Quella villa accanto al cimitero

Ma chi è quel figuro con il coltello? Nel film non c'è!

Di: Lucio Fulci
Con: Katherine MacColl, Paolo Malco, Ania Pieroni

“è considerato l’horror più spaventoso e sconvolgente diretto da Lucio Fulci”. Wikipedia ci regala un’altra perla , lasciando quasi intendere che si tratti di un film serio. Per nostra fortuna, il grande Lucio non si interessa di quisquilie come la logica narrativa o la credibilità, e, dopo una prima parte abbastanza noiosa, parte in quarta in una mezz’ora finale che è un crescendo allucinante. La storia è incredibilmente banale: uno studioso si trasferisce in una villa insieme alla sua famigliola, composta da una moglie nevrotica e dal figlio biondo platino che sembra Milos Krasic da bambino. In quella stessa villa (che è nel bel mezzo di un cimitero) un suo amico e collega si era suicidato dopo aver massacrato moglie e assistente. Con queste premesse, il soggiorno non può che rivelarsi terribile: l’ingresso dell’inutile babysitter, la scoperta di una tomba in salotto (?), un paio di esplorazioni in cantina lo porteranno a svelare l’arcano: il primo proprietario dello stabile, uno scienziato pazzo di nome Freudstein (che fantasia!) si aggira nei corridoi sotto forma di zombi merdoso (scusate la volgarità, ma non saprei come altro definirlo), e farà strage di tutti, e sottolineo tutti, i personaggi. Solo l’anima del bambino si salverà, grazie all’intervento della bambina-fantasma figlia del folle scienziato zombi, che la traghetta verso il Paradiso, o almeno credo. Conclude questo delirio una citazione di Henry James che non c’azzecca nulla con tutto il resto.
Si tratta di un’opera che regala alcune scene memorabili: innanzitutto, gli errori: com’è possibile che nessuno si accorga, fino alla fine, che la cantina è piena di cadaveri? E perchè, al ritrovamento della tomba di Freudstein in salotto, lo scimunito padre commenta “non facciamoci suggestionare da queste sciocche superstizioni”? Passi l’arredamento moderno, ma una tomba in salotto…e poi per quale motivo, pur avendo letto il nome Jacob Freudstein stampato in caratteri cubitali sulla lapide-botola, decide comunque di farsi ore e ore di viaggio per cercare la tomba del dottore a New York? Il premio non-senso lo vince, comunque, la babysitter. Intendiamoci, quell’aria spiritata ben resa dall’attrice fa un certo qual effetto. Ma perchè mai cerca di scardinare la porta della cantina e pulisce le secchiate di sangue abbandonate dallo zombone di cacca per poi venire da esso decapitata? Da notare, inoltre, che la madre, vedendola alle prese con i litri di sangue sul pavimento, non se ne interessa più di tanto e preferisce servire il caffè al marito senza neppure dirgli cosa sta succedendo! Il marito in questione andrebbe peraltro segnalato a qualche psichiatra per i suoi stupidi comportamenti: oltre ad abbandonare moglie e figlio alla mercè del mostro, si ostina a rimanere in quella casa anche quando la fine che faranno inizia a diventare prevedibile.
Lo staff ha eletto all’unanimità “miglior scena del film” quella del pipistrello: in questi incredibili cinque minuti, il buon padre di famiglia viene morso da un pipistrello di gomma in cantina (filo perfettamente visibile). E cosa fa? Sale le scale gridando, prende un paio di forbici e accoltella la povera bestiola. Qui, decine e decine di litri di sangue vengono letteralmente tirate in faccia alla moglie e al figlio, mentre il padre infierisce sull’animale con una furia allucinante, riuscendo a ucciderlo solo dopo decine di colpi e un buon ettolitro di sangue sparso sul suo corpo.
Frase chiave: l’assistente immobiliare che, a marcia indietro, colpisce una lapide con la sua potente jeep, commentando: “Maledette tombe!”. Un grazie in particolare al Tigre e a Lorenzo, che mi hanno supportato nella visione di questo capolavoro e nella successiva recensione.

Produzione: ITA (1981)
Punto di forza: se riuscirete a sopportare la visione della prima ora, sarete premiati dal clamoroso finale!
Punto debole: appunto, la prima oretta.
Come trovarlo: grazie all’indecente “riabilitazione post-mortem”, perchè si sa, una volta morti siamo tutti grandi registi, i film di Fulci sono quasi tutti rintracciabili in DVD.
Da guardare: armatevi di pazienza, e tenete i numeri di telefono dell’ospedale a portata di mano. Le apparizioni del patetico zombi vi distruggeranno!

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=F0xDScI2b-c (il ridicolo trailer italiano!)

Pubblicato il agosto 22, 2011, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. La cosa devastante è vedere che su Youtube lo commentano come un GRAN FILM. Io l’ho visto. Penso che superati gli undici anni, cioè l’età in cui cominci a farti anche domande sulla trama e la regia (oltre che godere di tante gole tagliate), susciti quantomeno perplessità. Non è un mistero, poi, se film horror seri come “Changeling” (quello con G.C.Scott) non li conosca nessuno e siano introvabili.

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