Transmorphers

"Transmorphers"?

Di: Leigh Scott
Con: Matthew Wolf, Griff Furst, Eliza Swenson

Non avendo mio fratello, abituale compagno di tanti trip B, mai visto un film della Asylum, ho incautamente pensato di renderlo edotto con la visione di questa oscenità, che sin dal titolo odorava di tamarrata. Intendiamoci, lo è. Ma la mia missione educativa è stata brutalmente stroncata dal peggior passo falso che questa gloriosa casa di produzione abbia mai fatto. Il film è famoso, oltre che per la mancanza di vergogna dei titolisti, per gli effetti speciali: la Asylum tocca qui l’apice della propria povertà di mezzi e del cattivo gusto. Non solo i patetici robottoni, ma anche l’ambiente esterno, le navette, gli edifici, le (due, anzi una ripetuta due volte) inquadrature della città sotterranea, e a giudicare dalla recitazione anche gli attori, tutto è realizzato in computer graphic della qualità più infima. Se avete giocato almeno una volta a Final Fantasy (qualunque episodio), fate un confronto: Playstation batte film 10 a 0. Messo in imbarazzo da tanta delusione, ho tentato di tenere aperti gli occhi di mio fratello annunciandogli una trama di quelle che solo la Asylum può inventare. Anche in questo caso, sono stato smentito: i primi cinquanta minuti sono un’accozzaglia di dialoghi assolutamente inutili e inopportuni, di errori narrativi, di ridicole schermaglie amorose e non tra i personaggi. Questi ultimi sono talmente anonimi, a cominciare dall’insulso protagonista e dalle numerose gnocche che lo circondano, che non ricordo il nome di nessuno di loro: molto meglio i robottoni, tra cui il delizioso gigante finale che serve solo a rendere più drammatica la scena. In pratica, i nostri eroi devono mettere un qualcosa in una torre che controlla tutti i robot della Terra, e che casualmente si trova a cinque minuti a piedi dalla città sotterranea (che poi, è sotterranea? Mah), bloccandoli tutti in simultanea. Alla fine ci riesce il protagonista, che scopriamo essere un androide (in effetti Blade Runner mancava all’appello), anche se ciò è impossibile perchè numerose prove nella prima ora di film lo accreditavano come umano al cento per cento. Il cielo, oscurato dalle cattivissime macchine (Blade Runner? Quale Blade Runner?) , dopo aver emesso un lampo ogni decimo di secondo per tutto il film, vedere per credere, si rischiara in quattro secondi una volta sconfitte le macchine, e il protagonista credo muoia, anche se non è detto. Vedendo le palpebre di mio fratello chiudersi tragicamente, ho giocato l’ultima carta: i dialoghi. Di solito, nei film della Asylum, c’è sempre qualche frasona epica che entra nella storia. Inutile dire che qui si pesca nel basso mercato hollywoodiano delle frasi fatte. Le numerose illogicità, come il fatto che i protagonisti abbiano tutti vent’anni (giuro! Dal primo all’ultimo!), mi ha fatto desistere, almeno per ora; ma aspettate che riesca a procurarmi Megashark VS Crocosaurus

Produzione: USA (2007)
Punto di forza: il titolo. Bisogna aver lasciato a casa il ritegno per partorire un simile obbrobrio.
Punto debole: “che palle!” (chiunque dopo i primi dieci minuti)
Come trovarlo: in lingua originale è abbastanza semplice. Chi ha bisogno dei sottotitoli, può contattarmi.
Da guardare: no. Forse è meno bello del Transformers originale. E non era facile.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=dBroRSkfeMg (il patetico inizio)


Pubblicato il febbraio 27, 2011, in 2000 - 2009, Fantascienza, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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