Alien abduction

L'alieno è quella specie di capra blu. Rendiamoci conto...

[Krocodylus1991, Eltigre]

Di: Eric Forsberg
Con: Megan Mee Ethridge, Griff Furst, Marissa Morse

La Asylum raschia il fondo del barile, raccoglie l’ultima immondizia e con l’unto che rimane sul fondo ci fa un capolavoro di fantascienza trash! Dopo averlo visto, persino gli ufologi più intransigenti abbandoneranno lo studio dei rapimenti alieni. Trattasi, in questo caso, di un rapimento multiplo: le vittime sono quattro insopportabili campeggiatori, infoiati e stupidi, che una notte vedono alcuni cani feroci vicino alla loro macchina. Poco dopo, si ritrovano a bordo dell’astronave, le cui pareti denonano vastissime conoscenze tecnologiche: sono infatti costruite con decine di sacchi della spazzatura neri, del tipo di quelli che usiamo per gettare l’umido. A tre di loro vengono estratti gli intestini da alieni incredibilmente simili a Skeletor, la nemesi storica di He-Man. Ma non è la conquista di Grayskull l’obiettivo principale dei ridicoli ET; infatti, dopo aver torturato e reso simil-zombie tre di loro, affidano il quartetto a un ospedale militare, creato appositamente per i rapiti. Il suddetto ospedale ha qualcosa di meraviglioso: è in pratica costituito da un capannone fatiscente e quasi certamente in via di demolizione, con pareti crollate, mattoni in procinto di staccarsi, calcinacci e sacchi di monnezza peggio che a Napoli. Nel campionario di casi umani lì presenti, solo la protagonista sembra dotata di cervello, tanto da superare il delirante test iniziale (testuale: prima il dottore le fa sentire Mozart, poi un rumore di macchina; lei non lo riconosce e l’altro “ah, sì, anche io preferisco il jazz”). Resasi conto che le “cure” dei dottori sono effettuate con un frullatore a immersione (avete presente quando si tritano le verdure nella minestra? Ecco, quell’attrezzo lì) che spappola i cervelli, la ragazza diventa meglio di Milla Jovovich in Resident Evil: prende a pedate in faccia i militari, risponde prontamente a qualsiasi domanda anche nelle situazioni di tensione, strozza a mani nude burini in divisa, seduce gli infermieri in modo patetico, infine mangia un microchip. Tra l’altro, quelli che lei colpisce sono vittime di un’inspiegabile esplosione facciale, cui segue la fuoriuscita di un verme fatto con 2 lire di computer grafica. Nel finale si scopre tutto il piano segreto degli alieni, che implica una “missione” di infiltrazione sulla Terra da parte delle copie che forse sono umane ma non del tutto ma lei ha il chip del filmato e i suoi amici sono alieni o forse no e via a sghignazzare.
Se pensavate che 2012: Supernova fosse un film realizzato con pochi soldi, allora guardatevi questo. Gli alieni sono poco più che mascheroni con l’aggiunta di qualche effetto stile Movie Maker; le locations sono quanto di più povero si possa immaginare; infine, i pochi momenti in cui ci sarebbe davvero bisogno di qualche effettaccio decente sono girati alla membro di cane muovendo la cinepresa su e giù a caso in puro stile videoclip. Già questo basterebbe per un voto più che dignitoso: ma Forsberg non è mica un pirla qualsiasi, e ci tiene a far sapere che anche la sceneggiatura, in un suo film, dev’essere coerentemente assurda e inverosimile. Il prode regista campa dentro qualsiasi cosa gli passi per la testa, dai rapimenti al caso Roswell alle leggende metropolitane sui patti tra USA e alieni, e da per scontato che qualsiasi ragazza in procinto di morire orribilmente non pensi ad altro che a filmare tutto ciò che le sta intorno. I comprimari fanno di tutto per essere all’altezza, riuscendoci egregiamente: sono stati necessari quindici minuti di pausa per riprendersi dalle risate dopo aver visto le numerose bambine copiate da The ring cantare canzoncine idiotissime tipo “riempimi! Svuotami! Fai quello che vuoi!”. Non male anche l’esercito di scienziati pazzi al soldo degli alieni, che seguono lo stile tipico con tanto di capelloni spettinati e occhiali a fondo di bottiglia. Uno di essi, prima di morire smembrato, si rende protagonista di una spettacolare masturbazione a uno Skeletor adulto, che causa inspiegabilmente la caduta di litri di sperma sulla povera protagonista. Tutti recitano senza voglia, tant’è che quando la ragazza disobbedisce alle regole i soldati, lungi dall’inseguirla, si limitano a generici “ferma” e “di lì non si può andare”.
Non certo un film per tutti, e non tanto per le numerose ma ridicole scene di violenza, quanto per l’incomprensibilità generale e il trauma che da Alien abduction potrebbe nascere. Oltretutto, far partire nel lettore questo putridume significa sorbirsi un’ora e mezza di immagini spesso non nitide e sempre fotografate con i piedi!

Produzione: USA (2005)
Scena madre: l’insopportabile nenia della addotta in sedia a rotelle. Spaventosa…
Potresti apprezzare anche…: i più brutti episodi di X-Files. Che comunque sono decisamente meglio.
Come trovarlo: Minerva Pictures!
Da guardare: per chi crede ai rapimenti alieni e vuole diventare scettico.

Un piccolo assaggio:  (guardate che povertà di mezzi…)

Pubblicato il gennaio 15, 2012, in 2000 - 2009, Fantascienza, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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