Blood freak

Io certe volte mi chiedo perchè continuo a vedere questi film...

Di: Brad F. Grinter, Steve Hawkes
Con: Steve Hawkes, Dana Cullivan, Heather Hughes

Molte volte, parlando delle pellicole più disparate, ho sottolineato come la visione di alcuni capolavori sia da consigliarsi non prima di aver fatto uso di qualche droga. Ovviamente, scherzavo. In questo caso, bè…non credo che Blood Freak sia comprensibile se prima non si è assunto dell’LSD. Sto dicendo sul serio: il film, che pure dovrebbe essere contro la droga, è un trip allucinante senza capo nè coda, godibile soltanto dopo la fruizione delle droghe già citate. Infatti, avendolo visto da lucido, non ci ho capito una mazza. Partiamo dai personaggi: il protagonista è Herschell, inconfondibile per via del suo look scandalosamente anni ’70: trippetta malcelata, pettinatura da Elvis Presley venti minuti prima di morire, sguardo da babbeo alla Celentano. Il nostro eroe, mentre si trova alla guida della sua Harley blu tamarra, incontra una ragazza con l’auto in panne. Questa ha una sorella che è la peggio troia, insopportabile fino al midollo e gran consumatrice di droghe leggere e non. Dapprima, Herschell esita. Ma di fronte a quella cosa che muove tutti i personaggi ignoranti e burini di questo film (e non sto parlando della Harley Davidson), decide di fare due tiri da un cannone. Due tiri. Il giorno dopo viene assunto in un allevamento di tacchini, dove farà da cavia per un non meglio specificato esperimento chimico. In cambio, i serissimi scienziati gli promettono un continuo rifornimento di droghe. Il giorno stesso è colto da una tremenda crisi d’astinenza, che si placa solo dopo un altro bel cannone. Recatosi al lavoro il giorno seguente, mangia un tacchino e sviene (tenete presente che le spiegazioni, in questo film, non esistono). Al suo risveglio, si è trasformato…nell’UOMO-POLLO! Mai prima d’ora si era visto sullo schermo un mostro più ridicolo e meno spaventoso. In realtà, trattasi di una volgare maschera in cartapesta, con due occhi giganteschi e spiritati. Oltre alla patetica trasformazione fisica, il nostro ne subisce una psicologica: diventa un feroce serial-killer sgozzatore di fanciulle indifese. Dopo averne fatte fuori due (e aver tagliato una gamba a un tizio) scopre che è stata solo un’allucinazione dovuta al test chimico e alle droghe, e si converte ad uno stile di vita più sano e morigerato.
Tutto il lungometraggio (78 minuti compresi i titoli di testa e di coda) è pura propaganda repubblicana proibizionista WASP, tanto estremista da risultare esilarante: per esperienza, posso assicurarvi che fumare un cannone non inebetisce come si vede nel film, non provoca una crisi d’astinenza del genere dopo appena 24 ore, e soprattutto non trasforma in uomini-pollo! La visione, già fastidiosa di per sè, è resa ancor più delirante da due cose: la prima è il predicatore televisivo che appare di tanto in tanto leggendo clamorosamente il copione e sproloquiando a proposito di “catalizzatori” e “Bibbia”. La seconda, più tecnica, è la pessima qualità audio\video. Immagini sfocate, fotografia buia fino al danno oculare, e soprattutto dialoghi incomprensibili: il fastidiosissimo rumore di fondo perenne mi ha fatto perdere una buona metà delle già poche battute del film. Non si capisce poi perchè le urla delle malcapitate sgozzate siano un solo urlo, ripetuto più volte fino allo sfinimento. Un particolare interessante riguarda l’uomo cui viene brutalmente tagliata una gamba. Sapete perchè quella scena è l’unica resa bene? Tenetevi forte: all’attore mancava davvero una gamba! Lo si può vedere quando cammina zoppicando! E’ incredibile che il regista (anzi, i registi) abbia sfruttato questo triste particolare anatomico per realizzare la sua ciofeca. Vorrei concludere rivolgendomi a quanti leggeranno questa recensione: le droghe pesanti fanno male. Anche farsi venti canne al giorno non è esattamente un toccasana. Ma vi garantisco che uno spinello ogni tanto non provoca alcun danno alle persone (non più, ahimè, delle sigarette di cui sono, purtroppo, buon consumatore), e che comunque, girando film del genere, è forte l’impulso a rimediare tutte le droghe presenti sul mercato e consumarle subito dopo la visione.

Produzione: USA (1972)
Punto di forza: l’uomo-pollo!!!
Punto debole: un video dei Pink Floyd sarebbe più comprensibile…
Come trovarlo: reperibilità bassissima.
Da guardare: si può guardarlo anche da lucidi, ma non ci si capisce granchè.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=oq9A3kZdy00&feature=related (ho trovato solo questo trailer palloso…)

Pubblicato il giugno 1, 2011, in 1970 - 1979, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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