Ubaldo Terzani Horror Show (In the mouth of Ubaldo Terzani)

Ubaldo? Ubaldo???

[Krocodylus1991 & Nehovistecose]

Di: Gabriele Albanesi
Con: Paolo Sassanelli, Giuseppe Soleri, Laura Gigante

Innanzitutto, qualche premessa. Questo è senza dubbio il film che più mi ha messo in difficoltà. Amo il cinema italiano indipendente, e Ubaldo Terzani ne è un esempio. E’ prodotto dai Manetti Bros., il cui stile registico mi piace assai. Gli attori, Sassanelli e Soleri, sono in gamba, e hanno saputo farsi valere al cinema e in tv. Agli effetti speciali abbiamo Sergio Stivaletti, un ottimo mestierante, e infatti il suo lavoro è di qualità piuttosto alta. Infine, il regista inserisce una serie di citazioni (da Fulci a Leone) che dimostrano tutto il suo amore per il cinema e la sua sincera passione. E allora, che ci fa questo film nella Cinewalkofshame? Vediamolo!

Partiamo dal titolo. Ecco, Ubaldo Terzani. Pensateci bene: Ubaldo Terzani. Che nome è per uno che sta allestendo un “horror show”? Dovrebbe fare paura? Stephen King, Clive Barker, Sutter Cane…questi sono nomi di scrittori malefici! O, per restare in Italia, Valerio Evangelisti e Tiziano Sclavi. Ma Ubaldo Terzani, oltre a ricordare l’altro Terzani scrittore (blasfemia!), è il classico nome da vicino di casa grasso e pacioccone che non fa paura a nessuno. Oltretutto quei cornuti dei distributori, all’estero, ne hanno stravolto il titolo in In the mouth of Ubaldo Terzani, cioè Nelle fauci di Ubaldo Terzani, per fare il verso al capolavoro di Carpenter. Veramente ignobile. In effetti, la trama è molto simile: Alessio, un giovane regista pieno di ideali e di belle speranze, è mandato dal suo cinico produttore a scrivere una sceneggiatura con il grande scrittore di cui si diceva sopra. Terzani (Sassanelli, qui al nadir delle sue capacità recitative) fa delle facce da maniaco assassino ogni volta che può, ma Alessio se ne frega, e se ne frega pure quando, con la scusa della sceneggiatura, tenta di baciarlo. Per farsi perdonare, il vecchio bavoso lo invita ad una festa, in assoluto la scena più triste e squallida del cinema horror italiano, dove si brinda “alla figa!” e si vomita nei bagni. In seguito ad un litigio con la fidanzata, allo sciagurato viene pure la bella idea di invitarla per un week-end dallo scrittore torinese, che li porta in un simpatico tour sui luoghi dei delitti di un pazzo assassino. (SPOILER: si capisce subito, dalle date e dalle circostanze, che l’assassino è proprio lui!) Riuscirà il nostro Alessio a sopravvivere alla follia del Clive Barker dei poveri? Lui sì, la fidanzata no, ma lui se ne sbatte, perchè tutto questo gli da un’idea per il nuovo film e lui se ne va sorridente con gli amici di un tempo. Giuro, finisce così. Non invento nulla.
E’ fin troppo evidente che qualcosa non funziona: quale tipo di droga può aver spinto persone intelligenti e degne di stima a partorire questo abominio? Ciò che non è copiato da Carpenter è pessimo: l’interminabile sequenza della festa non ha nulla a che fare col resto del film, così come i patetici dialoghi con l’amico ambizioso. Gli attori recitano tutti in modo grottesco: Soleri-Alessio è un uomo senza spina dorsale, che fa tutto ciò che l’altro gli dice, e Sassanelli-Terzani pare spiritato: occhi perennemente allargati, s’atteggia ad artista maledetto e carismatico per poi rovinarsi con frasi come “ho ucciso quella troia della tua donna!” o “a me dei libri non frega un cazzo”. Laura Gigante, che interpreta la fidanzata del povero Alessio, non è molto credibile nel ruolo di ragazzina sedotta; le viene meglio l’interpretazione della vaccona disinibita. Detto questo, il film è relativamente godibile, perchè mischia picchi vertiginosi di trash a sequenze intelligenti tipiche delle produzioni Manetti.
Una domanda resta però senza risposta: perchè mai, in mezzo a titoli come Il bosco ha mille occhi, L’urlo del centauro e Danzando sulla lama di un rasoio, Ubaldo Terzani ha pubblicato un romanzo intitolato Come ti amavo, mamma?

Produzione: ITA (2011)
Scena madre: il brindisi. Mio Dio, quel brindisi!
Potresti apprezzare anche…: Un gatto nel cervello (pure citato!).
Come trovarlo: è appena uscito, ed essendo una piccola produzione italiana è molto difficile reperire il DVD. Comunque, è uscito per la Minerva Pictures.
Da guardare: per chi volesse convincersi che non sempre il cinema italiano indipendente produce capolavori. Andrà bene la prossima, dai.

Un piccolo assaggio:  (nemmeno Maccio Capatonda!)

Pubblicato il dicembre 23, 2011, in 2010 - ?, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Non vorrei dire ‘na cazzata, ma penso che il nome Ubaldo Terzani sia un omaggio al macchinista/direttore della fotografia Ubaldo TerzanO.
    Tra i suoi lavori “Profondo rosso”, “La maschera del demonio”, “I 3 volti della paura”, “Una lucertola con la pelle di donna”, “Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete”.
    Sarà un caso?

    • Tutt’altro,anzi, è assai probabile che l’ispirazione sia quella. Come ho scritto, il regista è uno che le cose le sa. Questo però non cambia una virgola il ridicolo del titolo: cioè, io conosco uno che si chiama Wilmer Stellino, ma “Wilmer Stellino Horror Show” fa ridere lo stesso…

      • Lungi da me difendere quest’ignobile porcata!
        Ridicolo è e ridicolo rimane, volevo solo fare il primo della classe che becca le citazioni😉

  2. Figurati! Anzi, sono ben accette osservazioni, critiche costruttive e pure correzioni! E’ sempre un piacere! E buone feste!

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