Quella villa in fondo al parco (Rat-man)

Locandina ingannevole!

Di: Anthony Ascot (Giuliano Carmineo)
Con: Nelson De La Rosa, David Warbeck, Janet Agren, Eva Grimaldi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo Rat-man, uscito in Italia come Quella villa in fondo al parco per sfruttare il successo del quasi omonimo cimiteriale di Fulci, non è una trasposizione su schermo del mitico fumetto di Leo Ortolani. Nella fattispecie, si tratta di un incursione nel genere horror del regista Giuliano Carmineo, che già aveva dato il suo contributo al western (Gli fumavano le colt…lo chiamavano Camposanto) e alla commedia scollacciata (L’insegnante balla…con tutta la classe). A dire il vero, si tratta di un titolo privo di senso, così come la locandina: non vedrete case abitate da oscure presenze, nè mani che piombano verso lo spettatore. La storia narra le banalissime vicende di uno scienziato che, senza un perchè, decide inopinatamente di creare un ibrido scimmia-topo, e non chiedetemi come gli sia venuta in mente questa idea malsana. Il luminare lo rinchiude in una gabbia di canarini, da cui il mostro fuoriesce senza problemi pochi minuti dopo. Il patetico ibrido inizia a seminare terrore uccidendo chiunque gli capiti a tiro grazie alla sua abilità di trasmettere la leptospirosi semplicemente graffiando la gente. Qui la storia si interrompe, e viene dato largo spazio all’inutile vita di due modelle. Una di loro sarà presto uccisa dal mostro, ma le autorità daranno la colpa a un maniaco locale. Le indagini saranno effettuate da uno scrittore di gialli che si improvvisa detective e da una delle modelle, che scopriranno a proprie spese l’intrigo.
La parola “squallido” non è sufficiente a descrivere appieno questo film: recitazione pessima, effetti speciali minimi e ridicoli, logica narrativa assente. Da questo tipo di opere ci si aspetterebbe una gran dose di risate, ma purtroppo Quella villa in fondo al parco fa eccezione: a parte il mostro, c’è ben poco da ridere. A proposito, il mitico ibrido scimmia-topo è qualcosa di sensazionale: non assomiglia nè ad una scimmia nè ad un topo. Lo si potrebbe definire come un nano truccato con della fuliggine. L’attore che lo interpreta, Nelson De La Rosa, è uno degli uomini più bassi del mondo (70 centimetri), e Carmineo lo sfrutta senza pietà in ridicoli attacchi a modelle inermi: memorabile l’uccisione di Monique, in cui un buffetto su una guancia riesce nella non facile impresa di squarciare la gola alla poveretta. De La Rosa si lancia con perizia da perfetto wrestler sulle malcapitate, mentre pompette nascoste eruttano modesti getti di sangue. Queste scene sono abbastanza ridicole, ma finisce qui: se si esclude la scena della doccia (la prosperosa Eva Grimaldi che si lava muovendosi e ansimando come una pornostar!) e un paio di corbellerie comportamentali, tipo la modella che perde mezz’ora per rimettersi la scarpa invece di salvarsi la pelle e il tassista che dice di aver bucato tre gomme in un giorno (che sfiga!), si naviga nella noia più totale. Deludente.
[Curiosità: lo staff di filmbrutti.com fa giustamente notare come il film sia stato distribuito ovunque come Rat-Man. Molto probabilmente, l’idea di un ibrido uomo-ratto era troppo oltraggiosa per la morale italica]

Produzione: ITA (1988)
Punto di forza: le esilaranti incursioni del malefico nano fuligginoso!
Punto debole: tutto il resto.
Come trovarlo: è ormai un cult, uscito persino in DVD.
Da guardare: ma anche no.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=zLRHHLHkDp4 (scene più o meno casuali)

Pubblicato il agosto 10, 2011, in 1980 - 1989, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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