Inframan – L’altra dimensione

Lui ci proteggerà!

Di: Shan Hua
Con: Li Hsui-Hsien, Terry Liu, Yuan Man-Tzu

Ci sono cose che gli occhi, quasi, rifiutano di vedere. Questo film rientra nella categoria. La versione nipponica di Superman si distingue non tanto per la bruttezza in sè, quanto per la sfacciataggine con cui il regista Shan Hua cerca di propinarci una roba del genere spacciandola per opera cinematografica. Datemi centocinquanta euro, dieci comparse, una moto e vi giuro che lo rifaccio meglio. La trama è il classico temino super-eroico: la Regina degli Abissi, una sciroccata dal succinto guardaroba sadomaso, riemerge dai ghiacci insieme alle sue patetiche creature e decide, senza un reale motivo, di conquistare il mondo. Ad opporlesi il dottor Chang che, con l’aiuto dei suoi incredibili scienziati-bikers che praticano il kung-fu e si vestono come gli ABBA (da vedere!), crea un superuomo a partire da uno di questi ultimi: Super Inframan! Dopo alcuni incomprensibili avvenimenti nel laboratorio, ecco emergere il nostro eroe: metà Alberto Camerini e metà Power Ranger, questo assurdo imbecille, con la sua tutina rossa, dichiara guerra alla Regina, ma prima deve affrontare i suoi tre super-sgherri. E qui la cosa si fa veramente interessante.
La parte centrale del film è occupata dagli scontri con i tre super-boss (quelli di Spyro 2 erano più credibili): il primo è l’Uomo Piovra. Trattasi di un povero stunt-man vestito da albero verde, in grado di ingrossare i suoi tentacoli all’infinito, che viene sconfitto da Inframan prima nel laboratorio, poi in una pineta, con colpi da perfetto karateka. Il secondo, più potente, è l'”uomo-ragno rosso” (il nome è opera mia). Questo tizio, sempre intabarrato in un costume goffissimo che gli impedisce quasi tutte le movenze, saltella come un tarantolato picchiando i nemici e facendoli esplodere. Per mettere paura ad Inframan, diventa pure alto cinquanta metri! L’effetto speciale, una sovrapposizione fatta con due lire, è talmente devastante che i suoi piedi, per un difetto di montaggio, sprofondano nel terreno. Ma Inframan, non si sa come perchè e da quando, ha lo stesso potere, e, dopo averlo riportato alle normali dimensioni, lo umilia pestandolo come un qualunque scarafaggio. Ma la Pernacchia d’oro la vince a mani basse Mastodonte: questo boss non assomiglia a nulla di definibile, tranne, forse, che a uno stronzo di forma umana. Non nel senso che è cattivo: sembra proprio fatto di cacca. Il suo potere consiste nel muoversi goffamente saltellando qua e là usando le mani come possenti trivelle. Inutile dire che anche lui sarà massacrato dall’invincibile Inframan.
Nel finale, il prode affronta la Regina per liberare il professore e sua figlia, che ovviamente è pure la sua ragazza, in un combattimento che è un delirio senza freni: ridicole guardie vestite da scheletri escono fuori a decine, solo per venir prese a pedate in faccia dall’ancor più ridicolo supereroe. Dopo aver superato indenne numerosi trabocchetti, Inframan uccide la Regina e pure il suo drago verde, vale a dire un pupazzo immobile a cui si fa ricrescere la testa con un effetto che persino George Meliès avrebbe rifiutato per i suoi film. Tutti se ne vanno felici e contenti. Fine.
Questa sconosciuta pellicola è una vera perla: pupazzi, raggi laser disegnati, effetti speciali risibili, recitazione piatta, regia inesistente. L’unico neo è che, in una simile baruffa di delirio continuo, dopo un pò non ci si diverte più a vedere uomini e pupazzi che saltano in aria senza un perchè. Ciò non toglie che il vero appassionato se lo debba guardare da cima a fondo, non fosse altro che per gustarsi Inframan che, mostrando le sue tecniche, ne grida i nomi: “missili, sbarramento, infraraggi!”.

