Hansel e Gretel

C'era una volta un regista incapace...

Di: Giovanni Simonelli
Con: Elisabete Pimenta Boaretto, Lucia Prato, Ronald Russo

Avete presente quelle pellicole targate “Quentin Tarantino presenta”? In America, molte sono state dirette da Lucio Fulci. Ecco, questo Hansel e Gretel fa parte di una collana dal titolo “Lucio Fulci presenta”. E la differenza di talento tra Quentin e Fulci è la stessa che c’è tra quest’ultimo e Simonelli. A voi le conclusioni. La trama è relativamente banale: usciti dall’oratorio del pittoresco fra’ Basilio, i due fratellini Hans e Gretel (per cortesia!) vengono rapiti da una viscida gang di massacratori, che espiantano i loro organi, con tanto di zoom sulle coratelle in gommapiuma, per salvare clienti facoltosi. Tempo dopo, i due risorgono, con in sottofondo una esilarante musica da chiesa, e si vendicano degli aguzzini: i fratellini hanno infatti il potere, soltanto guardando la vittima e canticchiando una nenia trash irritante, di costringere i malcapitati a morire nei modi più improbabili. Sui fatti indaga una poliziotta mezza brasiliana, in assoluto la diplomata all’Accademia più inetta della storia delle forze dell’ordine, che non caverà un ragno dal buco per ottantasei minuti, mantenendo anzi un atteggiamento ridicolmente ambiguo sulla carneficina operata dai due piccini.
Siamo di fronte a un’opera dalla devastante amatorialità, che presenta molti difetti, primo fra tutti l’estenuante noiosità dei colloqui tra la poliziotta e i superiori, o gli inconcludenti dialoghi tra i killer, che meritano un voto di mezzo Billy Nelson. Tutto il resto, però, è storia, a partire dalle morti provocate dai mocciosi. Per completezza, le riporto tutte: un tizio viene travolto da una specie di mietitrebbia, e il regista spaccia un quarto di bue per un corpo umano maciullato (la scena è divenuta celebre su Internet); una donna cade in una piscina e il suo manichino affonda, e due ore dopo la limpida acqua diventa una palude cambogiana; uno muore schiacciato dalle sue proprie botti di vino, e uno affogando in un letamaio in una scena dalle dinamiche incomprensibili; una vecchia pazza ha una crisi isterica e pochi minuti dopo indietreggia a piedi fino ad oltrepassarsi il cranio (con conseguente occhio staccato) con un gancio appeso al muro; due si danno fuoco con la paglia e bruciano con ampio utilizzo di manichini di cera; altri due si buttano in un fiume e vengono fatti a pezzi da un qualche ingranaggio; una sbatte la testa nella doccia e un grassone si spara in faccia. Ogni volta che uno di questi delitti viene compiuto, i due bambini accendono i loro occhi rossi e pieni di vendetta (effetto speciale inaccettabilmente malfatto). Il film è condito da alcune scene di nudo non particolarmente esaltanti, buttate qua e là per risollevare l’attenzione dello spettatore. Nota di merito per la scena in cui un prodigioso registratore demoniaco (suppongo) riesce a registrare, oltre alle urla di una delle vittime, anche la colonna sonora di quella scena!
La qualità tecnica è indescrivibile: audio con ronzio perennemente di sottofondo, stacchi orripilanti che portano a scene tronche e cambi di ambientazione allucinanti; la colonna sonora è composta da due pezzi, cioè la nenia dei bambini è un incredibile campionamento funky inserito senza logica alcuna in qualche sequenza. L’amatorialità del tutto è visibile nella scena in cui la poliziotta passeggia, pensierosa, vicino a uno steccato: la poveretta inciampa vistosamente, ma la scena non viene rigirata. I bimbi la salutano con delle facce che fanno venir voglia di bestemmiare. Tornano nell’aldilà con un effetto trashosissimo in trasparenza. Fine del film. E’ il momento di lanciare il telecomando contro lo schermo.

Produzione: ITA (1990)
Punto di forza: bambini trashosi + amatorialità + situazioni esilaranti = pura dinamite!
Punto debole: se il regista si fosse concentrato di più sull’aspetto horror e meno sul poliziesco ne avrebbe tratto un capolavoro.
Come trovarlo: in qualche collana scrausa tipo “l’horror italiano”, pochi euri nelle bancarelle di via Po a Torino.
Da guardare: il film acquista maggiore qualità se visto con amici fidati.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=xFJhuIgyolk (la morte più finta della storia del cinema!)

Pubblicato il luglio 23, 2011, in 1990 - 1999, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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