La Passione Di Cristo

Tranquilli, tanto risorge.

Di: Mel Gibson
Con: Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci

[Precisazione: questo post non ha nulla a che fare con Dio]
L’espressione “pornografia della violenza”, spesso usata per descrivere questo film, non rende appieno il livello di putridume cui Mel Gibson è giunto per realizzare La Passione, versione splatter del Vangelo. La presenza di suddetta boiatona in questo blog potrà far sorridere, ma, trattandosi effettivamente di una fenomenale trashata, non potevo esimermi dal recensirla. Dunque, partiamo dalla trama: Gesù è un hippie palestinese che parla aramaico e va in giro per la Galilea raccontando di essere il figlio di Dio, compiendo miracoli e arringando gli apostoli. Un giorno, i cattivissimi ebrei del posto decidono che è il momento di farlo fuori. Dopo il tradimento di Giuda, viene condotto al sinedrio e da lì condannato alla crocifissione. E qui inizia il bello. Dopo una partenza abbastanza banale, il film diventa un vero e proprio splatterone in aramaico degno del peggior Andolfi. Quasi tutta la pellicola è occupata dalle orribili torture al nazareno, che per tutto il tempo subisce fino a quando non si vendica distruggendo il Maligno (interpretato, con grande sprezzo del ridicolo, da Rosalinda Celentano). Non ho intenzione di soffermarmi sulle critiche al fondamentalismo cristiano di Gibson, all’antisemitismo di fondo, alle inutili torture, critiche che mi trovano comunque concorde. Tengo piuttosto a sottolineare la comicità involontaria dei cattivissimi romani che frustano il nazareno, e soprattutto di Jim Caviezel; uno dei motivi per cui si potrebbe guardare questo orrendo polpettone biblico è appunto il veder frustare il povero Jimmy, che per il solo fatto di aver partecipato a questo film dovrebbe ritirarsi dagli schermi. Insomma, il film merita due giudizi: cinematograficamente parlando, è una squallida operazione commerciale reli-gore, putrida e immorale proprio perchè usa la fede per veicolare una serie di corbellerie ineguagliabili. Secondo i canoni della Cinewalkofshame, d’altra parte, bisogna prenderlo per quel che è: un esilarante e gustoso film splatter, che solo per caso ha come protagonista Gesù di Nazareth. Una curiosità: Mel Gibson ha dichiarato di aver infierito sul protagonista “perchè ho solo voluto mostrare come andavano le torture a quei tempi”. Ottima spiegazione: secondo questo principio, Walk The Line (la biografia di Johnny Cash) sarebbe dovuto durare 71 anni “per mostrare come sono andate davvero le cose”. Sempre nel nome di Dio, s’intende.

Produzione: USA (2004)
Punto di forza: non ne ha alcuno.
Punto debole: l’accostamento Gesù-splatter raggiunge livelli di cagneria che neppure L’uomo lupo contro la camorra.
Come trovarlo: essendo stato un blockbuster mondiale (benedetto pure dalla Chiesa!), si trova davvero ovunque.
Da guardare: 1) Se siete fondamentalisti cristiani. 2) Se siete dei nazisti. 3) Se siete dei masochisti. 4) Se volete farvi quattro risate con gli amici prendendo in giro il fanatismo di Gibson.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=janLovKRHZI (ah, non è Interceptor 4?)

Pubblicato il maggio 5, 2011, in 2000 - 2009, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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