The Shaolin Invincible Sticks

Il vecchio 34enne!

Di: Lee Tso Nam
Con: Don Wong Tao, Kam Kong, Ha Kwong-li

Solido film di Hong Kong, diretto dal maestro Lee Tso Nam, detentore del record di sette film in un solo anno (immagino la qualità). Shaolin Invincible Sticks è senza dubbio una colonna portante del cinema B orientale, non tanto per la banalissima trama, quanto per il modo sorprendente con cui Nam la mette in scena. Tutto il film è basato sull’arte del bastone da combattimento, arte sconosciuta ai più e che francamente avremmo preferito continuare ad ignorare, ma venerata in maniera ridicola per tutti gli 84 minuti dai protagonisti. Dopo un intro assolutamente delirante, in cui ci viene spiegata l’origine del culto del bastone nella Cina feudale, con i protagonisti che si esibiscono in ridicole mossette affrontando decine di comparse e picchiandole selvaggiamente. In pratica, scopriamo che tre tizi vestiti come supereroi della Marvel, guidati dal malvagio Maestro Liu Tai Yeh (ne parleremo più avanti) stanno distruggendo senza un perchè tutte le scuole della Cina che osano insegnare l’arte del combattimento a bastonate. Sulla loro strada troveranno il prode Chen, che, dopo essere stato rinnegato dallo zio in quanto inetto, intraprenderà un lungo ed esilarante cammino che lo porterà a migliorarsi dentro, a diventare più forte e a riconquistare l’asta della casata, il che lo renderebbe tipo campione mondiale di bastonate.
I personaggi sono incredibilmente variegati: il protagonista è un inetto, che le prende per tutto il film. Il cattivo domina su tutti: l’attore che lo interpreta, Chang Yi, aveva appena 34 anni quando è stato convocato dal folle Nam per interpretare un vecchio incartapecorito; come risolvere l’oscuro dilemma? Ma è ovvio: applicando dei batuffoli di cotone sulle sopracciglia, un paio di baffoni finti e un patetico parruccone bianco che scende fino alle terga. L’effetto è comico all’inverosimile, e rappresenta una fonte pressochè inesauribile di risate. Menzione a parte meritano i combattimenti: si tratta di attori preparati, e le coreografie sono ottime: il problema è che per tutto il tempo i guerrieri emettono versi esilaranti tipo “eeei” oppure “aaai”, e inoltre le ambientazioni rasentano la lisergia, soprattutto nello scontro finale, con i due babbei che radono al suolo la foresta di bambù a suon di bastonate. Non ho poi ben capito il contesto storico: se siamo nella Cina feudale, perchè la moneta corrente è il dollaro e lo zio del protagonista indossa un bel paio di scarpe da ginnastica?
Mi sia consentita, infine, una riflessione sui bastoni usati nel film. Ogni volta che vengono agitati, la loro flessibilità produce un effetto audio che definire trash è dire poco. Non perdetevi la rassegna iniziale, con i diversi tipi di aste divise a seconda del peso, della lunghezza e dell’utilizzo: favoloso!

Produzione: Hong Kong (1979)
Punto di forza: è qualcosa di originale. Davvero.
Punto debole: i combattimenti sono fatti fin troppo bene. E basta con queste scempiaggini filosofiche sui bastoni cinesi!
Come trovarlo: è praticamente introvabile. Provare su Filestube!
Da guardare: con tutta la famiglia!

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=NWs-hDg6Jlw (quest’intro entra nella storia del cinema!)

Pubblicato il luglio 26, 2011, in 1970 - 1979, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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