhi. Questa recensione è dedicata a lui, che forse mai più si riprendererà da questo trauma cinematografico. Scusa, fratellone!

Produzione: ITA (1990)
Punto di forza: (…)
Punto debole: c’è un limite anche allo squallore, ragazzi…
Come trovarlo: uscì in VHS molti anni fa, oggi è quasi introvabile.
Da guardare: per un esperto di b-movies è esilarante, per un neofita è un massacro. Comunque, servite menta e pistacchio.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=9KCct4RwLNM (l’inaccettabile trailer!) http://www.youtube.com/watch?v=HyophYBP_w4 (esageriamo! Due assaggi!)


Pubblicato il febbraio 20, 2011, in 1990 - 1999, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Che dire: Troll 2 il film più tamarro e trash della storia😄

  2. “una madre dalle capacità recitative ai limiti del porno”!!!
    ho riso per mezz’ora!!ahahahah!

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