Manos – The Hands Of Fate

Terrificante, vero?

Di: Harold P. Warren
Con: Harold P. Warren, Tom Neyman, John Reynolds

Alcuni film sono semplicemente brutti. Poi ci sono i film-vergogna, i nostri preferiti, qui largamente rappresentati. E ci sono dei film che sfuggono a qualunque definizione di genere e senso cinematografico. Ed Wood era l’indimenticato campione di questa categoria di pellicole. E tuttavia non se la cava male neppure Hal Warren, autore di questo raro esempio di virtuosismo trash. In realtà tutto nacque da una scommessa (“vuoi vedere che riesco a girare un film intero praticamente da solo?”), parzialmente vinta, in quanto primo, dura sessantacinque minuti scarsi; secondo, per essere un film dovrebbe anche avere una trama. Qui la trama è come le idee di Socrate: deve essere estratta con forza da questo mare di melma, e soltanto l’esperto lo sa fare.
Un’allegra e insopportabile famigliola (il padre è interpretato dallo stesso Warren) decide di trascorrere le vacanze in un posto sperduto in mezzo alla Baraggia vercellese (no, scherzo, sarebbe Valley Lodge, ma vi giuro che ci somiglia), che però, causa l’inettitudine del padre guidatore, non trovano. Decidono così di chiedere indicazioni al figuro più losco, inquietante e psicotico mai portato sullo schermo, tale Torgo, un poveraccio dai pantaloni palesemente imbottiti che ricorda Neri Marcorè quando imita Alberto Angela. Il folle li invita a rimanere, nonostante casa sua sia ospitale quanto una caverna, perchè “al Padrone farà piacere”. Soltanto nella notte, dopo aver trovato il proprio cane ucciso, la famigliola di imbecilli si renderà conto della spaventosa realtà: un buffissimo tizio, una specie di Billy Nelson versione kebabbara, dorme in mezzo al deserto con sei mogli (godetevi la litigata alla Ridolini tra le sei oche) e un cane-lupo, con lui raffigurato anche in un dipinto di pessimo gusto in casa di Torgo. Al suo risveglio, il malvagio kebabbaro cerca di far sua l’ignara moglie del padre e di trasformare lui nel suo nuovo schiavo, e, insospettabilmente, ci riesce. La scena finale ci mostra un sovvertimento delle leggi della fisica da far impallidire qualunque altro film, con il baffuto antagonista che compare un pò ovunque nell’orribile casa di Torgo.
Pilastro della storia del cinema B, questo film è celebre più che altro per alcuni errori tecnici che non si trovano neppure nei film di Vito Colomba: si va dalla battuta “si sta facendo buio”, pronunciata con tono allarmato quando saranno al massimo le due del pomeriggio (c’è pure il sole!), ai numerosi e fastidiosissimi insetti che passano davanti alla macchina da presa, alla evidente mancanza di impianti di illuminazione adeguati, fino all’Olimpo del trash quando, in una delle scene riempitivo coppietta-in-macchina-che-limona (non hanno nulla a che vedere con la trama: compaiono due volte, nello stesso posto, a mezza giornata di distanza, e non fanno che limonare; non ci è dato sapere che fine fanno), è visibilissimo il ciak che sgattaiola quasi imbarazzato fuori dall’inquadratura. La scena madre resta comunque quella del “sacrificio” di Torgo: dopo averlo minacciato di morte per ore, Billy Nelson-kebabbaro ordina alle sue spose di ucciderlo; queste ultime non trovano di meglio da fare che accarezzarlo (vedere per credere!). Inspiegabilmente, il servo sopravvive: a quel punto il malvagio gli brucia una mano, facendola letteralmente esplodere e lasciandolo fuggire, per poi vantarne l’uccisione, senza averne alcun diritto dato che sì, tagliare una mano a qualcuno non è affatto carino, ma non equivale automaticamente ad ucciderlo.
Certe soddisfazioni non hanno prezzo.

Produzione: USA (1966)
Punto di forza: cosa non si fa per una scommessa…
Punto debole: se mi dava cinque dollari gli facevo da direttore della fotografia. E credetemi, il risultato sarebbe stato migliore.
Come trovarlo: il P2P ne ha alimentato la diffusione, ma soltanto l’esperto cinefilo riesce a trovarlo almeno sottotitolato.
Da guardare: nei ritagli di tempo. Tanto dura pochissimo.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=tRcGukCdr3c&feature=related (non vi viene già voglia di vederlo?)

Pubblicato il maggio 9, 2011, in 1959 - 1969, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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