Olum savascisi – Death warrior

Arkin in tutta la sua scultorea bellezza.

Di: Çetin Inanç
Con: Cuneyt Arkin, Osman Betin, Funda Firat

Ho inserito questo film nella categoria azione perchè non sapevo dove altro collocarlo. Dico davvero: questo film è quasi ingiudicabile. I turchi, non contenti di aver massacrato i classici del cinema americano, hanno deciso di mettersi in proprio, e di fare film che non sono più la copia sputata di altre pellicole. Non l’avessero mai fatto! Con Olum savascisi, il concetto di “trama” è definitivamente decostruito, la logica narrativa è ridotta a mero virtuosismo per esperti, il buonsenso cede il passo a una delirante follia degna di un consumatore di crack. Vorrei parlarvi della storia, ma non posso. E questa volta non sono io a non averla capita, com’era, ad esempio, per Korkusuz: no, questa volta il film è stato visto con sottotitoli letterali in italiano, e dunque ne ho la conferma: non esiste una storia. Mi limiterò, dunque, ad elencare ciò che ho visto, lasciando a voi l’arduo compito di cucire tutto insieme per creare qualcosa di comprensibile.
Si comincia con un maestro karateka che spara scemenze e massacra un suo allievo lanciandogli contro una decina di frecce in pochi secondi (in verità si tratta di una sola sequenza montata tantissime volte); poi il maestro lancia un fiammifero, che va a piantarsi contro un albero. Poi l’azione si sposta in una casa, in cui un tizio sconosciuto gira qua e là con una torcia finchè non s’imbatte in un artiglio che nulla ha a che fare con i ninja e i karateka; tuttavia, non è così importante, dato che sia il tizio con la torcia sia la sua donna vengono uccisi da migliaia di ninja sbucati da chissà dove (vengono fuori dalle pareti! Vengono fuori dalle fottute pareti!), mentre il regista mette un dito davanti all’obiettivo rovinando la scena. Finalmente appare Cuneyt Arkin, l’indimenticato eroe di Dunyayi Kurtaran Adam, che prima si limona focosamente una bella ragazza, e subito dopo, con uno stacco allucinante degno di un allievo al primo anno del DAMS, affronta un ninja usando una scimitarra. Qui si ritorna finalmente ai vecchi metodi classici turchi: la musica di sottofondo, infatti, è il tema di Fuga da New York. Da qui in poi le scene sono più o meno sempre le stesse, ma più confuse: scontri coi ninja, il maestro karateka che da lezioni lanciando una carta da gioco che va a tagliare la gola di un uomo, musiche mal sincronizzate, inutili acrobazie in moto, fino al grandioso scontro finale in cui Arkin lancia (con la sola forza del pensiero) un masso contro il suo nemico. Il masso esplode e l’uomo va in fiamme. Il manichino sostenuto da fili molto spessi si rianima un paio di volte, ma Arkin provvede a farlo ritornare alla doverosa rigidità cadaverica.
Questo film risulta ancora più delirante dello Star Wars Turco: l’uso dei tappeti elastici è ancora più evidente, e appaiono ridicoli quando ci mostrano i protagonisti saltare alto decine di metri, peraltro senza concludere granchè. Gli effetti speciali sono quanto di più orrendo si possa concepire, ed è evidente l’incapacità del regista e soprattutto del montatore (basta stacchi, per cortesia!). Ignoro chi sia l’autore della sceneggiatura, ma avrebbe meritato l’Oscar: qui si va dalle semplici fregnacce (“quando ho partecipato alla Guerra di Corea”, detto da Arkin, che, per motivi anagrafici e storici, non può avervi partecipato!) alle cazzate prive di senso (“solo un turco può fermare quei ninja”, ma che diavolo vuol dire?) alle vette di delirio quando Arkin spiega perchè i ninja sono così forti: “alle volte tornano in vita. Sentono tutto. Le leggi della fisica non contano nulla per loro (ce n’eravamo accorti, n.d.a.). Possono rendersi invisibili”. Insomma, questo film potrà anche non essere al livello dello Star Wars Turco, ma siamo certi che piacerà agli aficionados di film turchi, e non deluderà il neofita.

Produzione: Turchia (1984)
Punto di forza: Arkin è sempre Arkin. Meglio di Stallone.
Punto debole: dopo un pò il delirio è tale che vien voglia di cancellare il film.
Come trovarlo: è difficilissimo, e le uniche versioni reperibili sono di infima qualità.
Da guardare: se non siete fans del cinema turco, è meglio che lasciate perdere. Non è roba per tutti.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=UzaWJTOlca4 (epico scontro finale! Ma se vi interessa su Youtube c’è intero, senza sottotitoli…)

Pubblicato il maggio 26, 2011, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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