Ninja terminator

Harrison rulez!

Di: Godfrey Ho
Con: Richard Harrison, Wong Cheng Li, Jonahtan Wattis, Maria Francesca

La filmografia di Godfrey Ho si arricchisce di una nuova piccola perla del genere ninja. Come è noto, questo regista ha realizzato decine di film mettendo in atto un sapiente “taglia & cuci” di pellicole diverse, e collegando l’eroe orientale e quello occidentale facendoli parlare al telefono. Molte volte, e questo film non sfugge alla prassi, l’occidentale era impersonato da Richard Harrison, biondo attore americano celebre più che altro per i prodotti che pubblicizzava. Fulcro dell’esile sceneggiatura è una ridicola statuetta stile bancarella napoletana, rappresentante un ninja, che conferirebbe al proprietario poteri sovrumani, tipo rendere il suo corpo e i suoi abiti duri come la roccia. Nell’iniziale cerimonia ninja, apprendiamo che per evocare quei poteri bisogna gesticolare come degli sciamannati. Ma qualcosa va storto: la statuetta viene rubata, da chi non si capisce bene, e qui partono le due storie che si sovrappongono in modo confusissimo: il protagonista orientale all’inizio sembra cattivo, poi si scopre che è buono (credo) e non fa altro che menare chiunque gli capiti a tiro. Harrison, invece, vive con la moglie in un condominio, aiutandola nelle faccende di casa e uccidendo granchi cotti con i suoi coltellini da ninja (scena geniale!). Poi, non chiedetemi come, si rimette in azione pure lui, forse a causa del ridicolo robot con ultimatum che gli viene mandato a casa un paio di volte. Il resto è il classico brodo poliziesco-ninja, con scambi di ostaggi, omicidi e soprattutto botte da orbi rinvelocizzate in modo vertiginoso, con effetti di montaggio avveniristici indegni persino dei fratelli Lumière. Questi ultimi permettono ai ninja di smaterializzarsi e di ricomparire, e in un caso ad Harrison di cambiarsi d’abito in cinque nanosecondi netti.
Prima di scendere nel lato tecnico è d’obbligo la menzione d’onore per il villain più assurdo della storia del cinema: un orientale con una vistosissima parrucca bionda in stile anni ’50. La cosa è ininfluente ai fini della trama, tantopiù che lo stesso idiota, prima dello scontro finale, si toglie la parrucca! Ma è un pò tutto ad essere malato: dalle ambientazioni (gli interni sono fondamentalmente due: l’appartamento di Harrison e un capannone fatiscente) alle due scene di sesso, una delle quali ha un sottofondo che è un plagio palese di In ginocchio da te di Gianni Morandi. Le musiche sono fenomenali: si comincia con un tema che, dopo le note iniziali di Star wars, si perde nel funky pop anni ’70, e si prosegue con alcuni secondi di musica classica (scena dell’ultimatum sul parabrezza) rubati nientemeno che ad Arancia meccanica. Ho si spinge ancora oltre, mettendo insieme alcuni oggetti di contorno destinati a diventare di culto: del robot giocattolo porta-ultimatum si è già parlato. La palma d’oro va indubbiamente al telefono a forma di Garfield usato da Harrison, che apre gli occhi ogni volta che si solleva la cornetta!
Insomma: ninja, errori di montaggio, scenografia pacchiana. Tutto quello che ci si aspetta da Godfrey Ho. Non il suo miglior film (Robo vampire non ha eguali), ma una degna rappresentazione dell’impero ninja. Wa-tà!

Produzione: Hong Kong (1985)
Scena madre: la potente entrata in scena del ninja\signorina bionda. Ci va del coraggio…
Potresti apprezzare anche…: Ninja thunderbolt.
Come trovarlo: incredibile a dirsi: è stato distribuito in italiano. Ovviamente è introvabile, ma considerato che in rete si trovano i sottotitoli, ci si può anche accontentare di una copia straniera…
Da guardare: per chi volesse approfondire il discorso “Godfrey Ho”, questo regista senza macchia, senza paura e senza vergogna che tanto lustro ha dato al genere ninja-trash.

Un piccolo assaggio:  (ben tre minuti di trailer!)

Pubblicato il gennaio 17, 2012, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: