Robowar – Robot da guerra

Ma perchè l'hanno placcato in oro nella locandina?

Di: Vincent Dawn (Bruno Mattei)
Con: Reb Brown, Catherine Hickland, Massimo Vanni, Romano Puppo, Claudio Fragasso

Stanco filmetto della coppia Mattei-Fragasso, l’ennesimo: oltre, pare, a co-sceneggiare, questa volta l’autore di Zombi 4 si cimenta in una splendida prova attoriale, interpretando un robot. Ma andiamo con ordine. Il film è del 1989; sono gli anni di Predator, di Terminator, di Robocop, dei tanti film sul Vietnam dei vari Norris e Stallone. Volevano forse i due registi esimersi dall’offrire il proprio lurido contributo? Giammai! Così, per evitare di fare più pellicole, il duo decide di proporre uno dei tanti collage di vari generi, con un risultato micidiale anche per i fans del cinema B all’italiana. La trama, che emerge per originalità e inventiva, è la seguente: un gruppo di soldati spessi, rudi e sgraziati è inviato su un’isola per sedare la guerriglia locale. Si troveranno a dover fare i conti con un ridicolo robot (interpretato, appunto, da Fragasso) che sembra un Power Ranger, che si scoprirà essere stato creato con il cervello di un veterano del Vietnam amico del protagonista, impiantato in un corpo meccanico. Sul loro cammino, i prodi soldati americani incontreranno una bella topona, che l’unico sopravvissuto proteggerà fino all’immancabile lieto fine.
Appare evidente, anche solo leggendo il corpus narrativo, il maldestro tentativo di fondere ingredienti diversi dai blockbuster più disparati. Il risultato, purtroppo, è meno chiassoso di quanto si possa pensare. Mattei e Fragasso dovevano disporre di un budget davvero esiguo, perchè per un’ora e venti latitano gli effetti caserecci e le trovate trash cui siamo stati abituati dall’italico duo. La visuale del mostro vuole forse essere un omaggio a Predator: il problema è che qui la vista elettronica ha una definizione di dieci kilopixel, e inoltre è filtrata con un nero-arancione lisergico che farà irritare anche i più pazienti tra gli spettatori. Potremmo allora provare a buttarla sul film bellico, ma anche qui l’abilità filmica è carente: i guerriglieri sono stupidi e crudeli, e si fanno inverosimilmente sorprendere perdendo un’epica battaglia stile “dieci contro duecento”, non prima, comunque, di aver ucciso senza un perchè alcuni bambini indifesi. La tematica di denuncia sociale è totalmente campata per aria, e il colpo di scena (il robot è stato costruito dall’esercito) è prevedibile sin dalla prima scena, e non migliora la comprensione del tutto.
Menzione speciale per la colonna sonora, ripetitiva e fastidiosa come poche. Ah, dimenticavo: sapete qual’è l’unico modo per disattivare il pacchiano robottone? Cliccare un pulsante su un telecomando, che però deve essere puntato alla fronte del robot da una distanza non superiore al mezzo metro. Non ho parole.

Produzione: ITA (1989)
Punto di forza: l’epica scena finale, in cui Mattei cerca disperatamente di inserire qualche idea tratta da Robocop.
Punto debole: tutto il film è noioso, brutto e girato senza voglia. Rivogliamo Virus!
Come trovarlo: Internet è ormai l’unica risorsa per queste perle del masochismo filmico.
Da guardare: solo per fanatici del filone fanta-Viet.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=3u2Y6U5ltb0 (il patetico finale)

Pubblicato il giugno 14, 2011, in 1980 - 1989, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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