Warbirds – L’isola della paura

Piccoli Asylum crescono.

[Krocodylus1991 & Jacob]

Di: Kevin Gendreau
Con: Jamie Elle Mann, Brian Krause, David Jensen

Nipponici VS americani VS mostri alati in uno scontro all’ultimo sangue! Con queste premesse, lo squallore è assicurato. Siamo nel 1945, la guerra nel Pacifico infuria. Americani e giapponesi si combattono nelle più varie isolette nell’oceano (questo ci viene detto nella memorabile lezioncina di storia iniziale). Il governo USA deve trasportare un’arma che è spacciata come “segretissima” per tutto il film, ma pure mio cuggino di 9 anni capirebbe che si tratta di una bomba atomica; a chi affidare questa pericolosa e delicata missione? A due soldatini ventenni goffi e impacciati, un pezzo grosso monoespressivo e un quadriumvirato di memorabili donne-pilota, tutte pettinate e truccate uguali. Con un esercito così, la vittoria è un gioco da ragazzi. Ma qualcosa non funziona: a causa di un attacco dall’alto, il gruppetto di idioti è costretto ad un atterraggio di emergenza su un’isola. Lì troveranno tre giapponesi scampati ad un massacro e soprattutto gli autori del massacro, un incrocio tra gli pterodattili, delle anatre e dei tirannosauri. Il resto è routine: alleanza provvisoria con i malvagi musi gialli, che non perdono occasione di mostrare la loro turpitudine, tentativi di fuga, morte di due ragazze e dei nipponici, sacrificio eroico del soldato, storia d’amore ai limiti del piagnisteo e lieto fine con bomba atomica sganciata.
Diciamolo subito: questo film è un aborto, e nonostante duri meno di un’ora e mezza la visione è quasi insostenibile (noi ci siamo tenuti su con sigarette e amenità varie), infarcita com’è di sequenze d’azione in CG dalle dinamiche incomprensibili, battute telefonate venti minuti prima e personaggi tagliati con l’accetta. L’esperto di burinate trash, però, riuscirà a sopravvivere godendosi alcune chicche che Gendreau inserisce sapientemente qua e là, e che salvano questa roba dal mezzo voto su cinque. Innanzitutto le sequenze aeree: in tutti i film sulla seconda guerra mondiale, queste ultime sono spettacolari, anche se spesso realizzate con filmati di repertorio. Ma Gendreau è uno serio, mica ruba come un Bruno Mattei qualsiasi. Lui le sequenze in volo le realizza, e le realizza pure male: aerei che sembrano usciti dalla serie dei Digimon, traiettorie improbabili, piloti americani ventenni che senza manco uno straccio di addestramento fanno le capriole con gli aerei giapponesi (peraltro derisi per tutto il film dagli americani, immemori del fatto che, storicamente, l’atomica fu usata proprio per evitare nuovi attacchi aerei!), e soprattutto scontri con i giganteschi “canarini”, come vengono chiamati per tutto il film, che sarebbero inaccettabili anche in un film della Asylum. Dispiace che ai mostri sia riservato pochissimo spazio: si privilegiano, invece, gli inverosimili rapporti personali tra soldati. A parte il fatto che l’esercito americano, negli anni ’40, contava pochissime donne, vorremmo sottolineare che non c’è un solo personaggio simpatico. Anzi, uno c’è: il giapponese, che in teoria sarebbe il cattivo e vorrebbe impedire agli americani di usare l’atomica, recita molto bene, e alla fine risulta un eroe umanitario, mentre il colonnello che lo uccide vigliaccamente sparandogli in testa c’ha una faccia da stronzo che non dimenticherete.
In quanto alle sequenze, ce n’è una che, isolata, avrebbe meritato un voto altissimo: proprio mentre tutti sono vicinissimi ai mostri, il camion si rompe, una ragazza lo aggiusta, due soldati sparano in mezzo ai bidoni di carburante che si bucano, il carburante riempie il terreno, una ragazza spara un razzo di segnalazione contro un mostro che cade, brucia e da fuoco a tutto, colonnello compreso. Cinque minuti dopo, quest’ultimo rispunta da chissà dove salvando la situazione. Allucinante!

Produzione: USA (2008)
Punto di forza: le esibizioni aeree delle quattro sgallettate: peggio delle Superchicche!
Punto debole: la prevedibilità, veramente pesante.
Come trovarlo: le solite bacheche da due euro. Oppure Internet.
Da guardare: per chi adora i film di guerra patriottici americani.

Un piccolo assaggio:  (perdonatemi, ho trovato solo questa insulsaggine…)

Pubblicato il novembre 5, 2011, in 2000 - 2009, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Però ha una bella fotografia tutto sommato

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