2012

Sì, va bene, ma a parte gli effetti...?

Di: Roland Emmerich
Con: John Cusack, Amanda Peet, Thandie Newton, Danny Glover, Woody Harrelson

Salutiamo l’anno prossimo venturo con una recensione davvero d’eccezione: il clamoroso 2012 di Emmerich, produzione ad altissimo budget (200 milioni di dollari!) e a bassissimo dispendio di idee. I film di Emmerich si basano tutti sulla stessa situazione: avvenimento drammatico che spinge uno sfigatello medio a divenire un eroe risolvendo allo stesso tempo la propria scarognatissima situazione familiare, non di rado incontrando in modo casuale ed inverosimile il Presidente degli Stati Uniti. In questo caso specifico, lo sfigato protagonista è John Cusack, espressivo e capace a recitare quanto una rana agonizzante sull’asfalto: autista di limousine, è in rotta con la ex moglie e viene costantemente umiliato dal nuovo di lei compagno, Gordon, che guida una Porsche fiammante. In parallelo abbiamo Adrian, un fisico di colore che grazie ad un collega indiano fa una sconvolgente scoperta: i neutrini hanno acquistato massa e durante un allineamento planetario il mondo sarà distrutto. Ecco, questo è il tenore delle spiegazioni scientifiche. Seguono quaranta noiosissimi minuti di vita tranquilla dei protagonisti, finchè la catastrofe non si scatena. In un tripudio di centinaia di milioni di effetti speciali (che in effetti si vedono) Cusack salva sè stesso e la sua famiglia da,nell’ordine: l’eruzione dello Yellowstone (!); lo sprofondamento nell’oceano della California; una nube tossica; la fine del carburante dell’aereo. Si scopre che i governi del mondo, prevedendo la catastrofe, hanno costruito alcune arche gigantesche che, al modico prezzo di un miliardo di euro a cranio (niente sconti per comitive, pare), salveranno qualche fortunello dall’apocalisse. Riuscirà Cusack, nonostante l’inflazione e la sua palese sfiga, a salvare l’insopportabile famigliola? Ovviamente sì: Gordon si leva dalle palle morendo tritato in un ingranaggio, Cusack può tornare a limonarsi la ex moglie, Adrian lo fa salire sull’arca in un momento di pietà (degli altri sei miliardi, chissenefrega) e si scopre che l’Africa non è stata investita dalla tragedia, sì insomma bastava trasferirsi lì senza fare tutto quel casino. Il film si chiude con i nostri eroi da pubblicità del Mulino Bianco che se ne vanno serenamente a colonizzare (di nuovo) l’Africa.
Ho avuto la fortuna di vedere questa robaccia al cinema in un momento di delusione, e devo dire che mi ha risollevato il morale. Dopo anni di onorata carriera come gallina dalle uova d’oro di Hollywood, Emmerich realizza il suo capolavoro di zuppa riscaldata: tutti, e sottolineo tutti i luoghi comuni del cinema catastrofico americano sono condensati in 158 letali minuti di pappone effettistico. Abbiamo quindi lo sfigato qualunque che diventa eroe, il russo stronzo poi eroe poi stronzo che alla fine si riscatta morendo e salvando i due figli, la puttanaccia russa rifatta col cane simpatico che si salva, i due cinesi buoni e nientepopodimenoche Danny Glover nel ruolo del Presidente. E tutti sanno che al cinema, se eleggi un Presidente di colore, prima o poi ci scappa la tragedia: dopo essere rimasto a vagare senza meta per Whashington, morirà travolto dalla portaerei Kennedy (e sul possibile significato politico della cosa lascio la parola ad altri). Al momento più alto di distruzione globale, sfilano tutti i monumenti più famosi, inclusa la cupola di San Pietro, con tanto di papa schiacciato dalla sua stessa basilica. I russi parlano come in Rambo IV e il loro premier è identico a Leonid Breznev. I nostri eroi, come da copione, si esibiscono in una serie di imprese assurde e ai limiti del patetico: tra l’altro, si segnala un pilota dilettante che guida un Antonov antidiluviano, questo dopo aver fatto lo slalom tra due palazzi di Los Angeles che crollano. Gli scienziati, divisi come al solito tra stronzi inetti e geniacci dal cuore d’oro, utilizzano un timer che prevede al microsecondo l’impatto dello tsunami (per cortesia!). Ci siamo capiti. Che poi, a ben guardare la morale è: non importa se sei nero, bianco, cinese, russo, australiano, tedesco o africano: in caso di catastrofe, puoi salvarti. A condizione che tu abbia un miliardo di euro. Molto etico e democratico.
2012 è uno di quei film trash non nella realizzazione tecnica (effetti impressionanti!), bensì nel contenuto. Tra le incongruenze ne indichiamo una clamorosa: lo tsunami alto 1500 metri che ricopre l’Himalaya, innalzata però di 2000, insomma una svista colossale che giustifica in tutto e per tutto il commento della mia professoressa di Chimica quando riferii alcune delle dinamiche del film (“ma è una cagata!”, testuale). Curiosità: in sala, alle parole “il premier italiano ha scelto di restare con il suo popolo, a pregare” (dunque a morire), in sala si è scatenata una ridarella come se ne vedono poche!

Produzione: USA (2009)
Scena madre: senza dubbio le acrobazie eseguite con l’Antonov in mezzo ai grattacieli di Las Vegas! Da antologia!
Potresti apprezzare anche…: ne esiste anche una copia migliore, dello stesso regista: The day after tomorrow. O, per restare nell’ambito trash, Il risveglio del tuono.
Come trovarlo: Blu-Ray, DVD…questi blockbuster si trovano ovunque.
Da guardare: a Capodanno 2012…

Un piccolo assaggio:  (le scene migliori sono tutte qui, il resto è già visto)

Pubblicato il dicembre 31, 2011, in 2000 - 2009, Catastrofici & Postatomici con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Nonostante la brutta recensione mi è piaciuto, è vero che nei film di questo regista c’è sempre lo sfigato di turno che poi si trasforma in superfigo ma penso che John Cusack abbia recitato bene la sua parte

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