Zombi horror – Le notti del terrore

L'hanno distribuito pure all'estero! Che vergogna!

Di: Andrea Bianchi
Con: Karin Well, Gian Luigi Chirizzi, Simone Mattioli

Il film in questione si presenta come spazzatura sin dalla prima scena: un professore barbuto ripete per tre volte “è così” mentre decifra delle tavole. In seguito, lo sciamannato si inoltra di notte nelle catacombe etrusche di uno scavo archeologico, e lì viene assalito da un’orda di zombi. Ecco, fermiamoci un momento: è bene anticipare che in questo film tutto è abbandonato a se stesso, tutto è squallido, tutto è privo di senso. La parola che meglio descrive questi ottanta interminabili minuti è: cacca. E non sempre in senso negativo, intendiamoci: alcuni dei momenti filmati dal buon Andrea Bianchi (in seguito datosi al porno) raggiungono livelli trash ragguardevoli. Gli attori sono presi dal porno, il regista anche, e anche tutto il resto mantiene un’atmosfera amatoriale che non guasta. In sostanza, è la storia di tre coppie di ninfomani, più il figlio di una di queste, che ha grossissimi problemi freudiani e vuole farsi la madre. Presto la lasciva quiete del gruppo di idioti sarà turbata dall’arrivo dei morti, che li stermineranno. Tutto qui.
Gli zombi sono un pò diversi dal solito: caratterizzati da un trucco di cartapesta (particolarmente evidente nelle scene in cui le loro teste vengono gioiosamente spappolate a sassate), i baldanzosi morti viventi sono in grado di usare falci, coltelli (quella scena è ge-nia-le!) e arieti per sfondare porte. Alcuni di loro sono poco più che scheletri putrefatti, altri sembrano morti di fresco, cosa abbastanza improbabile se pensiamo che si tratta di etruschi, ma lasciamo correre. Avanzano in modo svogliato e ciondolante e sbucano un pò da tutte le parti; quando muoiono, emettono uno schifosissimo liquido verde. Sopraffini gli attori, dei veri casi umani, tra cui spicca un nano deforme (Peter Berk) nella parte del figlio, in assoluto il ruolo meno credibile della storia, anche perchè l’attore era ben oltre i trent’anni (o così sembrerebbe a vederlo). I loro pochi sforzi sono arricchiti da una sceneggiatura delirante, con dialoghi scritti da un analfabeta. Un esempio: alla domanda “ha fatto buon viaggio?”, il padre del nano risponde “grazie”. Oppure, la mitica frase del figlio che porta alla madre un tessuto trovato chissà dove dicendogli “questo coso odora di morte!”. Ci sono poi le classiche scene prive di senso, come quella che vede le lampadine del castello esplodere senza un motivo o quella in cui una delle protagoniste in fuga dagli zombi mette un piede in una tagliola (ma da dove sbuca?) agonizzando in modo ridicolo mentre il fidanzato riesce nella non facile impresa di farsi strozzare da uno zombi che lo tiene per le spalle. Non so e non voglio sapere chi ha composto la colonna sonora, ma non c’è giustificazione per un simile pasticcio di suoni deliranti e fastidiosi, usciti da un sintetizzatore anni ’80 poco funzionante.
La pellicola non deluderà gli amanti dello splatter, soprattutto per la scena più famosa in cui il nano, ormai divenuto un morto vivente, morde la mammella della madre (che sì, lo so, adesso non c’entra, ma a me ricorda molto Daniela Santanchè!). Una curiosità: sperando in un pizzico di successo, che peraltro non arrivò, i distributori lo fecero uscire anche come Zombi 3. Ma Bianchi non è nè Fulci, nè Mattei, nè tantomeno Fragasso, e questa pellicola, un cult per gli appassionati del trash-zombie, non è all’altezza degli illustri colleghi. Imbarazzante.

Produzione: ITA (1981)
Punto di forza: in fondo, è quasi divertente. Quasi.
Punto debole: la ripetitività degli assalti zombeschi. E la profezia del finale.
Come trovarlo: potete scaricarlo da Internet, in qualche modo ci riuscite.
Da guardare: per stomaci forti. Fortissimi. Anche per la recitazione.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=sNhRBQhX2Z4 (una bella raccolta del peggio!)

Pubblicato il giugno 24, 2011, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: