Rombo Di Tuono – Missing In Action

E' nata una stella!

Di: Joseph Zito
Con: Chuck Norris, M. Emmet Walsh, Leonore Kasdorf

Signore e signori, la nascita di un mito. In questo film ideologizzato, razzista, repubblicano e simil-nazista, il nostro eroe si confronta per la prima volta con il suo più grande nemico, che non smetterà mai di sfidare: la Storia. Il colonnello James Braddock, un bruto talmente antipatico da far risultare gradevoli i suoi nemici, è stato in Vietnam, dove gli americani portavano gentilmente pace e democrazia (col napalm) in appoggio all’amatissimo governo locale (una feroce dittatura filoamericana). Dopo circa 15 anni, lo vediamo mentre ricorda quell’allegro periodo: con cento colpi di mitra uccide novanta nemici (record mondiale!), prima di lanciarsi su due di loro con due bombe a mano in una mirabile mossa di wrestling, sopravvivendo contro le leggi della fisica. Apprende poi dalla tv (!) di dover partire nuovamente per il Vietnam, per discutere con i governanti di laggiù, ovviamente dei bastardi schifosi dittatori che si arricchiscono alle spalle del popolo, della clamorosa balla dei prigionieri di guerra americani in Vietnam (dopo quindici anni!). All’arrivo, Chuck, che ricorda bene come gli USA si ritirarono dal Vietnam di propria volontà (se ne andarono umiliati) rifiuta di stringere la mano al generale, e non trova di meglio che ucciderlo la sera stessa. Scena da antologia: per trovare un alibi entra nell’appartamento della squinzia di turno, le strappa i vestiti e tenta di stuprarla (lei ci sta!). Il giorno dopo si esibiscono in mossette e manfrine che nemmeno Il tempo delle mele: il rude fascino di Mr. Norris. Ignorato dai superiori, decide di cercare da solo i prigionieri americani, aiutato da un paio di amici idioti e dalla sua rabbia. Nella mezz’ora che segue tentano varie volte di ucciderlo (a lungo andare è quasi noioso), lui minaccia gente del luogo per procurarsi le armi, conversa del più e del meno con il suo amico. Infine, fa saltare in aria il campo viet, dove riesce solo a liberare tre vietnamiti filoamericani (gasatissimi!), perchè gli americani li hanno trasferiti giusto mezz’ora prima (che sfigato!). Ovviamente, dopo aver risolto il problema della sovrappopolazione vietnamita a colpi di mitra, Chuck porta direttamente i prigionieri alla conferenza, dimostrando ancora una volta la grandezza della democrazia made in USA e la bassezza del nemico comunista cino-sovietico coadiuvato dai musi gialli vietnamiti. Ecco, anche ignorando l’ideologia vagamente mussoliniana che permea il film, e il razzismo di fondo, una nota di merito va alla clamorosa battuta “attento al culo” pronunciata dall’amico trippone, e alla scena (a metà tra il patetico e l’imbarazzante) in cui Chuck viene accolto nel campo dai prigionieri locali come un eroe omerico, scena confermata dalla penosa emersione subacquea al ralenty in cui assurge al grado di semi-Dio. Norris dedicò il film al fratello morto in Vietnam (su questo non scherzeremo). Non contento del risultato, il nostro eroe continuò a salvare prigionieri americani a decenni dalla fine della guerra e realizzò due seguiti, considerati a livello mondiale alcuni dei più brutti film d’azione della storia. Chapeau.

Produzione: USA (avevate qualche dubbio? 1984)
Punto di forza: il film rappresenta la nascita del mito di Chuck Norris, che perdura fino ai giorni nostri, granitico come l’espressività di quest’uomo.
Punto debole: l’ideologia di fondo è schifosamente razzista e irritante: Zito e Norris non avevano ancora trovato il patetico “equilibrio” di Invasion USA.
Come trovarlo: DVD.
Da guardare: come vi pare, ma non in presenza di uno che ha fatto la guerra, una qualsiasi. Si sentirebbe preso per il culo.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=0VghdwQeem8 (cult assoluto!)

Pubblicato il marzo 7, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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