I predatori di Atlantide

Locandina copiata da Rambo 2. Notare la scritta senza senso.

Di: Ruggero Deodato
Con: Christopher Connelly, George Hilton, Ivan Rassimov, Tony King

Suggestiva perla della filmografia trash di Deodato (ebbene sì, ha fatto anche lui i suoi B-movies!), questo I predatori di Atlantide tocca le vette più alte del non-sense cinematografico italico, sorretto da una trama ai limiti della contorsione e diretto con perizia (purtroppo la trama è quel che è) dal Ruggerone nazionale. La scena iniziale ci mostra il violento rapimento di un uomo da parte di Mike e Mohammed “Whashington”, (unico vero personaggissimo del film), rapimento totalmente inutile ai fini della trama, dato che non ne sentiremo più parlare. La scena si sposta su una piattaforma petrolifera, o meglio, sul modellino che dovrebbe rappresentarla, su cui sbarca una archeologa esperta di lingue pre-colombiane; dopo cinque minuti cinque di analisi di una tavoletta, rinvenuta senza un perchè su un sottomarino nucleare sovietico affondato, la scienziata (!) sentenzia come se niente fosse che la tavoletta prova l’esistenza di Atlantide. Qui accadono una serie di fatti totalmente incomprensibili: un uomo indossa un’esilarante maschera di plastica (ma nel film si dice sia cristallo), appaiono dal nulla dei motociclisti assassini truccati da punk, si scatena un maremoto, la piattaforma affonda e vediamo emergere un’isola. E questo è solo il primo quarto d’ora di film! In seguito, i superstiti si incontrano con i due avventurieri, e sbarcano su un’isola (che non è Atlantide), dove inizia la lotta per la sopravvivenza contro i feroci bikers. Numerose le scene da antologia, tra cui spiccano il cadavere che aziona il juke-box (l’idea in sè non sarebbe male, peccato che gli attori rivinino tutto) e l’uccisione della ragazza con una freccia in bocca, in cui l’utilizzo di un manichino di cera risulta palese. I superstiti, destinati ad assottigliarsi finchè non rimangono solo Mike, Whashington e la scienziata, che comunque non si spettina mai, partono per Atlantide, dove la povera dottoressa è costretta a vestirsi con un orribile spazial-trash anni ’70 per “evocare gli antichi abitanti di Atlantide”. E il bello è che ci riesce, per poi sparire nel nulla. La scena finale, in cui la si vede ricomparire, improvvisamente ninfomane, sull’elicottero, senza alcuna spiegazione, lascia un pò l’amaro in bocca, mentre l’isola si inabissa con uno dei peggiori effetti speciali della storia. Il film, dopo un inizio assai promettente, mescola troppa carne al fuoco, e nonostante i numerosi momenti trash non decolla mai ai livelli di uno Zombi 4, tanto per fare un esempio. Si ride di gusto davanti alla mitica statua spara-raggi laser, o ai tuffi in acqua degli stunt-man che interpretano i bikers (manca solo la giura con le palette). Anche la scena dell’elicottero, in cui si vede benissimo il vero pilota con tanto di cuffie d’ordinanza, ha il suo perchè, ma Deodato non si ferma: per quale motivo deve introdurre l’inutile morte dell’amico pacifista, che tenta di “far ragionare” i bikers solo per venire trucidato da questi nella scena seguente? E perchè, verso i tre quarti di film, ci sono tutte quelle battute sul Vietnam, argomento mai toccato e comunque assolutamente fuori luogo? Risulta davvero incomprensibile come un regista di valore come Deodato, dopo aver scritto un soggetto comunque avvincente e avventuroso, lo allunghi con luoghi comuni inaccettabili (sulle donne, sull’Islam, sul Vietnam) e con inutilissime scene di lotta nella giungla (si salva solo quella della “trappola all’americana”, realizzata perfettamente in 5 minuti) senza alcun motivo, costruendo un patchwork ai limiti del sopportabile, comunque da noi apprezzatissimo e degnissimo della Cinewalkofshame. Non aiuta la colonna sonora dei fratelli De Angelis, impresentabile.

Produzione: ITA (1983)
Punto di forza: se uno non pretende troppe spiegazioni, questo è il film che fa per lui. E poi c’è Bruce Baron che fa il capo dei motociclisti!
Punto debole: dopo Cannibal Holocaust, ci aspettiamo di più da un regista come Deodato. Ma forse non è stato facile lavorare dopo essere persino andato in galera per le noie con la censura italiana…
Come trovarlo: non è mai uscito in DVD, ma la videocassetta non è troppo difficile da trovare. Sconsiglio Internet, mentre assai più utile è consultare spesso la guida tv. Che ci crediate o no, lo trasmettono di notte almeno due volte l’anno.
Da guardare: la sera tardi, quando il sistema nervoso degli spettatori non ha la forza di porre domande.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=UG6tNPkyscQ (guardate che effettone!)


Pubblicato il febbraio 22, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: