Rats – Notte di terrore

La locandina è mendace: i topi non sono COSI' grossi!

Di: Bruno Mattei, Claudio Fragasso
Con: Ottaviano Dell’Acqua, Massimo Vanni, Geretta Geretta

Ennesimo filmetto della sapiente coppia Mattei-Fragasso, dopo Zombi 3 e Virus. Questa volta i due non si accontentano di massacrare un solo genere, e si buttano a capofitto in un pastrocchio senza capo nè coda che cambia ambientazione e atmosfera ogni cinque minuti. Si comincia con una serie di belle inquadrature della Monument Valley, subito rovinate da una colonna sonora pietosamente elettronica. La voce narrante ci informa di alcune cosette: secoli prima, le guerre nucleari hanno distrutto il pianeta, dividendo l’umanità in “primitivi” che vivono in superficie e abitanti sotterranei. Quindi, possiamo dire che è un post-atomico. Poi fanno la loro comparsa dei bikers con divise d’ordinanza e dialoghi da burini ubriachi: allora è un film on the road! Invece no, perchè di strada ne fanno pochina. Arrivati in una città deserta, la esplorano accompagnati da un tema molto simile a quello di Fuga da New York. Prima che vi chiediate di che genere possa essere un tale film, aggiungete “western” alla lista: già, perchè l’edificio dove il gruppetto di babbei si sistema altro non è che un saloon, evidentemente riciclato da qualche altro set. Lì trovano una serie di cadaveri scarnificati (dunque è un horror!), ma non se ne curano più di tanto: accanto ai cadaveri ci sono cibarie e acqua in abbondanza, e questo basta per convincerli a restare lì. C’è anche una parentesi erotica (non ce la si fa più!), con due idioti che rimangono incastrati nel sacco a pelo mentre fanno sesso, per poi lasciarsi andare a dialoghi degni del Bagaglino. E qui, finalmente, la pellicola si stabilizza sul genere “mostro”, con le orde di ratti affamati che azzannano fintissimamente alla gola i malcapitati. Da qui in poi, il patchwork si fa abbastanza noioso, e l’unica cosa degna di nota sono i modi fantasiosi in cui muoiono i protagonisti. Uno cade ubriaco in un tombino, e i rattacci si limitano a mangiarlo; una si taglia le vene, ma senza un motivo, tanto per movimentare la trama; a uno, che oltretutto aveva resistito quasi fino alla fine, cade una porta d’acciaio addosso, abbattuta da una dozzina di topi svogliati (a dispetto delle apparenze, pare abbiano una forza erculea); uno viene comicamente squartato da topi che gli escono dalla schiena. Si consegni in ogni caso l’Oscar alla bionda ninfomane: in pratica, il topo si infila nella topa della tipa (perdonate la volgarità e il tremendo gioco di parole) e la mangia dall’interno per poi uscirle dalla bocca. Detto così può anche far senso, ma vi assicuro che la scena è resa malissimo, con la povera attrice che apre la bocca sforzandosi di sembrare un cadavere.
Bisogna dare atto a Mattei di aver fatto qualche passo avanti: non c’è più la follia di Zombi 3 (che però faceva molto più ridere), e neppure i luoghi comuni finto-ecologici alla Virus (idem), ma il film risulta incredibilmente noioso. Qui, tra l’altro, si nota la mano di Fragasso. Soltanto lui poteva avere a disposizione simili ingredienti (post-atomico, topi carnivori e astutissimi, città desolate, bikers, erotismo, finale a sorpresa) e trarne un film che non coinvolge mai lo spettatore. Altro tasto dolente: gli effetti speciali. Immagino che non sia facile convincere dei topi a fingersi aggressivi, soprattutto se i simpatici roditori sono centinaia: ma se uno intitola un film Rats – Notte di terrore, mi aspetto come minimo di vedere i topi all’opera. In verità, l’ottanta per cento delle comparsate dei suddetti animali (che compaiono letteralmente a secchiate, lanciati da assistenti di scena che suppongo essersi divertiti come bambini) li vede mosci, svogliati, impegnati a guardarsi attorno più che a progettare la strage. Insomma, l’ennesimo pastrocchio fragassian-matteiano, ma senza la verve degli altri capolavori. Un film trash riuscito a metà.

Produzione: ITA (1984)
Punto di forza: la lisergica commistione di generi che mette in difficoltà quando si tratta di catalogarlo.
Punto debole: la noia che imperversa sovrana da dieci minuti dall’inizio a cinque prima della fine.
Come trovarlo: suppongo sia uscito in VHS o DVD, ma consiglierei di scaricarlo per evitare spese di cui vi pentireste.
Da guardare: con le amiche. Le vedrete scappare di terrore mentre voi siete impegnati a slogarvi la mascella dal ridere.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=7UIYI86-PRE (persino il trailer è noioso!)

Pubblicato il maggio 28, 2011, in 1980 - 1989, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Uno dei classici film “dormo per un’ora e un quarto e rido per il resto” insomma…

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