Zombi 5 – Killing Birds (alias Raptors)

Non c'è davvero limite al peggio.

Di: Claudio Lattanzi (Joe D’Amato?)
Con: Lara Wendel, Robert Vaughn, Timothy Watts

Con questo film si chiude (almeno per ora) il cerchio dello sfruttamento di titoli romeriani a fini di lucro. Iniziato con l’inarrivabile Zombi 2 fulciano, proseguito con il fracassone Zombi 3 di Mattei, Fragasso, Fulci (quanta genialità in soli tre uomini!), portato avanti dal delirante e incomprensibile Zombi 4 – After death, si conclude con questo filmetto dello sconosciuto Claudio Lattanzi (anche se pare che il vero regista sia Joe D’Amato), ex-aiuto regista di Michele Soavi; ho detto tutto. Dopo questa breve premessa, necessaria per chi, come il sottoscritto, si è sorbito tutti i pessimi sequel, passiamo al film vero e proprio. Anche se avrei preferito continuare con l’amarcord zombesco. Questo è forse il peggior film di zombi mai realizzato, ammesso e non concesso che sia classificabile come tale (il primo morto vivente appare al minuto 52!). Non esiste alcuna trama: all’inizio, un assassino uccide parte della famiglia e i vicini di casa, così, senza motivo, e viene immediatamente sfigurato da stormi di uccelli (il montaggio è penoso). Poi vediamo un gruppo di ragazzi avventurarsi in una palude per cercare il “picchio dal becco d’avorio”. La scena dura venti minuti buoni, ed è divertente da guardare quanto la vernice che asciuga. Facciamo dunque la conoscenza di un vecchio truccato malissimo per farlo sembrare cieco; i ragazzi trovano un cadavere mummificato in un furgone, si rifugiano in una casa dove vediamo di nuovo l’assassino dell’inizio sgozzare una ragazza (?), e poi l’attacco degli zombi. Per la precisione, tre zombi. Sissignori: non ve ne sono altri. Nel finale, poi, il vecchio cieco si fa uccidere senza un perchè dagli uccelli assassini. La trama non esiste, le sequenze sono smontabili e incollabili a proprio piacimento, la recitazione è indigeribile, i (pochissimi) dialoghi scritti con i piedi. Il montaggio, eseguito da un incapace, serve più che altro a mascherare la desolante povertà degli effetti speciali (al confronto Zombi 3 sembra fatto da Rambaldi). Intendiamoci, qualche scena trash c’è: dal finale, ai patetici due morti per colpa di un generatore vecchio di decenni (uno brucia senza che ne siano spiegate le cause, l’altro muore da coglione incastrandosi la catenina in un ingranaggio, senza pensare neppure per un istante di toglierla), agli assalti dei ridicolissimi morti viventi, che alla fine il cieco spaccia per “esseri infernali” che “ricevono energia dalla paura”, asserendo che su di lui non hanno potere in quanto “vive sempre nel buio”. Il film è troppo delirante persino per gli standard del b-movie, e ricorda più uno scherzo goliardico che una vera pellicola. E’ noto soprattutto per gli innumerevoli titoli con cui è stato distribuito (Uccelli assassini, Gli occhi rossi degli zombi, L’attacco dei morti viventi, tanto per citare i più spassosi). Basta, per pietà. Non vogliamo davvero vedere Zombi 6.

Produzione: ITA (1987)
Punto di forza: non crederete ai vostri occhi.
Punto debole: se un film si intitola Zombi 5, mi aspetto di vedere almeno 5 zombi. In quanto al resto, è di una noia mortale.
Come trovarlo: estremamente raro, reperibile su Internet.
Da guardare: mi rifiuto di credere che a qualcuno possa interessare questa bruttura. Non sarebbe male una maratona dal secondo al quinto episodio, ma dubito che qualcuno ce la possa fare.

Un piccolo assaggio: sul canale di otacus85 lo trovate intero (http://www.youtube.com/user/otacus85). Contenti voi.

Pubblicato il marzo 7, 2011, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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