Shark in Venice

Ma dove s'è mai visto???

Di: Danny Lerner
Con: Stephen Baldwin, Vanessa Johansson, Hilda Van Der Muelen, Giacomo Gonnella

“you have seen il tesoro!”. Questo favoloso film è stato diretto da Danny Lerner. Lo avete mai sentito nominare? Improbabile. Sappiate solo che questo tizio ha una vera fissa con i mostri assassini: sentite qua la sua filmografia: Shark Zone, Squali furiosi, Shark in Venice. Esatto: tre film, tre squali. Non dimentichiamo inoltre che la casa di produzione che ha permesso tutto ciò, la Nu Image, diretta da Avi Lerner (quasi certa la parentela), è colpevole della creazione di tutta la serie Shark Attack, compreso dunque il terzo immondo capitolo, e di film come I mercenari, John Rambo, Sfida senza regole, accompagnati da roba come Megasnake, Snakeman, Metamorphosis, Rats (non quello di Mattei), Crocodile, Crocodile 2, Octopus, Octopus 2 e chi più ne ha più ne metta. Signore e signori, abbiamo trovato la nuova Asylum!

Detto questo, passiamo al film vero e proprio: Shark in Venice si presenta subito come un sottoprodotto del classico filone squalesco post-Spielberg. L’originalità della puerile sceneggiatura sta in due elementi che Lerner, sapientemente, inserisce un pò alla cazzo nella pellicola: l’ambientazione a Venezia e la mafia siciliana. Avete capito bene: lo squalo in questione si vede per circa dieci minuti totali, ed è degradato al ruolo di misero schiavo del mafioso di turno. Il vero protagonista sarebbe in teoria Stephen Baldwin, figlio di un sub morto sbranato e destinato a prenderne il posto finendo in mezzo agli intrighi della mafia alla ricerca del tesoro dei Medici; ma la sua risibile interpretazione (vi sfido a trovare una sola scena in cui le sue sopracciglia si muovano) è subito seppellita da quella del grande Giacomo Gonnella, che impersona il boss mafioso Vito Clemenza (Il padrino docet). Va precisato che il film è una produzione bulgaro-statunitense, interpretato da attori bulgari e statunitensi (escluso Gonnella) che hanno una pessima immagine dell’Italia: la polizia è corrotta e impestata con la mafia, i veneziani pensano solo alle gondole e al mandolino, e persino la ricostruzione della città (già, perchè hanno avuto il coraggio di ricostruire Venezia in Bulgaria!) è pessima. Non si osi, però, guardare questo putridume ridoppiato: per capire quali siano i motivi di tanta qualità, è necessario sorbirsi il doppiaggio originale sottotitolato: qui sta la vera forza del film, con attori bulgari che impersonano italiani che parlano inglese. Il risultato è che la lingua italiana si ritrova ridotta ad un miscuglio di inglese maccheronico, dialetti e storpiature indecenti di nomi famosi: leggendarie sono le uscite di Vito Clemenza, di cui riportiamo integralmente qualche assaggio: “i put bambino’s shark into the canal”, “you, puttana, shoot me!”, e la favolosa “Rossi, answer me, vaffanculo! Vincente, Zaneri, go to kill the bastard”, il tutto con una pronuncia da prima elementare che farebbe inorridire la mia vecchia prof di lingue.
Indubbiamente i dialoghi rappresentano la perla del film, accompagnati da una varietà di nomi davvero incredibile (l’ispettore Totti, il commissario Bonasera, la laguna Del Piero tanto per uscire dagli stereotipi); ma anche lo squalo, purtroppo ridotto a semplice macchietta, regala un momento di brivido: a circa un’ora di minutaggio, il bestio decide di attaccare una gondola. Prima vediamo lo squalone in computer grafica (pessima!) azzannare l’imbarcazione, poi è tutto un susseguirsi di inquadrature rubate a documentari assortiti, per concludere con una scena di uno squalo che divora un qualche animale marino, visibilmente ambientata in pieno oceano. Accompagnano il tutto gridolini isterici di vecchie veneziane rincoglionite alle finestre. Anche il personaggio di Baldwin strappa qualche risata nella lunghissima scena dell’inseguimento, dove lui e i mafiosi si combattono usando, nell’ordine: una sedia, una abat-jour, una statua, delle bottiglie, dei tavoli da bar, una motosega, arnesi da officina assortiti e una bella sega circolare, fino alla sequenza nella grotta in cui assistiamo addirittura ad uno scontro in stile Il gladiatore post-moderno degno del peggior Fulci!
Segnaliamo, per concludere, alcuni clamorosi errori: innanzitutto nei canali di Venezia l’acqua è profonda pochissimi metri, e dunque tutte quelle scene subacquee sono girate a caso e appiccicate per allungare il minutaggio; in secondo luogo, chiunque abbia visitato almeno una volta la splendida città lagunare sa bene che le sue acque sono luride e schifose, e per nulla limpide come ci vengono mostrate per un’ora e mezza!

Produzione: USA-Bulgaria (2008)
Punto di forza: godetevi il doppiaggio originale! Una tortura per le orecchie!
Punto debole: il film perde molta della sua forza ridoppiato. E comunque, ci sono molte scene-riempitivo tra Baldwin e la fidanzata che potevano esserci evitate.
Come trovarlo: si trova facilmente su Internet.
Da guardare: in compagnia, assolutamente! Se avete amici veneziani, mostrategli questa roba: rimarranno esterrefatti!

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=n6shpUQWTu0 (una bella recensione del collega Karinzio!)

Pubblicato il agosto 3, 2011, in 2000 - 2009, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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