Dinosaur from the deep

Esiste pure in DVD!

Di: Norbert Moutier
Con: Jean Rollin, Sylvaine Charlet, Antonio Cervero

Questo incredibile lungometraggio rappresenta, insieme a Riecco Aborym e a un film-sorpresa che presto recensirò, la “trilogia del punto di domanda”. Io non saprei che voto dare a certe cose, nè, francamente, in quale categoria inserirle. Perchè, vedete, non tutto ciò che è stato girato merita di essere chiamato “film”. E non parlo di Megaforce, o dei capolavori di Godfrey Ho. Parlo di film che non hanno un senso, privi di trama o di qualsiasi altro scopo più o meno esplicito. E Dinosaur from the deep corrisponde appieno alla descrizione: innanzitutto, un doveroso ringraziamento al magnifico blog francese http://www.nanarland.com, senza il quale non avrei reperito alcuna informazione riguardante l’opera di cui ci andiamo ad occupare. Chi mastica un pò di francese se lo vada a vedere, perchè ne vale la pena.
Dunque, siamo nel 1993: Jurassic Park impazza in tutto il mondo, e, come prevedibile, genera numerosi cloni: abbiamo già recensito Carnosaur. Nella terra di Truffaut, però, qualcosa si muove, in stop motion ma si muove. Il regista Moutier riunisce la famiglia e un paio di amici, compra armi e dinosauri giocattolo alla prima bancarella cinese e dice “ok, ora facciamo un film”. Così nascono i 75 minuti che compongono quest’opera. Avrete notato che non ho ancora parlato della trama: e che senso avrebbe? Le scene sono talmente casuali e scollegate tra loro che potrei anche iniziare a parlarne dall’ultima. Secondo alcuni siti, il protagonista è un criminale ferocissimo, che senza un perchè viene mandato indietro nel tempo nella preistoria insieme ai suoi carcerieri. Non sperate comunque di dedurre certi dettagli dalla visione. L’unica cosa che posso fare è provare a descrivere qualche elemento: si comincia con quello che sembrerebbe essere un inseguimento, in assoluto il più moscio della storia a causa degli attori che camminano come niente fosse, e il bilancio finale è di un coglione con bandana giapponese ferito, vari soldati con tute anti-radiazioni e un power ranger bruciacchiato. Poi ci sono dei dialoghi incomprensibili e a un tizio viene levato un occhio, e, dopo un viaggio su un modellino di astronave (favolosi i piloti vestiti da motociclisti) si arriva nella preistoria! Da qui in poi tutto si fa ancora più confuso; ogni tanto appare un dinosauro, il t-rex, che è visibilmente mosso da una mano, e si magna qualcuno dei presenti. L’azione si sposta in una specie di prigione; un tizio viene mangiato da una goffissima testa di cartapesta. Alla fine, dopo un altro viaggio sul modellino, si ritorna nel presente.
Ora, siamo di fronte a qualcosa di innovativo: Moutier pensava forse di poter concorrere anche solo con un Carnosaur? Perchè, anche se questo fosse stato il suo modesto obiettivo, l’avrebbe fallito: qui siamo all’amatorialità pura, all’addio definitivo alla qualità. L’audio è costituito da un ronzio continuo e perenne, intervallato ogni tanto da dialoghi buttati lì un tanto al chilo. La qualità grafica è superba: inquadrature fuori fuoco, montaggio eseguito da un malato mentale, e, dulcis in fundo, una bella carrellata di filtri insopportabili. Le armi sono di cartone, i dinosauri di plastica o cartapesta. La recitazione (recitazione?) non esiste, tutto è abbandonato alle esigenze del momento: incredibile ed esilarante la scena in cui una delle protagoniste, che fin dall’inizio manteneva un’aria da sciaquetta, si veste discintissima e, con l’aiuto di un videoregistratore pacchiano, si esibisce in un ballo che cerca di essere sexy ma è solo ridicolo. Concludiamo questa anomala recensione segnalando l’assurda scena del t-rex investito da luci psichedeliche, che si agita come un tarantolato al punto da sembrare John Travolta nella Febbre del sabato sera!

Produzione: Francia (1993)
Punto di forza: mah…c’è chi apprezza.
Punto debole: ce n’è da occupare l’Enciclopedia Britannica.
Come trovarlo: illusi! Questa roba è INTROVABILE! E non pensate di riuscire a vedere la versione che gira su Youtube: la qualità è inaccettabile.
Da guardare: non so che dirvi. E’ più che altro una sfida con sè stessi.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=OO-6jMb9Ze4 (la prima parte su Youtube!)

Pubblicato il luglio 29, 2011, in 1990 - 1999, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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