La notte dei resuscitati ciechi

Occhio allo slogan! Favoloso!

Di: Armando De Ossorio
Con: Victor Petit, Maria Kosty, Sandra Mozarowsky

Non avendo abbastanza soldi per il MIT di Boston, mi accontento dell’università pubblica italiana. Non possedendo il denaro necessario per una Ferrari, ho optato per una Citroèn C3 di seconda mano. Ma Armando De Ossorio, al contrario di noialtri comuni mortali, non si pone il problema del budget (nemmeno del pudore, se è per questo) e sforna uno degli horror più poveri e sciatti di sempre. L’ultimo capitolo della saga dei resuscitati ciechi guadagna parecchi punti rispetto ai suoi predecessori (anche se attendo trepidante di avere tra le mani il primo), se non altro per quanto concerne lo status di Z-movie. La trama è incredibilmente ridicola e tirata via: il dottor Stein, uomo di scienza (sì, come no), viene mandato a fare il medico in uno squallido villaggio di omertosi e bastardissimi vecchiacci insieme alla moglie. La convivenza si rivela subito difficile: tutti i paesani, infatti, odiano i nuovi arrivati, con l’eccezione di Teddy, lo scemo del villaggio. Questi è senza dubbio il vero protagonista del film: istrionico fino alla nausea, mantiene un’espressione costantemente patetica e uno sguardo rivolto verso chissà dove che rendono ogni sua apparizione una pagliacciata assurda. Col tempo, però, i due sagaci coniugi scopriranno che qualcosa non va. Ogni notte, i paesani fanno una processione, i gabbiani (uccelli diurni) volano e le donne urlano. Il tutto viene però liquidato da quel coglione del dottore con giustificazioni improponibili tipo: “saranno usanze locali”, “sono riti per favorire la pesca”, e così via. Quando un’amica della coppia viene prelevata dai paesani, il dottore capisce però la verità, a dire il vero in modo abbastanza incomprensibile: una masnada di Templari resuscitati ciechi (eccoli, finalmente!) pretende sette sacrifici di vergini ogni sette anni, come pizzo in stile mafioso per evitare la distruzione del villaggio, allo scopo di compiacere la comica statua del loro dio ittico. Come finirà? Eh, indovinate un pò.
I punti deboli di De Ossorio ci sono ovviamente tutti: si va dalle scene in ralenti (pessime!), alla noiosità di un nemico come i Templari resuscitati, senza dimenticare la pellicola sottoesposta, qui al punto da non distinguere neppure gli zombi, i protagonisti e il paesaggio circostante. Come se non bastasse, De Ossorio ricicla impunemente l’astrusa colonna sonora de La nave maledetta e si sofferma per interminabili minuti su cose inutili tipo le resurrezioni dei Templari (dieci minuti buoni su settantanove) o i paesani che camminano. Eppure, si ride di gusto, e le scene trash abbondano. Innanzitutto, essendo i Templari dei cattivi non propriamente pericolosi, è divertente vedere come i personaggi si comportino da perfetti rincitrulliti per finire tra le loro mani putrefatte: particolarmente apprezzabile, in tal senso, la barricata nella casupola della coppia: due assi in croce contro una finestra, il tempo di dire “è tutto chiuso, siamo al sicuro”, ed ecco che decine di manichini sudici fanno il loro pietoso ingresso nell’abitazione! Non male, poi, il modo in cui De Ossorio cerca di rendere l’effetto notte. In pratica, tutto il film è girato di giorno, ma nelle scene in cui il copione prevedeva un cielo scuro, il regista utilizza una serie di filtri e artifizi talmente pessimi che chiunque può capire benissimo la tragicomica situazione.
Insomma, forse il punto più alto della carriera di De Ossorio (non che ci volesse molto…), e non per nulla il suo film più famoso. Spettacolare lo slogan sulla locandina!

Produzione: Spagna (1975)
Punto di forza: una certa vitalità rispetto agli altri capitoli. Insomma, è comunque un mortorio, ma almeno c’è un pò di trama e dura poco.
Punto debole: è pur sempre un film di De Ossorio.
Come trovarlo: in DVD! Incredibile!
Da guardare: vedi precedente recensione.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=4CMMVl0WYyU (Già si vede da schifo, pensate su Youtube…)

Pubblicato il settembre 29, 2011, in 1970 - 1979, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. ho visto questo film con due amici perchè ci aveva incuriosito l’assurdità del titolo (lo aveva comprato il coinquilino del mio amico alla modica cifra di 1 euro) e vi assicuro che è stata una delle serate più divertenti della mia vita. Ma non era un horror? Ieri ho visto “La cavalcata”, altre grandi risate (anche se purtroppo mancava l’effetto sorpresa dell’altra volta) e non vedo l’ora di gustarmi gli altri due. Grazie Armando!

  2. caro amanita hai perso il senso della paura ”vera”…quella paura che da bambini si aveva quando rimanevi soli a casa , ,sentivi un silenzio angosciante ,ti sembrava di vedere un ‘ombra ma era la tua immaginazione…magari era buio,questo e’ capisci?

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