La nave maledetta

Ma poi, che ci facevano i Templari sul galeone?

Di: Armando De Ossorio
Con: Jack Taylor, Barbara Rey, Manuel De Blas

Questo film non ha un senso. Non ha una trama, e la sceneggiatura stava scritta probabilmente su un tovagliolino da bar. Questo film non ha effetti speciali degni, nè scene madri. In pratica, questo film è il nulla. Dopo aver promesso che non ci sarei più cascato (vedi recensione de La cavalcata dei resuscitati ciechi), non sono stato in grado di resistere a questa apparentemente succulenta pellicola di De Ossorio. E mal me ne incolse. I film di questo regista, com’è noto, si caratterizzano per tre fattori principali: la lentezza esasperante, la sottoesposizione totale di tutto il film, e gli onnipresenti Templari ciechi resuscitati. In questo caso, la trama, ossia una serie di scene collegate con lo sputo, vede due modelle andare in cerca di due colleghe scomparse, insieme a due malfattori, di cui uno candidato alla camera dei deputati (?) e ad un esperto di galeoni antichi completamente pazzo. Il variopinto gruppetto di babbei si ritrova quasi per caso in un galeone circondato dalla nebbia, dove si scontrerà con i ridicoli Templari.
I (pochi) pregi e i (moltissimi) difetti di questa pellicola sono perfettamente riassunti nei tre già citati elementi-chiave della filmografia di De Ossorio. Il film è lento come la morte, non ci sono colpi di scena, non ci sono rivelazioni sconvolgenti, la suspense è inesistente. Persino le movenze dei cavalieri sono davvero goffe e ridicole, e De Ossorio si dilunga inutilmente nel filmare momenti assolutamente trascurabili per dieci minuti buoni: si veda, in proposito, l’interminabile risveglio dei Templari, e il lancio in mare delle casse: in quest’ultima scena, i tre insopportabili protagonisti lanciano una decina di casse in mare, e il regista ci fa vedere ogni singolo lancio! Se a questo si aggiunge che tutto il film è sottoesposto in modo micidiale, con intere sequenze completamente buie e altre in cui non si capisce che cosa stia succedendo, e ci è permesso vedere soltanto delle macchie in movimento, il masochismo è servito. Per fortuna ci sono loro, i terribili (nel senso di ridicoli) Templari zombi! Essendo lenti, goffi, non particolarmente forti e disarmati, oltrechè fatti con la cartapesta, non si capisce bene che cosa spinga i protagonisti, ad ogni loro apparizione, a gridare come tacchini scuoiati invece di prenderli a calci in faccia, o di scappare. Incredibilmente patetica, nel finale, la mano della comparsa che regge l’artiglio di cartapesta di uno di loro.
Che altro dire? Potrei soffermarmi sulle incredibili supercazzole dell’esperto di galeoni antichi (“sradicheremo il maligno”, “forse i nostri sensi recano ancora traccia dell’orrore”, e tutte le amenità in generale sulle dimensioni parallele), o sul modellino del galeone, uno dei più finti che la storia ricordi, ma non lo farò. Complice anche una colonna sonora veramente ignobile, formata da cinguettii, grotteschi ruggiti e dal solito coro gregoriano dei fottutissimi cavalieri zombi, questa pellicola fa venir meno la voglia di vivere.

Produzione: Spagna (1974)
Punto di forza: la sfacciataggine con cui De Ossorio si convince di fare un film serio. E con cui i critici lo rivalutano come metafora della Spagna franchista.
Punto debole: la mano del regista c’è e si sente.
Come trovarlo: DVD!!!
Da guardare: può essere un’ottima cura per l’insonnia.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=VUXSrTSR1CQ (ho trovato solo i titoli di testa…)

Pubblicato il settembre 24, 2011, in 1970 - 1979, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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