Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione

Guardate com'è pacchianamente ispirato a Star Wars!

Di: Lewis Coates (Luigi Cozzi)
Con: Marjoe Gortner, David Hasselhoff, Christopher Plummer, Nadia Cassini

Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa! Troppo impegnato a sfottere l’immortale remake turco di Guerre Stellari, ho mancato clamorosamente il bersaglio, non accorgendomi di quanto di buono c’è in Italia. Luigi Cozzi, impietosamente mascherato dal nome d’arte di Lewis Coates, confeziona un plagio malriuscito del più celebre film di Lucas, offrendoci una delle pellicole più trash della storia. Due parole sull’autore, innanzitutto: Cozzi, tanto per definire il personaggio, è stato capace di rimontare il Godzilla originale giapponese, aggiungerci scene tratte da documentari e rivendicare la paternità del risultato. Il che è anche un peccato, considerato che al buon Cozzi il plagio riesce decisamente meglio quando è genuino; Starcrash ne è un concreto esempio. Sarà per me un piacere dilungarmi nella descrizione di questo abominio.
Si comincia con un bel modellino di astronave che sfreccia su sfondi improbabili. Un tizio, a bordo, chiede al compare di descrivere il pianeta su cui sono diretti. Costui è lievemente imbarazzato, in quanto, come vediamo dall’inquadratura, il pianeta ce l’ha davanti. A un certo punto centinaia di fastidiosissime macchie rosse invadono lo schermo: non è la bassa qualità del divx, fanno proprio parte del film. Titoli di testa: scorrono in lontananza come in Guerre Stellari, ma l’effetto, scattoso e velocissimo, risulta pericoloso per gli occhi, e comunque non si riesce a leggere alcunchè. E’ questo il folgorante inizio delle avventure di Stella Star, piratessa spaziale dal guardaroba eticamente inaccettabile, che, insieme ad Akton, un tizio con la faccia da pesce lesso e i capelli di Caparezza dotato di “poteri supernormali” (?), scorrazza qua e là per l’universo, senza darci il tempo di capire cosa succeda. I due vengono arrestati da un ridicolo poliziotto alieno (davvero patetico il trucco della faccia dipinta di verde dal collo in su!), e imprigionati. Lei, costretta ai lavori forzati ma comunque ancora agghindata come una battona, evade facendo esplodere la prigione, attraversa un tunnel e in due secondi si ritrova in mezzo ad un prato, solo per scoprire che il governo li avrebbe comunque liberati (nessun cenno alle centinaia di detenuti presumibilmente morti tra le fiamme). Ai due babbei viene affidato l’incarico di ritrovare il figlio dell’Imperatore (il giovine è interpretato da un imberbe David Hasselhoff), e, già che ci sono, di disruggere il malvagio Conte Zartan della Lega dei Mondi Oscuri (e non chiedetemi che cazzo voglia dire), un tamarro vestito da Dracula che gigioneggia come il povero coglione che in effetti è.
Nel loro lungo e difficoltoso viaggio Stella Star e Akton, accompagnati dal robot Elle (costui, uno dei personaggi più goffi mai visti sullo schermo, sarà fonte di risate per tutto il film) e dal pulotto verde che poi si rivelerà essere un traditore, scenderanno prima su un pianeta abitato da amazzoni ostili (il loro capo è la strepitosa Nadia Cassini!) e dal loro scattosissimo mostro robot composto da pentolame e marmitte arrugginite, che la regina controlla usando gli occhi, poi su un pianeta di ghiaccio, per poi trovare Hasselhoff, agghindato con una ridicola maschera di Carnevale, sul pianeta del Conte, dove costui vive protetto da tribù di uomini primitivi totalmente inutili ai fini della trama (vengono fuori dalle pareti! Vengono fuori dalle fottute pareti!). Fatti prigionieri dal Conte, che li farà combattere con degli imbarazzanti robot con scimitarre (?), i quali uccideranno con un graffietto il povero Akton, Stella Star e il giovane Hasselhoff torneranno faticosamente dal di lui padre, che fermerà il tempo (basta, non ce la si fa più!) con l’astronave. Dopo un primo, inutile attacco al Conte a suon di astronavi-supposte, vedere per credere, ai buoni non resterà che usare l’arma definitiva: l’attacco quadrimensionale, che non si capisce bene cosa sia, ma da come ne parlano sembra davvero forte, tant’è che il Conte viene sconfitto. Il monologo finale dell’imperatore, che risulta anche accettabile e ben girato, è brutalmente troncato dal pop anni ’70 dei titoli di coda.
Il film si presenta come qualcosa di così raffazzonato e girato male che appare subito evidente l’impossibilità di prenderlo sul serio: la sceneggiatura è stata scritta sicuramente da un folle, con la protagonista che si esibisce in imprecazioni quali “per tutte le stelle!” e “per l’universo!” e il Conte che sembra un attore di teatro fallito. Gli attori, che pure erano relativamente famosi in quegli anni, recitano come se dovessero leggere l’elenco telefonico; il risultato sono dialoghi talmente banali e privi di senso che possiedono quasi una loro originalità. Numerosissime e impossibili da riportare completamente le trovate trash: il modo in cui Akton realizza di essere sul pianeta del Conte ha qualcosa di gnoseologicamente immorale, mentre tutte le domande legittime e intelligenti sono abilmente eluse con un “ti spiegherò tutto più tardi. La parte del leone spetta tuttavia alle scene nello spazio: come se non bastassero i colori kitsch e accesissimi degli interni, il regista realizza i viaggi tra le stelle utilizzando fondali terribilmente bidimensionali, disegnati da bimbi al primo anno di scuola materna, causando errori di prospettiva clamorosi e rifuggendo le leggi della fisica come fossero blasfeme.
Insomma, un capolavoro del trash in tutto e per tutto, quasi perfetto se non fosse per la pressochè totale mancanza di scene d’azione degne. Da vedere e rivedere.

Produzione: ITA (1978)
Punto di forza: inaccettabilmente trash! Capolavoro assoluto!
Punto debole: la mancanza di scene d’azione. Comunque guardatevelo.
Come trovarlo: reperibilità pressochè nulla. Consiglio di cercarlo su Internet, ma non ci contate troppo. Ovviamente, io lo possiedo!
Da guardare: ogni momento, ogni luogo in qualunque compagnia va bene. Un film per tutti i gusti!

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=pzfuNSpP0RA (che ci crediate o no, questa roba è stata pure esportata!)

Pubblicato il luglio 6, 2011, in 1970 - 1979, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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