Braddock: Missing In Action (Rombo di tuono 3)

Perchè ti fai del male così, Chuck?

Di: Aaron Norris
Con: Chuck Norris, Aki Aleong, Roland Harrah III, Miki Kim, Keith David

Lo ammetto: alle prime inquadrature del capitolo conclusivo della mitica trilogia norrissiana, mi sono stupito. Quelle immagini degli americani che si ritirano (per una volta, la ricostruzione storica dell’intro è efficace) e dell’ambasciata, con in sottofondo una canzone davvero struggente, mi avevano fatto pensare al meglio. A ciò si aggiunga che Braddock, nel film, ha sposato una vietnamita (giuro!), il che mi faceva dare per scontato che l’odio razzista del Norris si fosse affievolito col tempo. D’altra parte, il film è del 1988: la caduta di Saigon risale a 12 anni prima, e anche per Rambo 3, girato a pochi mesi di distanza, si preferì spostare l’azione in Afghanistan. Poi, il duro colpo: una scena in cui le pale dell’elicottero diventano pale di un ventilatore da soffitto. Non una citazione, ma un clamoroso plagio di Apocalypse Now! Comunque, ritroviamo Braddock nel 1987 intento a chiacchierare con un prete, dall’originalissimo nome di Padre Polanski (per cortesia!), che gli dice non solo che sua moglie è ancora viva, ma che ha anche un figlio americano-vietnamita. Lui non ci crede, ma quando, cinque minuti dopo, la CIA lo chiama solo per dirgli che il prete dice cazzate, cambia idea e decide di partire per il Vietnam (in effetti era tutto molto antisgamo). Lo stato asiatico non è ovviamente cambiato da quando Chuck lo abbandonò: dittatura feroce, povertà estrema, e, almeno finchè Braddock non entra in azione, buio e pioggia. L’incontro con la moglie, peraltro, è la seconda scena (dopo l’inizio) girata in modo decente. Qui Chuck è più umano del solito, e gli riesce quasi bene anche la figura del padre imbarazzato. Tutto questo svanisce nel giro di cinque minuti, quando un militare vietnamita cattivissimo fredda con un colpo alla testa la moglie di Braddock, dopo un dialogo delirante e senza spiegare perchè. Lì il film sprofonda nell’inferno della Vietxploitation. Come da copione, Chuck viene torturato in modo ridicolo dal perfido militare, ma, sfidando le leggi della fisica, del dolore e dell’anatomia umana, resiste. A quel punto, ribellatosi e fuggito, deve andare a recuperare il prete, il figlio e la comunità di bambini meticci che il pio polacco si porta appresso. Che dire? Azione in puro stile Chuck Norris: pugni, calci rotanti, nettissima divisione tra buoni e cattivi (i deliri rabbiosi del vietnamita sono da antologia), e soprattutto l’Arma Definitiva del nostro: una pistola-fucile-mitra-lanciagranate. In una scena, Braddock salva una ragazzina da uno stupro (com’è noto, i comunisti non si limitavano a mangiare i bambini) sparando al soldato con il lanciagranate: il vietnamita precipita fuori dalla baracca e dopo qualche secondo esplode, in una scena comicissima e che sembra, per un attimo, risollevare lo squallore del film. Dopo una interminabile e ripetitiva camminata di chilometri nella giungla (in camion, a piedi, in aereo), l’epico scontro finale: aiutato da decine di soldati americani che fanno il tifo per lui dall’altra parte del confine, Chuck sbaraglia decine di viet e un elicottero (qui aiutato dal figlio, scena talmente reazionaria da risultare irritante), per poi godersi i baci e gli abbracci che i bambini scambiano con l’eroico esercito USA. I primi due film, soprattutto il capostipite, erano quasi divertenti per l’ideologia sgangherata e incongruente. Qui la noia regna sovrana, riscattata solo da un paio di momenti, e neppure l’ideologia riesce a far ridere: chi di voi è disposto a subirsi 104 minuti di propaganda antivietnamita, per giunta girata da cani?
Ai fratelli Norris: ho il massimo rispetto possibile per vostro fratello (per chi non lo sapesse, morì in Vietnam), e comprendo il vostro dolore. Ma continuare ad uccidere vietnamiti a casaccio non è il modo migliore per commemorarlo.

Produzione: USA (1988)
Punto di forza: la mitica frase “io non pesto piedi. Io spacco teste” (Chuck dixit)
Punto debole: spero che Aaron Norris non veda mai John Rambo. Non ho nessuna intenzione di guardare un James Braddock dove l’ormai vecchio reduce massacra cubani, cinesi ed etnie varie.
Come trovarlo: in DVD.
Da guardare: solo per appassionati di Chuck Norris. E forse neppure per loro.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=MBwpm46EPWA (l’ennesimo inutile trailer norrissiano)

Pubblicato il marzo 22, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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