Patrick vive ancora

Visto così sembrerebbe quasi un film serio...

Di: Mario Landi
Con: Sacha Pitoeff, Gianni Dei, Carmen Russo

…ma poteva anche farsi una bella eutanasia, cosa che sarebbe stata gradita ai realizzatori del precedente capitolo, di cui questa roba è un sequel apocrifo. Questo stupidissimo film senza capo nè coda, in grado di rivaleggiare con Hansel e Gretel per ilarità scatenata dagli assurdi omicidi, non va interpretato come un horror: le dosi di paura sono bassine, e i pochi colpi di scena sono tutti telefonati sin dall’inizio. Mario Landi aveva probabilmente ricevuto un grosso finanziamente da parte della nota marca di liquori J&B per girare un pornazzo. Non potendolo fare per chissà quali motivi, Landi costruisce una storia talmente approssimativa da risultare incomprensibile in molti dei suoi aspetti. Due uomini, padre e figlio, si trovano con la macchina in panne in mezzo alla strada. A un certo punto, senza motivo alcuno, una mano lancia una bottiglia da un’auto in corsa in una scena esilarante: il lancio pare eseguito da un pesista alle Olimpiadi, e l’esageratissima maschera di sangue di Patrick, unita ad una recitazione da operetta, vi distruggerà dalle risa. Ritroviamo il nostro citrullo qualche anno dopo in istato di coma (lo dice il dottore), nella lussuosa clinica del padre, che è riuscito ad invitare un gruppetto di idioti assortiti tra cui potrebbe nascondersi l’assassino. Lì comincia lo stillicidio, direte voi. Non esattamente: assistiamo sì ai consueti delitti ridicolissimi, ma la vera protagonista del film è un’altra: la passera. Già perchè tutte le protagoniste femminili (e anche, purtroppo, un paio di burini babbei) passano i tre quarti del film nude come mamma le ha fatte, e non per necessità di trama: a volte le vediamo comparire con le grazie al vento durante cene, conversazioni, visite mediche. Ogni tanto il regista, evidentemente annoiato, cambia inquadratura e zooma sull’ottima bottiglia di J&B, che tutti bevono avidamente. Questo fino allo squallidissimo finale in cui, dopo la consueta mattanza, la segretaria vagamente mignotta del padre di Patrick va a tenere la mano all’assassino stragista.
Il film non è quasi mai noioso, bisogna ammetterlo: dove non arrivano le prosperose signorine, ci pensano le situazioni incomprensibili, quasi surreali. Andiamo dunque a descrivere le modalità degli omicidi, tanto per rallegrare un pò il quadro: il primo annega in una piscina la cui acqua è divenuta improvvisamente bollente, e il padre dottore spaccia l’avvenimento per “un banale incidente”. La seconda vede un bel tubo di ferro arroventato che si dirige verso di lei, e cosa fa? Ma è ovvio: si siede e divarica le gambe di centoventi gradi, aspettando che il bastone le penetri in un orifizio per uscire dall’altro. Poi c’è una specie di manifesto surrealista: un cretino sta passeggiando, vede un paio di occhi su sfondo verde fatto malissimo (questo effetto, che dovrebbe simboleggiare il potere mentale di Patrick, è qualcosa di incredibilmente rozzo e ridicolo) e si butta in un pozzo offrendoci un campionario di espressioni facciali che nemmeno nei peggiori film comici. La nera misteriosa viene sbranata dai cani, quell’altra si fa tagliare la testa dal finestrino di un’auto (ma come gli vengono!), gli altri muoiono più o meno bruciati in modi incomprensibili, per motivi che Landi non perde tempo a spiegarci.
Nonostante Patrick muova le sopracciglia come Belushi in Animal House, e ogni suo intervento sia accompagnato dal tipico suono degli UFO in fase di atterraggio nei film anni ’50, il film, pur essendo girato con i piedi e recitato peggio, non decolla mai a livello di ben altri capolavori. Si ride, e della grossa anche, nel vedere tutta questa gente che si è forse convinta di essere in un campo naturista creare situazioni impossibili ed esilaranti, ma alla fine si prova un senso di amarezza, dovuto forse alla poca voglia che tutti, dal regista agli attori allo sceneggiatore al microfonista, mettono nel girarlo. E se non erano convinti loro…segnalo, per concludere, una colonna sonora indegna che alterna il già citato suono dell’UFO a un imbarazzante suite funky in stile pornazzo anni ’80.

Produzione: ITA (1980)
Punto di forza: le attrici nude e qualche scena abbastanza ridicola.
Punto debole: mah…non saprei dire…quando ho finito di vederlo mi ha messo tristezza!
Come trovarlo: esistono costose versioni in DVD. Altrimenti, conviene scaricarlo.
Da guardare: per i fans di Carmen Russo, che si esibisce in grande stile.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=NuvlLTbMvx0 (alcune delle scene clou)

Pubblicato il agosto 12, 2011, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sei un genio ,io adoro i trash.però dovresti mettere una categoria con la classifica dei dieci film più trash e aggiornarla.ciao

  2. Caro Francesco, innanzitutto grazie per il commento…l’idea dei dieci film più trash è ottima, e ovviamente ho già una mia personale classifica…è anche vero che ognuno ha i suoi…comunque sto studiando una specie di premio oscar del trash, e sarò lieto di leggere nuovi tuoi commenti!

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