30.000 Leagues Under The Sea (30.000 Leghe Sotto I Mari)

Pensate cos'avrebbero fatto con I Promessi Sposi!

Di: Gabriel Bologna
Con: Lorenzo Lamas, Sean Lawlor, Natalie Stone

Maledetti bastardi! Abbiamo riso, abbiamo scherzato. Ma Jules Verne e il Nautilus no! 20.000 leghe sotto i mari è uno dei miei libri preferiti. La Asylum, dopo aver saccheggiato in lungo e in largo la cinematografia americana, colpisce al cuore il mondo culturale la letteratura andando a massacrare l’inarrivabile romanzo di Verne. C’è davvero molto da dire su tutto ciò, e una normale recensione risulterebbe troppo confusa. Pertanto, esaminiamo uno per uno i motivi per cui questa robaccia rappresenta il più alto livello di masochismo cinematografico possibile:

1) Il titolo. Le ventimila leghe originarie (circa centomila chilometri) altro non sono che la distanza percorsa dai protagonisti a bordo del Nautilus. Qui, il sottomarino resta praticamente sempre fermo; pertanto, il titolo non significa nulla. E’ una di quelle operazioni commerciali puerili ed esilaranti, utilizzate giusto per attirare i curiosi e poi massacrarli a suon di cazzate. Un esempio simile è dato, ironicamente, da Leo Ortolani, che in Rat-Man trasformava Quella sporca dozzina in Quel sudicio centinaio. Il concetto è quello.

2) Aronnaux. Nel libro, è un professore esperto di vita sottomarina, un uomo fragile, curioso, con uno sconfinato interesse per la scienza. Affascinato dal Capitano Nemo, è un pò l’antitesi del fiociniere Ned Land, aggressivo e bellicoso. Chi hanno scelto alla Asylum per interpretarlo? Lorenzo Lamas! L’eroe di Renegade si trova perfettamente a proprio agio in un ruolo cucito su misura per lui: il suo Aronnaux, qui un tenente-scienziato o quel che è, è un burino monoespressivo ed esaltato (assolutamente poco credibile la scena in cui picchia a suon di arti marziali gli sgherri di Nemo).

3) Conseil. Nel libro era il servitore di Aronnaux. Qui, in perfetto stile Asylum, è la sua ex-moglie! Come in tutti i film della casa di produzione, la tipa ha ovviamente l’età per essere la figlia del bolso Lamas, e, dopo averci litigato per un’ora e venti, non troverà di meglio da fare che baciarlo appassionatamente. Al contrario del protagonista, l’attrice Natalie Stone alterna ben due espressioni: la “odio Lorenzo Lamas e cerco di farmi detestare dagli spettatori” e la “amo Lorenzo Lamas e cerco di apparire fragile e indifesa facendo lo sguardo languido e mostrando i labbroni”. Recitazione imbarazzante.

4) Nemo. Il grandioso Capitano è forse il personaggio più complesso e affascinante dell’intera letteratura fantascientifica mondiale. Difatti, l’attore prescelto per interpretarlo è il buon Sean Lawlor, che già si era fatto onore a teatro (pace all’anima sua, essendo morto nel 2009). Peccato che gli sia stata cucita addosso una delle trame più ridicole mai scritte: il sito della Asylum, che lo descrive come un “carismatico sociopatico”, avrebbe dovuto suonare come un campanello d’allarme per me. Lawlor ce la mette davvero tutta, ma il suo personaggio, un folle vestito come uno sbirro californiano dalle ambizioni poco chiare, non è altro che la fotocopia di tutti i cattivi tipici della Asylum.

5) La trama. Questo punto è forse il più interessante. Nonostante la chiarezza sia cosa rara in questa sceneggiatura, la storiella è abbastanza originale, e poteva trasformarsi in un qualsiasi filmaccio Asylum. Ma perchè scomodare Verne e il Capitano Nemo? Non c’è davvero nulla in comune: questa roba è infatti ambientata nel presente, è girata come un film d’azione, i riferimenti filosofico-politici originari sono scomparsi, il fascino dell’oceano inesistente, la psicologia dei personaggi tagliata con la mannaia. In pratica, Nemo imprigiona Lamas solo per rubargli l’Oxygenator, un inutile macchinario che permette di respirare sott’acqua (e che non vedremo mai in azione per tutto il film!), e nel finale, che è totalmente diverso da quello del libro, l’invincibile Lamas fa saltare il Nautilus (che è lungo tipo cinque chilometri!) e se ne torna a casa con la bella, salvando pure l’equipaggio del sommergibile affondato all’inizio.

Tutto qui? Il lato logico-culturale è dunque il solo punto debole di questo film? Certo che no! La Asylum è la Asylum, ed ecco quindi che assistiamo ai soliti mezzi che abbiamo imparato a conoscere: immagini di repertorio del National Geographic in apertura, scene riciclate, misurazioni subacquee totalmente inverosimili e campate in aria. E che dire degli effetti speciali? L’oceano è una parete grigia informe e priva di vita (non ho visto un solo pesce in tutto il film!), le patetiche piovre meccaniche del Capitano sono scattose nonostante la CG e gli interni del Nautilus sono gli stessi di Transmorphers, con la solita aggiunta di frizzi, lazzi, macchinari e cavi privi di una reale funzione; lo spettatore non potrà soffocare le risate quando si accorgerà che Nemo, in un Nautilus grande quanto un paese di medie dimensioni, passeggia sempre negli stessi venti metri di sottomarino, in modo che Lamas possa ascoltarne le malefiche trame. Assolutamente improponibile il modo in cui lo sconosciuto Gabriel Bologna umilia il Capitano, mostrandoci la discoteca (!) che costui ha costruito a bordo del Nautilus, con tanto di alcool a fiumi e puttanoni in evidenza.
Insomma, si tratta di una vera e propria presa in giro. Io consiglio comunque di vederlo, per capire fin dove può arrivare l’oltraggio targato Asylum. Chissà quante saranno le leghe nell’eventuale sequel.

Produzione: USA (2007)
Punto di forza: c’è la possibilità che qualcuno, vedendolo, si incuriosisca e vada a cercare i capolavori di Verne. Ve li consiglio.
Punto debole: non c’è della vera azione, e il pressapochismo della sceneggiatura lo rende un tantino noioso.
Come trovarlo: si trova in lingua originale. Non è stato tradotto.
Da guardare: tenetelo lontano dai fans di Jules Verne. Non fategli del male.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=ToXNFP9F-2Y (avete già capito che roba è, scommetto)

Pubblicato il luglio 2, 2011, in 2000 - 2009, Fantascienza, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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