Dylan Dog – Dead of night

Italians Do It Better!

Di: Kevin Munroe
Con: Brandon Routh, Sam Huntington, Kurt Angle, Peter Stormare

[Avvertenza: i non-fan del fumetto non comprenderanno appieno questa recensione, anche se cercherò di spiegarmi al meglio]
Giorni fa, conversando con un amico riguardo al film V per vendetta, esprimevo la mia opinione in proposito: trattasi di un bel film, ma che nulla ha a che fare con il meraviglioso fumetto di Alan Moore. Insomma, due ottimi prodotti ma senza connessioni a parte la maschera del personaggio principale. Per questo motivo, quando ho saputo che in questa versione di Dylan Dog non avrei visto il mitico assistente Groucho (noie con i diritti, pare), mi sono messo il cuore in pace, comprendendo le ragioni della produzione. Ebbene, mai avrei pensato di poter inserire Dylan Dog: dead of night nella Cinewalkofshame. Nel film, Dylan è un incredibile burino palestrato che, smessi i panni di indagatore dell’incubo, si riduce a fotografare mogli puttane e mariti cornuti, un pò come fare un film su Batman in cui l’eroe di Gotham multa le auto in divieto di sosta. Un giorno, una ragazza (che solo per caso è bionda, topa e orfana consolabile) gli chiede aiuto per combattere un lupo mannaro. Proprio così: Dylan, che nel fumetto è sempre in bilico tra scetticismo e curiosità, dialoga come Nero Wolfe con vampiri, licantropi, zombi e amenità varie. Se ho ben capito, una volta faceva il guardiano della pace fra le tre razze, elemento totalmente inventato ed ai limiti della vergogna. I personaggi sono tutti quanti risibili: si va dall’assistente Marcus, irritante fin dalla prima scena, ma assolutamente inaccettabile nel momento in cui diventa un insopportabile zombi (già, perchè qui parlano, ridono e mangiano merda: che sia un omaggio a Fragasso?), alla biondina slavata che alla fine si scopre essere una cacciatrice di mostri che comanda, non si sa perchè, uno “zombirone”, e non chiedetemi cosa sia perchè non l’ho capito neanch’io. I licantropi sono un gruppo di burini macellai (nel senso del mestiere), ma in fondo simpatici. Il record dell’assurdità è però rappresentato dai vampiri. Intendiamoci, le idee non sono così male, ma i plagi dal telefilm True Blood (che tra l’altro è recitato molto meglio) meriterebbero una denuncia. Il migliore è comunque il protagonista: nel fumetto è gracile, cagionevole di salute, soffre di vertigini e claustrofobia, ha paura dei pipistrelli, è pacifista con tendenze sinistrorse e vegetariano. Inoltre, cosa non secondaria, suo padre è tipo un mezzo demonio. Proprio queste luci e queste ombre lo rendono, a mio avviso, un personaggio interessante. Nel film è un palestrato infallibile, vendicativo, abile con le armi come Chuck Norris (l’espressività è comunque quella; mirabile la scena in cui spara con due fucili nel covo dei vampiri) e pressochè indistruttibile, capace di rialzarsi dopo voli di dieci metri e di pronunciare battute inascoltabili. Un’americanata piena di effetti speciali, dirà qualcuno. Non è del tutto vero: è sì un’americanata (perlomeno stavolta loro copiano noi), e della peggior specie, ma non è che gli effetti brillino per qualità. Basti vedere lo zombone incazzoso (una variante del terzo millenio del del demone Aborym, vedi L’uomo lupo contro la camorra, che però aveva almeno il pregio di essere esilarante) e soprattutto il penoso demone finale, più simile ad un transformer che ad una creatura infernale. E poi, dov’è il mitico Bloch?

Produzione: USA (2011)
Punto di forza: chi conosce bene il fumetto, può divertirsi ad evidenziarne la risibile capacità imitativa.
Punto debole: proprio perchè si comprende bene il fumetto, la sofferenza è acutissima.
Come trovarlo: è appena uscito al cinema.
Da guardare: gli appassionati potrebbero trovarlo troppo delirante, i neofiti potrebbero non comprendere appieno la surreale stupidità della sceneggiatura.

Pubblicato il marzo 22, 2011, in 2010 - ?, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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