Monster – Esseri ignoti dai profondi abissi

B! B! B!

Di: Barbara Peeters
Con: Vic Morrow, Ann Turkel, Doug McClure

Gli uomini pesce sono tornati, e sono più goffi e maldestri che mai! Questo piccolo capolavoro del genere mostro narra le pittoresche avventure di un branco di pesci mutati per colpa dei soliti esperimenti della solita multinazionale nel solito paesino di pescatori. Dov’è la novità allora? La novità risiede nella totale mancanza di pudore della Peeters, che confeziona una pellicola talmente grezza e ridicola che sarebbe risultata indigesta anche negli anni ’50; questo vale per la trama, banale e scontata all’inverosimile (anche se la scena finale rimedia in buona parte al precedente pastrocchio), sia per la qualità tecnica, di cui parleremo più tardi. La sceneggiatura è tanto complessa da stare in tre righe: in un paesino di pescatori succedono fatti strani: la gente scompare, il pesce scarseggia e i cani degli abitanti vengono squartati in una sola notte (uno di essi si chiama Baron, e recita meglio dell’omonimo attore-feticcio di Godfrey Ho). La colpa è di informi e arrapatissimi pesci mutati, che hanno assunto forma umana e si divertono a stuprare fanciulle in fiore e a smangiucchiarne i fidanzati. Gli infoiati pescioni troveranno pane per i loro affilati denti, quando una procace dottoressa, aiutata da alcuni dei bifolchi locali, li ucciderà a colpi di pistola e, soprattutto, di fucile. Questa è l’esile trama, fino alla sorpresa finale: gli ultimi quindici minuti (il film ne dura 75) sono un delirio totale, con i pesci che assaltano la festa del paese sfondando i moli con le loro teste cervellose. La scena finale vede una delle ragazze stuprate partorire un neonato pesce, che, impaziente di seguire le orme paterne, ne sfonda il ventre in una delle scene più trash che il genere abbia mai offerto alla storia del cinema.
Il film in sè non è granchè, ma alcuni aspetti presi singolarmente lo trasformano in qualcosa di incredibilmente B: innanzitutto i mostri, impersonati da sventurate comparse appesantite da costumi ridicoli (in una scena i più attenti potranno vedere il collo di uno dei poveretti), che cambiano forma da una scena all’altra e il cui sguardo fisso nel vuoto non mancherà di produrre risate a volontà. Deliziose le scene degli stupri: la struttura è mutata direttamente dagli anni ’50, con i libidinosi adolescenti che vanno a imboscarsi sulle spiagge per poi venire puniti crudelmente dai babbei acquatici, che si gettano come tuffatori sulle fanciulle indifese. Anche il reparto esplosioni non lascia a bocca asciutta: davvero notevole quella della barca, dove un maldestro trio di pescatori provoca la propria morte facendo esplodere il peschereccio in una scena incomprensibile. Assolutamente inverosimile è quella della casa di uno dei protagonisti: una sola molotov causa un’esplosione degna del bombardamento di Dresda, seguita a ruota da altre, minori, di cui ignoriamo l’origine. Segnaliamo, per concludere, due incongruenze clamorose: in una i mostri rosicchiano le colonne del molo, ma basta un’occhiata per capire che quella scena è stata girata di giorno e non di notte, e comunque in un altro posto. Nella seconda, più complessa, un ragazzotto si bulla con la fidanzata usando un pupazzo da ventriloquo: costui gli ruberà la scena nel momento in cui, pur staccatosi dal proprietario, troppo impegnato a trombare, continuerà a parlare, forse mosso solo dalla vergogna.
Aggiungiamo inoltre una singolare caratteristica del film, vale a dire le locations: nell’ordine: mare aperto, grande città, paesino, spiaggia hawaiiana, palude, fiume lercio, macchia mediterranea. Alcune scene, tra cui quella, patetica, dei due ragazzi che corrono amoreggiando sulla spiaggia, sono melassose almeno quanto Laguna blu. Imperdibile!

Produzione: USA (1980)
Punto di forza: i mostri pesciosi goffi ed esilaranti!
Punto debole: io le trovo spassose, ma qualcuno potrebbe non apprezzare le beghe economico-politiche dei burini paesani.
Come trovarlo: reperibilità quasi nulla. Provare nei negozi di VHS, o nelle bancarelle di Via Po a Torino.
Da guardare: con amici. Amici pazienti.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=IDIBUNRE4ec (trailer incredibilmente anni ’80)

Pubblicato il luglio 16, 2011, in 1980 - 1989, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Numi!!!! Spero di raccattare questa chicca il più presto possibile, grazie della consueta recensione!!!

  2. l’ ho visto !!!! su di un canale satellitare alle 24.00 di notte, mia moglie mi ha cacciato dalla stanza perche ridevo come un matto , la recensione e’ perfetta, imperdibile !!!!
    Consigliatissimo in un pomeriggio di “cazzeggio” per domeniche piovose S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E !!!

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