Robo Vampire

Non so a voi, ma a me quel robot ricorda qualcosa...

Di: Joe Livingstone (Godfrey Ho)
Con: Robin MacKay, Nian Watts, Harry Miles

Qualcuno fermi Godfrey Ho! Il malefico regista di Hong Kong confeziona il suo capolavoro, abbandonando parzialmente il filone ninja che l’ha reso famoso (tra qualche tempo pubblicherò recensioni delle sue opere principali). Sia chiaro una volta per tutte che questo film è stato recensito nel filone horror per puro caso: ho creato dei bigliettini con le varie sezioni e poi ne ho pescato uno (“horror”, appunto) senza guardare. Non sto scherzando: mentre con Rats di Mattei la scelta era tra la fantascienza, l’horror e il filone mostro, questo pietoso collage cinematografico riesce nell’incredibile impresa di unire tutti i generi esistenti al mondo, esclusi il porno e il musical. Mi piacerebbe raccontarvene la trama, ma credo sia meglio limitarsi ad elencare che cosa accade nei primi dieci minuti: dei soldati accompagnano prigionieri nella foresta. Vengono assaliti da zombi esperti di arti marziali che saltellano e lanciano scintille dalle mani. L’azione si sposta in uno stanzino pieno di spacciatori, che parlano di “risvegliare il vampiro”, che poi non si capisce bene chi sia. Questi sono solo i primi 10 minuti: il resto del film è composto più o meno dalle stesse cose, ma riproposte in tutte le salse e rimontate nel modo peggiore possibile. A ciò si aggiunge (ma perchè mai?) la storia di Tom, un poliziotto, o soldato, da poco morto in un’azione. Ai poveri resti del cadavere viene infilata una pila gigante con dei fili farlocchi nell’addome, poi viene cosparso di carta stagnola e alluminio da due soldi, ed ecco, signore e signori, il RoboGuerriero! Quali sono i suoi poteri? A dire il vero, non ne ha: la sua arma è l’unica che riesce ad uccidere gli zombi-vampiri-quel cazzo che sono, ma non certo per merito suo. La sua armatura pare non proteggere granchè, considerato che viene messo fuori combattimento un paio di volte dai ridicoli non morti. A proposito, chi di voi si fosse abituato ai cari, vecchi, zombi romeriani, quelli lenti, goffi e perennemente affamati di carne umana, farà meglio a toglierseli dalla testa: questi conoscono il kung-fu, sparano fuoco da quasi tutti gli orifizi corporali e, soprattutto, saltano come dei forsennati.
Per chi non lo sapesse: Godfrey Ho è famoso per una tecnica assai particolare, che consiste nel mettere insieme un film orientale e uno occidentale (spesso motivando ciò con la patetica scusa del traffico di droga internazionale e delle indagini congiunte). In questo caso non saprei dire quali e quanti film siano stati brutalmente torturati dalla furia di Ho, ma voglio sperare che siano i più svariati: perchè se il folle regista ha creato tutto questo da solo, allora la cosa diventa interessante anche dal punto di vista clinico e psichiatrico. Questo film (anche se la parola “film”, generalmente, esprime un altro tipo di opere) evita allo spettatore il disturbo della comprensione. Non c’è modo, infatti, di capire che cosa c’entrino con la trama il ridicolo flash-back, il campo di concentramento vietnamita (forse un omaggio a Chuck Norris?) e le varie scazzottate prive di senso che si susseguono senza sosta. L’apice del disturbo mentale è comunque toccato dal lisergico personaggio della strega-fantasma esperta di arti marziali, che pretende, non si sa bene a quale titolo, di sposare un bruto zombi-vampiro (basta, pietà!). I due non aggiungono nulla di concreto al tutto, ma sono un pò la ciliegina sulla torta.
Curiosità: nella locandina è ben visibile Robocop. Non è copiato, è proprio lui: il punto è che in tutto il film il mitico poliziotto robotico non appare mai, indegnamente sostituito dal goffo e ingombrante robottone di latta che, peraltro, è lentissimo. Godfrey, torna ai ninja! Lascia stare la fantascienza\horror\poliziesca\azioni\guerra, che non ti riesce!

Produzione: USA – Hong Kong (1988)
Punto di forza: personalmente, credo che un film trash non possa ritenersi tale senza un minimo di follia. E qui ce n’è abbastanza per rendere di culto, se equamente distribuita sulle pellicole, l’intera filmografia di Spielberg.
Punto debole: poteva essere un 5 Billie Nelson, ma è penalizzato dal montaggio: confuso, caotico, a tratti quasi disturbante. Ciò non significa che non dobbiate vederlo: è magistrale!
Come trovarlo: potete comprare l’edizione originale, ma io vi consiglio di cercarlo su Internet. Con un pò di fortuna, troverete anche i sottotitoli in italiano.
Da guardare: è veramente un film per tutti, forse perchè contiene tutti i generi.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=3qrtQsxmIoU (la nascita dell’invincibile androide!)

Pubblicato il maggio 30, 2011, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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