I fantastici 4 (1994)

Guardate quant'è grezza ed approssimativa la locandina!

Di: Oley Sassone
Con: Alex Hyde-White, Jay Underwood, Rebecca Staab

Come dimostra il Batman con Adam West, tutti i supereroi dello schermo hanno qualche scheletro nell’armadio. Quello dei Fantastici 4 è questo film, diretto nel 1994 dallo sconosciuto Oley Sassone, con Roger Corman come produttore esecutivo. In verità, Sassone diresse questa esilarante parodia involontaria in tutta fretta (“con 2 dollari”, secondo le parole dello stesso Corman) poichè la casa produttrice, che deteneva i diritti per i film sul gruppo di eroi, li avrebbe persi se non avesse realizzato nulla entro una certa data. Il bello è che gli attori e l’intera troupe non furono avvisati della cosa, e recitarono quindi al meglio, credendo veramente nella sceneggiatura. Per questo motivo, non ci sono scusanti per il risultato.
Partiamo dalla trama: nel prologo, Victor e Richards, due studenti di belle speranze, assistono alla lezione di un professore invasato, che urla e si dimena come un tarantolato. Da qui, i due prendono l’idea di un bislacco esperimento, che porterà alla morte Victor e traumatizzerà Richards. Dieci anni dopo, quest’ultimo decide di ritentare, lanciando una specie di astronave (davvero bello, il cartonato) nello spazio insieme al suo assistente, a una ragazza che conosceva da decenni (il sospetto pedofilia è veramente forte) e al di lei fratello, scelti non per le loro capacità in una missione tanto delicata, ma perchè “si arrabbierebbero”. Inutile dire che il dottor Destino, la cui identità è palese sin dalla prima comparsa, ci metterà lo zampino: i quattro precipitano a terra perfettamente illesi, tutine in carta stagnola stile Abba comprese, ma irrimediabilmente trasformati dalle radiazioni: la donna ha la capacità di diventare invisibile, il protagonista può allungare gli arti a proprio piacimento, mentre gli altri due sono diventati rispettivamente la Cosa e l’Uomo Torcia. Mentre i quattro imbecilli vengono prelevati dal governo, gli sgherri di Destino si scontrano con una banda di malvagi senzatetto, contendendosi, tra le altre cose, un ridicolo diamante di plastica e una donna cieca di cui la Cosa si è innamorata a prima vista (scusate il gioco di parole). Il finale vedrà i quattro affrontare Destino e sconfiggerlo, mentre Richards convolerà felicemente a nozze con la donna invisibile. Ah, dimenticavo, c’è di mezzo anche un cannone che rischia di distruggere New York, ma dato che nel film non se lo caga nessuno, non vedo perchè dovrei farlo io.
Stupisce che il film sia del 1994: lo stile è terribilmente anni ’60, e gli effetti speciali avrebbero fatto scompisciare anche Ed Wood. Come la Asylum per Thor, Sassone provvede a demolire definitivamente il mito del supereroe: i 4 sono tutt’altro che fantastici. La Cosa, che nel fumetto era un personaggio diviso tra la sua umanità e le sue bizzarre caratteristiche fisiche, è qui ridotto a una specie di Lou Ferrigno che grida per tutto il film “è tempo di distruzione!”, impegnandosi in scontri fisici che si trasformano ben presto in baruffe alla Spencer-Hill. Richards usa la sua abilità allungatoria per ben due volte, in modo abbastanza ridicolo (assurdo lo sgambetto multiplo agli sgherri di Destino!). La Torcia Umana mostra più e più volte la mirabile tecnica dei “raggi a pastello che escono dalle mani”, sconfitto però in inettitudine da Sue Storm: la cretina invisibile, che potrebbe sopraffare facilmente chiunque, non fa che piazzarsi in mezzo a due o più idioti, farsi sparare addosso e poi scomparire e farli uccidere a vicenda. Va notato che, quando riprende forma normale, si vede benissimo come non si sia mossa. Ergo, secondo le leggi della fisica, l’avrebbero comunque dovuta crivellare.
In breve, il film è abbastanza divertente per tutti i puristi dei cult movies di serie Z (comunque, più della boiatona del 2005), anche se certe sequenze (si veda il patetico monologo di Richards sull’anima e su Colosus) risultano piuttosto noiose. Non sono tanto gli effetti speciali a far ridere (comunque, sono davvero tremendi), quanto la pochezza tecnica di tutte le inquadrature, dalla prima all’ultima: esilaranti tutine con il 4 cucito in malo modo, invenzioni narrative pressochè inutili, illogicità varie, oltre al colpo di scena più telefonato della storia, cioè l’identità del dottor Destino (dato che sono stronzo, vi dico già che trattasi del redivivo Victor, nel caso non l’aveste capito). Da vedere.

Produzione: USA\Germ. (1994)
Punto di forza: godetevi le esilaranti imprese dei Pessimi 4!
Punto debole: manca una vera trashata epocale, il tipico “momento cazzata” finale.
Come trovarlo: in lingua originale. Per sottotitoli, sono disponibile.
Da guardare: assolutamente con gli amici. Come ogni pop-corn movie che si rispetti.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=r_X5C6e3ZeY (il trailer. Nelle intenzioni degli autori doveva essere una cosa seria?)

Pubblicato il giugno 22, 2011, in 1990 - 1999, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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