Hellbound – All’inferno e ritorno

Chuck Norris rispedirà il fottuto Prosatanos all'inferno!

Di: Aaron Norris
Con: Chuck Norris, Sheree J. Wilson, Calvin Levels, Christopher Neame

“Il diavolo ha venduto l’anima a Chuck Norris”, recita un fact che gira su Internet da qualche tempo. Ebbene sì: in questo film il nostro eroe affronta nientepopodimeno che il maligno in persona, rappresentato sulla Terra dal ridicolo Prosatanos (dal latino “pro” (a favore) “Satanos” (di Satana), come se non fosse abbastanza esplicito)! E lo affronta con la forza della sua fede, che è poi la nostra fede. La fede nei calci rotanti. Perchè il buon Chuck non è mai sfiorato dalla spiritualità in tutto il film. Ma andiamo con ordine.
Titoli di testa lisergici uguali a quelli di Star Wars e titolo che appare nel modo più ridicolo mai visto. La trama: durante le crociate re Riccardo Cuor Di Leone imprigiona Prosatanos in un pozzo. Nel 1951 due ladri palestinesi idiotissimi aprono il sepolcro. Da allora il patetico demonio se ne va in giro per il mondo a strappare cuori per recuperare i pezzi del suo scettro (curiosamente a forma di dildo!). Ma commetterà un fatale errore: andrà ad uccidere anche a Chicago, dove regna il poliziotto Chuck Norris, unico ad avere la licenza di terminare vite umane. Chuck, in collaborazione con un uomo di colore dalla pettinatura inguardabile, una specie di Whoopi Goldberg al maschile, viaggia fino in Terra Santa dove combatterà il maligno a calci rotanti (tutto vero!).
Che dire? Insieme all’indimenticabile Invasion USA, è forse il capolavoro assoluto di Chuck Norris, che decide finalmente di andare alla radice del male e di far capire anche agli emissari del maligno che a lui non la si fa. Dialoghi approssimativi, gag che non fanno ridere, nessuna veridicità storica, luoghi comuni “all’americana” (si veda il poliziotto israeliano o il monaco cieco, che poi, qualcuno mi spiega perchè i mistici devono essere sempre tutti ciechi? E che cazzo!). Sbaglia chi vorrebbe consegnare il film al dimenticatoio. Sbaglia perchè è qui che Chuck rivela la sua vera natura divina e non umana. Dopo i trafficanti di droga (A force of one) e i maledetti comunisti vietnamiti (la trilogia Missing in action), egli completa il ciclo della sua esistenza, ritirandosi a vita privata (salvo brevi, patetiche ricomparse in Tv Movies) per dedicare tutte le sue forze a Walker Texas Ranger.
E’ davvero impossibile, anche per i norrissiani di ferro, guardare questo film senza ridere: a parte l’assurdità della trama, è da notare come Aaron Norris, forse per ribattere alle giustificatissime accuse di razzismo rivolte a lui e al fratello, inserisca personaggi quali l’insopportabile collega nero di Chuck, con rasta al seguito, e il bambino israeliano, un ladruncolo che Chuck converte all’onestà con la sola imposizione delle mani, e chi non ci crede si guardi il film. Anche la recitazione non deluderà gli amanti del trash: risibili i personaggi secondari, mentre il Norris sembra tornato ai bei tempi di McQuade: sopracciglio inamovibile, espressione fissa chissà dove, grinta da bruto repubblicano e pugno di ferro. Quest’ultimo non è propriamente una metafora: in una scena esorta un malavitoso di mezza tacca a colpirlo, e reagisce allo sganassone senza un solo movimento del volto. In seguito ricambia la cortesia con un pugno che lo sposta di tre metri, per poi salutarlo con “questo, io lo chiamo colpire”. E così sia.

Produzione: USA (1994)
Punto di forza: l’epico scontro finale tra Chuck e le forze del male!
Punto debole: Chuck Norris non ha punti deboli. Sono i punti deboli ad avere Chuck Norris.
Come trovarlo: non c’è bisogno di trovarlo. LUI troverà voi.
Da guardare: durante una messa nera. No, scherzo, guardatevelo con qualche amico fidato. E’ di una comicità incredibile.

Pubblicato il maggio 22, 2011, in 1990 - 1999, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Non ne ero a conoscenza ma rimedierò subito!

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