Dracula contro Frankenstein

Ma poi perchè "contro"? Non combattono mai!

Di: Jesus Franco
Con: Howard Vernon, Dennis Price, Alberto Dalbès

Il cinema horror spagnolo, soprattutto quello dei seventies, non smette mai di stupirci, e ci regala quella che, a prima vista, si direbbe una succulenta perla B. La delusione seguita alla visione va al di là di ogni immaginazione. I due mostri (anzi, tre) sono ridicolizzati in un modo inaccettabile, la trama è assurda e poco interessante, la recitazione degli attori sfiora livelli di vergogna mai visti prima. Il conte Dracula, un vecchietto dall’espressione ebete con la faccia coperta di polvere bianca, miete vittime in un sonnacchioso paesino di provincia. Il dottor Seward, però, scopre il suo introvabile nascondiglio: una bara in una stanza di un castello dove chiunque può entrare (le porte sono aperte!). Il conte viene dunque ucciso dal dottore, ma ecco che arriva Frankenstein (ma da dove sbuca?) che, spinto da motivi non troppo chiari, decide di risvegliarlo e di utilizzarlo per la sua vendetta (ma contro chi, poi?). Lo scopo del grasso scienziato è infatti quello di uccidere l’intera razza umana tramite i non-morti! Geniale la trasformazione: il mostro di Frankenstein, un tizio truccato da cani e con la faccia verde, mette un pipistrello in un barattolo pieno di sangue, e in una bara lontana spunta dal nulla il conte! Dopo aver zombificato qualche paesano a casaccio, accade l’imprevisto: una delle donne di Dracula, gelosa, morde l’assistente del dottor Frankenstein, che si trasforma in uomo lupo. E perchè non in una bella mummia, direte voi? Mistero. Qui comincia una patetica baruffa tra il mannaro, che è truccato come neppure Marco Antonio Andolfi e si muove come una scimmia del Pianeta delle scimmie vecchia e malata, e che soccomberà di lì a breve, e la creatura-Bud Spencer dai micidiali pugni. In tutta risposta, il dottor Frankenstein, sempre senza motivo alcuno, uccide Dracula, e il film finisce. Ah, sì: ci sono anche delle scene con una ragazza vestita di rosso che sbraita e urla come l’invasata che in effetti è, ma siccome non ho capito il nesso con i mostri, non vedo perchè dovrei soffermarmici.
Il film si abbatte come una meteora sul pianeta della cinematografia horror: zero suspense, zero effetti speciali, zero splatter, zero scene di sesso. Decine e decine di scene tappabuchi vorrebbero rimediare alle vistose lacune della sceneggiatura, ma l’unico effetto ottenuto è una noia profonda e mortale, e questo nonostante la pellicola duri settantacinque minuti scarsi. Incredibile la resa delle scene cosiddette “horror”: si parte con i pipistrelli di gomma, dalle movenze desolatamente statiche e ridicole (in una scena l’ala di uno di essi è palesemente mossa dalle dita dell’attore!), si continua con il morso di Dracula, che riempie il povero conte di rossetto (vedere per credere), per concludere con le trasformazioni. Ogniqualvolta un pipistrello deve mutare in forma umana, o viceversa, Franco sovrappone inquadrature confuse e incomprensibili.
E’, insomma, un film non riuscito, incapace persino di strappare qualche risata, e privo di una bella scena trashona capace di farlo diventare un cult. Peccato, perchè gli ingredienti c’erano tutti.
[Curiosità: Jesus Franco non è parente del dittatore spagnolo, e anzi, pare, non è mai stato franchista. Nella sua carriera, questo singolare personaggio ha lavorato, tra gli altri, con Orson Welles. Robe da matti.]

Produzione: Spagna (1972)
Punto di forza: qualcuno l’ha giudicato un film sperimentale. De gustibus…
Punto debole: lento, lento, lento!
Come trovarlo: è uscito in DVD nel 2005.
Da guardare: da soli, in una serata triste, se proprio non avete nulla da fare.

Un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=thkfcm0aeLA (trailer noiosissimo!)

Pubblicato il ottobre 3, 2011, in 1970 - 1979, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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