Produzione: Giappone (1975)
Punto di forza: i cattivi, Diobono, i cattivi!
Punto debole: il lungometraggio è terribilmente ripetitivo!
Come trovarlo: reperibilità quasi nulla, ma, che ci crediate o no, ne esiste una versione in italiana. Comunque, per chi lo desiderasse, dispongo dei sottotitoli.
Da guardare: per appassionati di supereroi.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=pRQXtWuQcjw (l’epica battaglia finale!)

Pubblicato il agosto 27, 2011, in 1970 - 1979, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Pellicola sconosciuta non tanto, l’ho visto al cinema, quando arrivo nelle sale nazionali. La tua critica va bene se questo filn fosse uscito, 10, 20 anni fa, ma ti sei perso in un piccolo particolare e’ un film del 1975, e per allora, quando andai a vederlo non era affatto male per cio che si proiettava al cinema, pretendere effetti alla guerre stellari era utopia pura. Assolutamente non paragonabile a Superman dai costi vertiginosi mella produzione e dal cast di attori del calibro di Brando.

  2. Caro Francesco,
    la pellicola è “sconosciuta” in quanto a parte me, te, e pochi altri, oggi nessuno sa di che si tratti. Questo non ne pregiudica la qualità, ma è un dato di fatto. Riguardo alla critica tecnica (e sempre tenendo presente che per questo tipo di film ho una certa simpatia), è vero che si tratta di una produzione a basso costo, e perdipiù degli anni ’70, nè si discute che tu l’abbia trovato un bel film all’epoca (in effetti, non ci si annoia mai!). Ma i pupazzoni immobili sullo schermo mi sembrano francamente eccessivi. I film di Roger Corman (anni ’60, budget miserrimo) erano più credibili. Comunque, sono a tua disposizione per eventuali chiarimenti.

    Cordialmente, Krocodylus

  3. Gran parte delle pellicole di fantascienza dei prina anni 70 a parte me e te sono pochissimo conosciute, sia perche trattasi di 4 decenni fa e sia perche in quegli anni si spendeva poco nella realizzazione ed era un genere poco seguito dal grande pubblico. Adesso culturalmente questi film hanno impatto differente, sono realizzati meglio e anche seguiti da masse piu generose anche se si tratta sempre prevalentemente di adolescenti. Gran parte della produzione nipponica in quegli anni disponevano di bassi costi, ma, allora non facevano cosi ridere stiamo pur sempre parlando di prodotti che vanno associati ad una epoca ben precisa e piuttosto lontana. Certo, naturale, se ne vedi adesso il trailer dopo aver seguito capitan america ti viene da ridere.

  4. Innanzitutto, mi fa piacere trovare qualcuno che conosca un pò di storia del cinema. E’ cosa rara. Nel merito….bè, hai ragione: viste oggi fanno ridere (anche se le preferisco a certi kolossal odierni). Ma il punto è: nel mio blog, mi limito a recensire film ridicoli, magari anche parlandone in modo cattivo. Ma a parte qualche eccezione, io non ho disprezzo per questi film. Mi fanno ridere, li prendo in giro, ma non li disprezzo: anzi, cerco di farli conoscere. Spero di essere stato chiaro, in caso contrario se ne può riparlare.

    PS: se confronti questa recensione con “Melissa P” o “3 metri sopra il cielo”, o “La passione di Cristo”, noterai la differenza di cattiveria. Quei film li disprezzo. Inframan tutto sommato mi è simpatico.

  5. questo film lo conosco anchio avendolo visto al cinema del patronato, parlo di circa 37 anni fa, per l,epoca e per la fascia di gente che guardava questo genere di film, cioè adolescenti e ragazzini e visto il periodo in cui gli effetti speciali non erano quelli di oggi il fim non mi dispiacque se lo ricordo ancora adesso, con gli occhi di oggi il film fa ridere se così si puo dire pe un insieme di cose tipo gli effetti e i trucchi dei cattivi, ma non denigriamolo che per il periodo in cui fu girato il suo dovere lo fece, sicuramente paragonato a i film di oggi fa una figura misera ma non si puo dire che era brutto visto con gli occhi di un ragazzino di 7 anni nel 1975

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