Un gatto nel cervello – I volti del terrore (Nightmare concert)

Già il titolo è qualcosa di sensazionale...

[Krocodylus1991, Eltigre, Satchmo]

Di: Lucio Fulci
Con: Lucio Fulci, David L. Thompson, Malisa Longo

Innanzitutto, è doveroso ringraziare Eltigre per aver insistito tanto su questa pellicola. La sua determinazione ha fatto sì che noi si procedesse alla visione di questa perla, altrimenti colpevolmente ignorata. Mai suggerimento fu più azzeccato!

Lucio Fulci ci riprova: ed è subito capolavoro! Il maestro dell’horror B italico realizza quello che è senza dubbio il suo film perfetto, nonchè il proprio testamento spirituale. Per farlo si mette in gioco di persona, interpretando il protagonista e tentando addirittura la difficilissima strada del  meta-cinema. Il risultato è grandioso. Lucio Fulci interpreta Lucio Fulci, un regista italiano di film horror, che dopo tanti anni di onorata carriera inizia a sentirsi un pò squilibrato, e a confondere la realtà con la fantasia. Sfiga vuole che, per risolvere il problema, Lucio si affidi ad uno psichiatra maniaco assassino, che lo ipnotizza spingendolo a credersi colpevole di atroci delitti, in realtà commessi proprio dal Freud dei poveri. Inizia per Lucio (e per noi) una lenta e tremenda discesa nell’abisso, con il povero regista che rivede nei propri sogni i film precedentemente girati, nonchè gli omicidi di tutti colore che gli stanno attorno. Praticamente, Fulci inizia a portare iella e tutti quelli intorno a lui muoiono. Il finale, in pieno stile fulciano, con il regista che idealmente saluta i suoi fans, raggiunge quasi la commozione. Cerebrale, s’intende.
Raramente l’horror all’italiana ha raggiunto picchi trash così vertiginosamente alti. Il maestro spinge alla massima potenza la tecnica matteiana dello stock footage: buona parte delle allucinazioni che lo vedono protagonista sono tratte da altri film, suoi e non; in particolare, la patetica orgia nazista, con il soldato che gioca a biliardo con una donna nuda sul tavolo e manda la palla in buca, è tratta da Il fantasma di Sodoma. L’idea, di per sè carina, è messa in atto in modo talmente incomprensibile che viene il sospetto di una precisa, folle volontà dietro a tutto ciò. In mezzo a quegli attori incapaci, Fulci è pure bravo, ma il contesto in cui lo sceneggiatore (cioè lui stesso!) lo inserisce non ha alcun senso: il nostro eroe passa infatti da casa sua, al set di un film a lunghissime passeggiate in mezzo alla nebbia. Lucio è completato da una nemesi veramente d’eccezione: l’anziano psichiatra Egon, malvagissimo e ridicolissimo in quella tuta blu da footing. La sua camminata, lenta come la Quaresima, permetterebbe la fuga anche a un paralitico, ma le sue vittime preferiscono inciampare (spesso sul niente più assoluto) e gridare, andando inevitabilmente incontro alla propria atroce fine. Gli affezionati dello splatter avranno di che godere: ogni cosa è esagerata, e nella mente contorta di Fulci qualsiasi oggetto, a contatto con un corpo umano, produce squarci abnormi e determina allegre fontane di sangue tutt’intorno. Ne è la prova l’omicidio della nuora, avvenuto mediante la semplice chiusura (senza alcuna veemenza) di una cassapanca, sufficiente però a decapitare la poveretta. La delirante sequenza, rubata al film Non avere paura della zia Marta, non è che un esempio della follia che, implacabile, colpisce tutto il film. Fulci sfiora inoltre la denuncia sociale quando mette in bocca al malvagio Egon la frase “quella stupida teoria secondo cui la violenza al cinema porta altra violenza!”, che sarebbe anche carina come risposta alla critica benpensante, se, in bocca al cattivo più cattivo degli ultimi anni, non suonasse un tantino ambigua.
C’è molto da dire su questa delizia, troppo per condensarlo in una recensione. Bisogna vederlo come l’abbiamo visto noi, rendendo omaggio a questo grande regista, sincero amante del cinema, nemico giurato del grande business e della morale corrente. Onore a te, Lucio!

Produzione: ITA (1990)
Scena madre: a un certo punto, Lucio va a trovare suo figlio. Lì assistiamo ad una incredibile sequenza di plagi senza pudore (Psyco, Shining), peraltro rubati a Non avere paura della zia Marta. Una scena con pochi rivali nel cinema horror trash.
Potresti apprezzare anche…: Quella villa accanto al cimitero.
Come trovarlo: in DVD.
Da guardare: diffondete il più possibile questo capolavoro! Ma occhio agli stomaci deboli…

Un piccolo assaggio:  (capolavoro assoluto!)

Pubblicato il dicembre 19, 2011, in 1990 - 1999, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Non ci sono parole sufficienti per descrivere questa gemma: pellicola imperitura!!!

  2. Tutto sto casino per una bottiglia di Cynar, se gli cadeva il Don Perignon che cazzo faceva? (Cit.)

  3. Secondo me è il grande businsess che era nemico giurato di Fulci, non viceversa…

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