100 Million B.C.

Locandina giapponese. No, il dinosauro non è così grosso.

Di: Griff Furst (Luouis Myman?)
Con: Christopher Atkins, Greg Evigan, Michael Gross

2007, Hollywood: Griff Furst si guarda, in una sola serata, Stargate, Jurassic Park e 10.000 B.C. Poi, deluso dal successo di Spielberg ed Emmerich (successo che lui non potrà mai ottenere), si impasticca e beve vodka fino a scoppiare. La mattina dopo, al risveglio, scopre di aver appena proposto alla Asylum una sceneggiatura. E’ così che voglio immaginarmi la genesi di questo film. La Asylum, nonostante i passi falsi alla Transmorphers, mantiene intatto il suo basso standard qualitativo, e ci offre questa esilarante parodia involontaria della fantascienza paleolitica. Tra gli attori segnaliamo Christopher Atkins, considerato (a ragione) uno dei peggiori attori al mondo; Stephen Blackheart, già protagonista di capolavori Asylum quali Mega Shark VS Giant Octopus e 2012: Supernova, oltre che di Arma Letale 4 e del mitico Tromeo e Giuletta (!); Michael Gross, indimenticato personaggissimo della saga di Tremors, qui invecchiato e svogliato più che mai. Dopo queste credenziali, possiamo dare il via alle danze: Gross interpreta un anziano scienziato laureatosi a 12 anni, non so come ma lo dice lui nel film, che negli anni cinquanta aveva partecipato al Philadelphia Experiment, scoprendo i segreti del viaggio nel tempo. All’epoca inviò un gruppo di uomini, tra cui il fratello e l’amante (?), nella preistoria, senza riuscire a farli tornare indietro. Nel 2007 decide, in seguito al ritrovamento di alcuni bruttissimi graffiti riguardanti dinosauri, di recarsi nel Cretaceo insieme a un gruppo di marines burini. L’allegra brigata verrà decimata in meno di venti minuti da un velociraptor (patetica, come al solito, la computer graphic, qui unita ad elementi di paleologia abbastanza campati per aria), ma riceverà l’aiuto di un gruppo di primitivi, che ovviamente si rivelano essere i malcapitati scomparsi decenni prima. Nel ritorno al presente, i superstiti porteranno con sè anche una specie di tirannosauro, che inizierà a seminare il terrore in città, finchè Gross, con un paradosso temporale incomprensibile, risolverà la situazione rispedendolo nel suo tempo.
Il filmetto si presenta piuttosto bene: la regia è migliorata rispetto alle precedenti produzioni Asylum, e la fotografia rende bene il paesaggio preistorico. Ovviamente, la consistenza logica della trama è solida quanto la vaselina: al limite del ridicolo il dialogo tra Gross e il soldato, in cui si spiega perchè bisognerebbe andare nella preistoria e non semplicemente sessant’anni prima, al momento della partenza (“non sappiamo con precisione il momento in cui sono partiti”, perchè invece azzeccare il punto esatto in 70 milioni di anni è una bazzecola, com’è noto). Il realismo non esiste: la prima spedizione, abbandonata a qualche annetto di vita primitiva, è composta da bellocci ben curati, muscolosi e senza i denti rotti che ci si aspetterebbe da chi ha mangiato merda e radici nell’ultimo lustro. Spettacolare, in tutti i sensi, il minimale gonnellino della maggiorata di turno, che lascia davvero poco spazio all’immaginazione. Spendiamo poche parole per i dinosauri, disegnati forse con i pennarelli e poi incollati direttamente sui fotogrammi (le stesse scene saranno riutilizzate più e più volte), e concentriamoci sulle due sequenze che resteranno immortali. La prima è il tirannosauro che zompa come fosse alle Olimpiadi per addentare un elicottero in volo (lo stesso espediente sarà utilizzato l’anno dopo per Mega Shark VS Giant Octopus). La seconda è la presentazione della macchina del tempo: simpatica l’intenzione del regista di replicare la celeberrima scena di Armageddon. Ma in quest’ultimo film l’epicità era resa anche e soprattutto dall’ambientazione NASA: qui la macchina del tempo è un baraccone di plasticaccia e cartapesta, custodito in una fabbrica abbandonata e fatiscente, mentre un poveraccio che dovrebbe essere il capo-scienziato dirige il tutto da un gabbiotto di compensato. Ma il governo USA non dispone di qualche centinaio di dollari in più per finanziare i progetti super-segreti?
Nonostante tutto, devo ammettere che si tratta di uno dei lungometraggi Asylum più riusciti. Non ci si annoia quasi mai, e alcuni momenti riescono davvero a farci scoppiare in una sonora risata ad ogni apparizione dei 4 (quattro) dinosauri presenti nel film.

Produzione: USA (2007)
Punto di forza: una regia migliore del solito e una trama abbastanza folle da risultare godibile.
Punto debole: una recitazione micragnosa come poche e una certa dose di scene-riempitivo nel finale.
Come trovarlo: in lingua originale è piuttosto facile, ma, incredibilmente, ne esiste una versione italiana (cosa che non accade per altre opere targate Asylum).
Da guardare: insieme a Mega Shark VS Giant Octopus. Ne è un pò l’ideale “prequel”.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=Li8IOt5Q0cY (un collage di scene ridicole!)

Pubblicato il giugno 14, 2011, in 2000 - 2009, Fantascienza, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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