2012 – Supernova

E' un delirio allucinante!

Di: Anthony Fankhauser
Con: Brian Krause, Heather McComb, Najarra Townsend

Il secondo capitolo del trittico ispirato (almeno nel titolo) al blockbuster emmerichiano si piazza senza dubbio al primo posto nella sterminata filmografia Asylum. Dopo la clamorosa delusione di 2012 – Doomsday, questo Supernova ritorna agli antichi fasti. Iniziamo dal titolo: l’azione non è ambientata nel 2012; suppongo sia il solito espediente per richiamare spettatori curiosi. La supernova, invece, la fa da padrone: il film comincia con una foto del telescopio spaziale Hubble e delle scritte che ci informano di un’esplosione avvenuta 200 anni fa. Nel presente, scopriamo che la suddetta esplosione si sposta, e sta raggiungendo il Sistema Solare. Per chi non lo sapesse: la supernova è la fase finale di una stella di enormi dimensioni, vale a dire un’esplosione grande quanto il nostro Sistema Solare, che in ogni caso non si sposta. Proprio così: il film distrugge sistematicamente quasi tutte le leggi fisiche, astronomiche o più semplicemente logiche che regolano la vita dell’universo. Il protagonista è uno scienziato di nome Kelvin (originalissimo), che un giorno è costretto a separarsi da moglie e figlia: le due, che peraltro hanno circa la stessa età (!), inizieranno una lunga corsa nel deserto, mentre il prode Kelvin sarà portato alla sede della NASA. Qui, insieme ad un tizio di colore, una cinese e uno scienziato russo completamente rincoglionito dirigerà le operazioni per la salvezza del mondo, che consistono in una serie di missili nucleari che, detonati nell’atmosfera, formeranno uno scudo che proteggerà il pianeta dalla Supernova. Nel frattempo, dovrà difendersi dagli attacchi di una specie di ninja con voce chiaramente femminile (dunque, i personaggi femminili sono tre: la moglie, la figlia e la cinese. A voi la soluzione del mistero). Alla fine, spedito nello spazio insieme ai due mentecatti, esploderà per salvare la Terra dalla temibile esplosione (che, è bene sottolinearlo, ha già distrutto tutti i pianeti dopo Marte, senza causare il minimo danno alla vita sulla Terra!), per poi ritornare a casa vivo e vegeto senza spiegare come abbia fatto.
Ho visto questo film insieme a mio fratello e a un caro amico (il primo mi rinnegherà, il secondo mi toglierà il saluto, presumo), e per questo ho potuto gustarne i numerosissimi momenti di comicità involontaria. La povertà di mezzi della Asylum è qui più evidente che in qualsiasi altro film: chiunque abbia visto un girato di repertorio sulla conquista dello spazio, sa bene che per far partire uno Shuttle servono centinaia di tecnici, controllori, meccanici, organizzatori. Qui, i personaggi che dicono almeno una frase a testa sono non più di venti: al protagonista e ai due scienziati tocca il ruolo di controllori della NASA (in uno stanzino buio e angusto), di astronauti (con tute da metalmeccanici della FIAT) e di esperti astronomi. Particolarmente risibile è l’utilizzo di filmati di repertorio delle missioni Apollo per simulare la partenza degli Shuttle: la differenza di fotografia, davvero abnorme, trasmette allo spettatore un senso di straniamento che sarà destinato ad acuirsi quando un lancio fallito sarà rappresentato con il celebre filmato del disastro dello Space Shuttle Challenger. Notevoli anche le tecnologie con cui i poveri disgraziati sono costretti a salvare il mondo: computer antidiluviani, inutili macchinari curiosamente anni ’80, meccanismi di riconoscimento vocale degni di un episodio di Agente Smart. Intanto, assisteremo alla fuga della moglie e della figlia del protagonista, che raggruppa la maggior parte delle scene trash: prima si imbattono in una strada appena distrutta dal terremoto, ma con un cartello “road closed” visibilmente vecchio di anni”; poi c’è una clamorosa violazione della legge fisica sulle gabbie di Faraday (quelle per cui una macchina e un aereo sono relativamente sicure in caso di temporali e fulmini vari), che costringe le due poveracce ad abbandonare il furgone rifugiandosi in una catapecchia abbandonata. Niente paura: il mezzo, evidentemente blindato, resisterà al tornado e sarà pronto per un nuovo uso. Ah, quasi dimenticavo: assolutamente ridicoli i personaggi che le donne incontrano sul loro cammino: protagonista assoluto è l’obeso meccanico stupratore, ma una nota di merito va anche ai guidatori rimbambiti, simili a zombi per l’espressione facciale enigmaticamente spenta, olte che ai tre messicani ladri di benzina.
La scena che però preferisco è quella della “spiegazione scientifica”: abbiamo già detto che per tutto il film si sciorinano corbellerie tarocche che farebbero impallidire Margherita Hack. L’apice è però raggiunto dai cinque minuti in cui Kelvin, con l’aiuto di un piatto pieno di caffè che il nostro eroe sbrodola un pò dappertutto e di un cacciavite, si spara un monologo allucinante con supercazzole quali “interazioni molecolari con le esplosioni costanti di testate nucleari”, oppure “l’esplosione sarà molto più compatta se la posizioniamo all’interno della magnetosfera”, per concludere con “lo scudo di nubi rispetto alla magnetosfera agirà come un secondo scudo”. Perdonate la lunghezza, ma era necessario.
Insomma: un quasi capolavoro del trash post-moderno, in cui la Asylum da il meglio di sè, mentre gli attori e gli effettisti danno ovviamente il peggio. Da vedere.

Produzione: USA (2009)
Punto di forza: dimenticate la logica, dimenticate la fisica, dimenticate la realtà. Qui si va ben oltre.
Punto debole: forse un’eccessiva verbosità.
Come trovarlo: è abbastanza facile da reperire. Su DownloadZone si trova in italiano. E’ uno dei pochi Asylum-movies doppiati (malissimo, lo garantisco) in italiano.
Da guardare: con gli amici. Tenete a portata di mano un bicchiere d’acqua, perchè fa veramente scompisciare.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=DvMtP8Tu1zM (un bel trailer!)

Pubblicato il giugno 18, 2011, in 2000 - 2009, Catastrofici & Postatomici, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Ahahahahahah! Che delirio!!! 4 stelle meritatissime!!!

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