Van Helsing Dracula’s revenge (Dracula 3000)

Chi è questo grullo? Nel film non appare!

[Krocodylus1991 & Nehovistecose]

Di: Darrell James Roodt
Con: Casper Van Dien, Coolio, Erika Eleniak, Udo Kier

Imbarazzo. Questa è la sensazione che si prova dopo la visione dell’ennesimo teen-movie vampirico. Ma questo film va oltre. Voi non potete immaginare che cosa non è Dracula 3000. Per farlo capire, cercherò di essere il più dettagliato possibile nella trama. Anno 3000equalcosa: sull’astronave Mother III un equipaggio è mandato a recuperare un’altra astronave nel sistema Carpatico (!). L’equipaggio è formato da: Van Helsing (Van Dien), il burino capitano. Humvee, un gigantesco nero muscoloso e intelligente come un’otaria. 187 (Coolio), un rapper fallito che non si capisce bene cosa ci faccia lì. Due donne, di cui una si chiama Mina Murry (!). E infine uno scemotto in sedia a rotelle, probabilmente messo lì apposta per plagiare Alien 4. Atterrati sulla Dimitri, i sempliciotti trovano il conte Dracula. Sì sì, proprio lui: il conte Dracula, con tanto di mantello e camicia bianca di lugosiana memoria. E che ci fa lì il conte? Mah. Il primo ad essere trasformato è Coolio, che non guadagna più di tanto in forza, ma rimedia con una stupidità senza freni. Verrà ucciso con una stecca da biliardo nel cuore da Humvee. E’ allora che il protagonista fa una scoperta sconcertante: lui è il discendente del Van Helsing originale, il che tra l’altro significa che per duemila anni quella famiglia ha avuto solo eredi maschi. Probabilissimo. Uno si aspetta, a questo punto, che il prode segua le orme dell’antenato e massacri il principe della notte; invece avviene l’esatto contrario, e soltanto l’intervento di Humvee, che assurge quindi a protagonista assoluto, scongiura ulteriori conseguenze. Questi, fra l’altro, non trova di meglio da fare che passare le ultime ore della sua vita a trombare. Ci sarebbe pure un colpo di scena finale, ma mi rifiuto di scriverlo, perchè significherebbe legittimare una trovata tanto vergognosa.
L’inettitudine che traspare da ogni singolo fotogramma di questo film supera i confini dell’incapacità per addentrarsi in quelli del disturbo mentale. Trattandosi di un teen-film del 2004, gli effetti sono relativamente ben curati; nel senso che sì, fanno schifo, ma sono abbastanza al di sopra, per dire, della media Asylum. E’ tutto il resto ad essere malato, e a farne le spese è soprattutto la verosimiglianza. Siamo nel 3000, e l’idea di “Dio” è stata ormai dimenticata; idea affascinante, ma allora com’è che l’astronave Dimitri è piena di bandiere sovietiche e di ritratti di Lenin? Non c’è più la religione, ma evidentemente Roodt è ancora prigioniero della Guerra Fredda. I protagonisti conversano allegramente di Wonder Woman, canne (in un millennio non si è trovata una droga migliore?) e narghilè, e più che da un futuro lontanissimo sembrano usciti direttamente dal nostro hollywoodiano presente. A trionfare sono però i dialoghi; tutti gli interpreti fanno pena e ci mettono del loro, ma Coolio svetta trionfante su tutti: costantemente arrapato, sparge ovunque luoghi comuni sui neri, sulla marjiuana e sulle proprie capacità amatorie. Assolutamente esilarante la scena in cui, già vampirizzato, tende una trappola ad Humvee cercando di far leva sul comune orgoglio razziale, una roba che nemmeno a Los Angeles dopo il pestaggio di Rodney King, dicendo che “noi siamo sempre stati perseguitati”! La scoperta che Aurora è un androide è l’ennesimo palese plagio della saga di Alien, ma siccome Roodt non aveva abbastanza fondi, non vediamo mai la signora in azione, e neppure il classico circuito sul braccio alla Terminator tanto per dimostrare che dice la verità, insomma le crediamo sulla fiducia. In pratica, gli serviva una scusa per permetterle di fuggire da Dracula, e hanno scelto la più patetica. Il villain in questione, peraltro, è abbastanza squallido, compare per cinque minuti scarsi e a un certo punto viene abbandonato al suo destino. Che delusione.
Resta da capire che cosa spinga un bravo attore come il tedesco Udo Kier a partecipare a queste burinate, oltretutto in un ruolo che più inutile non si può. Abominevole.

Produzione: USA (2004)
Scena madre: Coolio che torna in vita come vampiro e si mette a parlare come un bro del ghetto di New York. Esilarante!
Potresti apprezzare anche…: Transmorphers
Come trovarlo: credo di averlo visto qualche decina di volte, nelle bancarelle dei 2 euro all’Esselunga o nei banchetti di via Po a Torino.
Da guardare: per dare il colpo di grazia al sottogenere vampirico. Ah, no, ci aveva già pensato Twilight.

Un piccolo assaggio:  (e già il titolo dice tutto…)

Pubblicato il dicembre 13, 2011, in 2000 - 2009, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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