Megaforce

Tamarroforce!

Di: Hal Needham
Con: Barry Bostwick, Michael Beck, Persis Khambatta, Henry Silva

Pensavamo che il limite del trash fosse stato raggiunto con Troll 2. Pensavamo che non avremmo mai visto scene d’azione peggiori di quelle di Invasion USA. Pensavamo che certe pettinature fossero un’esclusiva di Ned Flanders. Pensavamo male, signori. Questo film è riuscito a battere tutti e tre. La Megaforce del titolo, un pò una scopiazzatura senza ritegno del più noto Delta Force, è una squadra di imbecilli in costume, soldati provenienti da tutto il mondo e finanziati dai “governanti delle nazioni libere”, che possiedono una base grande quanto il Nebraska all’interno di una montagna. I due personaggi più in vista di questa banda di scellerati sono Asso Laser, il capo (pettinatura alla Flanders e tutina aderente inguardabile che neppure il Freddy Mercury degli anni peggiori), e il suo aiutante, che era il capo dei guerrieri della notte nell’omonimo film, qui ridotto a turpe macchietta assolutamente inutile per la trama. A proposito, la trama: la Megaforce è ingaggiata dalla repubblica di Anguria (per cortesia!) per contrastare gli atti terroristici della repubblica di Sghimbescia (per cortesia! 2). Attaccano, vengono abbandonati dagli anguriani (si chiameranno così?), portano a casa la pelle. E vi giuro che non sono stato impreciso, non ho dimenticato nulla: questa è la trama. I restanti cinquanta minuti sono costituiti da incomprensibili scene riempitive, che sfruttano ogni luogo comune possibile o semplicemente si perdono nel delirio più totale. Questo film, non va dimenticato, ha regalato alcune delle perle verbali maggiori degli ultimi anni: da “Dio sa quant’è bello fare lo zimbello”, a “volevo solo dirti che i cattivi perdono sempre, anche negli anni ’80”, “Chi vuoi che sappia dei razzi? Sono razzi tuoi!”, fino alla deliziosa “un fatto è un fatto solo se è fatto”. Non sappiamo se la colpa sia tutta dell’orribile doppiaggio italiano, che in effetti è pietoso, ma il film è assolutamente delirante, tanto da meritare un elenco di sequenze trash diverso dal solito. Via con le danze!

1) La presentazione con le moto tamarre della Megaforce, che sparano missili contro dei palloncini. Sono uguali ai Power-Rangers, ma più truzzi. In seguito, ci mostrano come proiettare inutilmente l’ologramma di una bella topona su una roccia; vuoi mettere l’utilità?

2) I vestiti da sera della Megaforce: sembrano dei maggiordomi, con in più un inutilissimo triangolo rosso a fare da bavaglino (credo), ma il tutto permette ad Asso Laser, fotocopia sbiadita di Padre Chuck, di fare il provola con la bella soldatessa, con una serie di frasucce a metà tra la melassa e l’anfetamina. A un certo punto, per risparmiare sull’espressività, li vediamo parlare per cinque minuti buoni in forma di ombra proiettata su uno sfondo viola che a poco a poco ti distrugge la retina riducendoti alla cecità.

3) Il lancio col paracadute, in cui, nell’ordine: si vede benissimo il palo che tiene su la soldatessa. I due volano con delle traiettorie che farebbero inorridire Newton. I due si inseguono e si abbracciano come Drugo e Maude nel Grande Lebowski. Atterrano tra risatine e smancerie degne di un film del ’54.

4) Tutte le scene di attacco: una serie incomprensibile di mezzi pacchiani, suoni, lucine intermittenti, esplosioni disseminate qua e là, battute sconnesse l’una dall’altra. Il montaggio è casuale, la consecutio temporum abbandonata a sè stessa.

5) Il rapporto amicale tra Asso Laser e il cattivissimo Guerera, che tra l’altro è uguale a Fidel Castro (shame on you, Henry Silva!). A un certo punto il bruto si presenta nella base segreta (!) della Megaforce, venendo accolto da Asso Laser con un abbraccio e un bacio sulla bocca! E se ne va in giro tra le apparecchiature senza alcun problema, discutendo del più e del meno un pò con tutti e dando del coglione al mitico comandante. E anche alla fine, quando Laser gli snocciola la sua perla di saggezza sugli anni ’80, lui come reagisce? Si accende un sigaro, ignora l’umiliante sconfitta e saluta Asso ridendo e dicendo che si rivedranno!

Ora, ci troviamo di fronte all’unico film di guerra dove non muore nessuno. Avete capito bene: i pochissimi feriti non sono mai gravi, e nell’atroce sarabanda trash finale, quando la Megaforce mette in atto il suo piano risibile, dei sessanta soldati presenti ne tornano a casa sessanta. Notare: Asso Laser perde tempo a deridere Guerera, e l’aereo parte senza di lui. Come farà il nostro eroe a salvarsi? Semplice: inforca la sua motocicletta tamarrissima, attiva il NOS, che fino a qualche secondo prima non c’era, e spicca il volo (?). Poi, con un effetto speciale degno del finale di Grease, atterra sull’aereo battendo il cinque ai suoi compari. Infine, memore dell’appuntamento fissato con Zara in uno squallido motel, si reca alla conferenza stampa dove, con un missile, distrugge simpaticamente l’aereo del generalone, che lo saluta sorridendo e dicendo: “che mascalzone!”. La colonna sonora, impresentabile, corona questo vergognoso delirio trash consegnandolo per sempre alla nostra memoria. 110 e lode.

Produzione: USA (1982)
Punto di forza: è un film talmente ingenuo nel suo delirio da ispirare quasi simpatia.
Punto debole: non aspettatevi un film d’azione. L’azione è il vero punto debole del film.
Come trovarlo: VHS?
Da guardare: come musica consiglierei gli ABBA. Ma così, eh. Mi sono venuti in mente guardando la ridicola tutina di Asso Laser.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=O1NpZxn860M (we go together like ramma lamma lamma ka dinga da dinga dong)

Pubblicato il febbraio 26, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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